Alessio Bernabei e Manola Moslehi, giudici d’eccezione per Firestone

Una delle popstar più amate dal pubblico e la voce di punta di Radio Italia hanno vestito i panni di giudici per Road to the Main Stage by Firestone, scommettendo sui giovani talenti per fargli realizzare un sogno.

Alessio Bernabei e Manola Moslehi, giudici del contest Road To The Main Stage by Firestone.


Una strada che parte dagli anni ’30, con il programma radiofonico The Voice of Firestone, trampolino di lancio per artisti emergenti. Dopo quasi novant’anni, tuttavia, la musica non è cambiata e con il progetto Road to the Main Stage by Firestone il brand continua a puntare i riflettori sui giovani talenti.

Il contest, nato in collaborazione con Radio Italia, ha dato la possibilità ad oltre 200 artisti di farsi notare in mezzo al mare magnum che oggi domina il mercato discografico. Possibilità che verrà coronata dai due finalisti, Gianni Basilio e i Poco di Buono, che il prossimo 16 giugno si esibiranno davanti a migliaia di persone in Piazza Duomo, sull’importante palco del Radio Italia Live – IL CONCERTO. Tra di loro, il vincitore scelto dal pubblico, che potrà votarli a partire dal 28 maggio sul sito Roadtothemainstage.com, suonerà all’Home Festival di Treviso.

Grazie a Firestone gli artisti finalisti realizzeranno un sogno, reso possibile anche da due giudici d’eccezione del contest, Alessio Bernabei e Manola Moslehi. Entrambi partiti da un talent show per poi prendere strade diverse: il primo stella della musica italiana, prima coi Dear Jack poi con una carriera solista, la seconda invece è una delle speaker più amate di Radio Italia. Con loro abbiamo parlato di sogni, di musica e dell’importanza di puntare sui nuovi talenti, strappandogli anche qualche sorpresa sulle loro carriere.

ALESSIO BERNABEI

Alessio Bernabei. Foto via Firestone

Sei partito con una band, ora continui da solista. Com’è cambiata la tua vita?
Da solista ho avuto l’opportunità di conoscermi meglio, le mie debolezze così come i miei punti di forza. In questo periodo di silenzio sono maturato molto, sia musicalmente che umanamente. Ora sono pronto a ripartire alla grande.

Sei andato a New York per scrivere le nuove canzoni. Come ha influito la città sulla tua musica?
New York è talmente immensa che ti mangia. È una città che fa crescere molto: in una settimana sono rimasto colpito da milioni di stimoli diversi, dalla musica alla moda, fino alla mentalità della gente che vive lì. Ho raccolto tantissime ispirazioni e, appena tornato in Italia, mi sono chiuso in studio perché avevo tantissimo da scrivere, ed era tutto diverso da come avevo sempre fatto. Sarà qualcosa di nuovo e inaspettato, un lavoro che non c’entra nulla con il mio passato. Ho cambiato faccia.

Firestone porterà dei giovani artisti a suonare davanti a migliaia di persone. Se tu fossi uno dei ragazzi cosa proveresti?
Io mi sento ancora quel ragazzo con la band emergente che inseguiva un sogno, per questo mi vedo ancora nei loro panni. L’emozione di suonare davanti a migliaia di persone è sempre la stessa, ed è ciò che ti spinge a superare tutti gli ostacoli, a spingerti sempre oltre quello che sei.

Come mai hai deciso di accettare il ruolo di giudici nel contest Firestone?
Non mi piace molto l’idea di mettermi nei panni di un giudice, lo considero più un privilegio. Ho ascoltato tantissimi artisti e mi è piaciuto imparare da alcuni di loro e dalla loro musica. Sono molto felice di aver fatto parte di un progetto che punta a dare visibilità agli artisti emergenti.

MANOLA MOSLEHI

Manola Moslehi, foto via Firestone.

Sei partita come cantante, per poi passare dall’altra parte del microfono e diventare una conduttrice radiofonica. Cosa ti ha spinto?
Sono due sogni che hanno sempre camminato insieme. La radio non è mai stata un’alternativa, la vera differenza sta nel fatto che per fare radio è necessaria una certa maturità e una struttura stabile di conoscenza di cui la musica non per forza necessita, si può diventare cantante anche in giovanissima età. Ho iniziato il mio percorso nella musica con la grande occasione di Amici, poi mi sono resa conto che non era la strada che volevo intraprendere nella mia vita e ho deciso di dedicarmi completamente alla radio, che ora è tutta la mia vita. Sono molto felice della scelta che ho fatto.

Dopo tanti anni di classifiche esterofile la musica italiana è tornata a macinare numeri, anche grazie ai ragazzi della trap, che stanno infrangendo record. Cosa ne pensi di questo fenomeno?
Anche noi di Radio Italia, per antonomasia una stazione ‘tradizionale’, non potevamo ignorare un fenomeno del genere. Per questo abbiamo deciso di aprire una web radio, Radio Italia Rap, e un canale televisivo: all’inizio il nostro editore ha storto il naso, poi ci siamo tutti resi conto della grande conquista che stavamo portando avanti. Io ho imparato ad amare il mondo della trap: mi piace moltissimo il modo asciutto e immediato con cui questi artisti comunicano con i loro coetanei, è fenomenale. Hanno così tanto successo perché danno voce alle nuove generazioni come nessun altro potrebbe fare; danno voce a chi, probabilmente, non avrebbe una cassa di risonanza del genere.

Si sente spesso dire che la musica italiana non investe sui giovani talenti, Firestone invece fa il contrario. Quanto credi sia importante il ricambio generazionale?
Il ricambio generazionale è importante ma deve esserci spazio per tutti. Talvolta succede il contrario, che grandi nomi della musica italiana non riescono ad avere gli stessi spazi dei ragazzi usciti da un talent. Allo stesso tempo credo che questo atteggiamento di diffidenza rispetto ai giovani sia ingiusto: alcuni hanno un talento mostruoso, cantano e scrivono divinamente e per queste generazioni bisogna trovare gli spazi, hanno tantissimo da dire. Purtroppo è quello che succede nel mondo del lavoro in tutta Italia, dove non si investe sui ragazzi e a volte nella musica li si tratta come prodotti usa e getta. Firestone ha dato una possibilità a tanti artisti emergenti che forse altrimenti non l’avrebbero avuta, che sia la visibilità che deriva dalla partecipazione a un contest così importante come Road to the Main Stage, fino all’occasione per i finalisti di suonare davanti a migliaia di persone in Piazza Duomo il prossimo 16 giugno durante il Radio Italia Live – IL CONCERTO. Firestone ha permesso di realizzare un sogno!

Come mai hai deciso di accettare il ruolo di giudice nel contest Firestone?
Partiamo dal presupposto che io detesto il concetto di giudizio (ride, nda). Non mi piace l’idea di giudicare qualcuno che si espone in prima persona, che ti presenta un lavoro fatto di tanti sacrifici. Preferisco intendere questo ruolo come la possibilità di dare un’occasione a chi, altrimenti, non la avrebbe. Ho accettato di partecipare al contest Road to the Main Stage by Firestone perché io quella grande occasione l’ho avuta, e ora voglio ricambiare. Ma solo per chi se lo merita.