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Amadeus: «Senza il pubblico rimandiamo Sanremo al 2022: che problema c’è?»

Il conduttore e direttore artistico lo avrebbe detto ieri ai dirigenti Rai. «Non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo dobbiamo volere tutti oppure salta»

Amadeus. Foto: Pier Marco Tacca/Getty Images

«Senza pubblico non si fa il Festival e se ne riparla nel 2022: che problema c’è?». Il Corriere della Sera ricostruisce oggi il dialogo avvenuto per fra Amadeus, conduttore e direttore artistico del festival che si dovrebbe tenere nella prima settimana di marzo, e due dirigenti Rai, il direttore di Rai 1 Stefano Coletta e l’amministratore delegato Fabrizio Salini.

La posizione di Amadeus sarebbe netta: il pubblico fa parte dello spettacolo e senza pubblico non c’è spettacolo. Vuole che si consideri l’Ariston uno studio televisivo e il pubblico parte integrante della scenografia, la qual cosa permetterebbe di ospitare figuranti (avviene ad esempio al Maurizio Costanzo Show che però ha luogo in uno studio romano organizzato in modo da sembrare un teatro). L’Ariston è stato riadattato togliendo 18 file di poltrone e chiudendo la galleria. Ma le parole di ieri di Dario Franceschini sono state nette: l’Ariston è un teatro e in quanto tale non può ospitare pubblico, «pagante, gratuito o di figuranti», fino a quando non potranno farlo tutti.

A proposito dell’ipotesi di rimandare tutto al 2022 Amadeus avrebbe detto: «Non vorrei che sembrasse che mi sono intestardito a fare Sanremo a tutti i costi. Lo devo volere la Rai, la discografia e la città di Sanremo. Lo dobbiamo volere tutti: o siamo compatti e lavoriamo per farlo al meglio oppure salta tutto». E a chi gli sta vicino, sempre secondo il Corriere, si sarebbe sfogato così: «Basta, chi me lo fa fare, mollo tutto, se non mi ammalo di Covid rischia di venirmi un infarto».

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