Alanis Morissette contro il documentario ‘Jagged’: «Sono stata ingannata» | Rolling Stone Italia
Home Musica News Musica

Alanis Morissette contro il documentario ‘Jagged’: «Sono stata ingannata»


«Il loro piano osceno è diventato evidente subito dopo aver visto il film. Non è la storia che ho accettato di raccontare», ha detto la cantante del documentario su 'Jagged Little Pill'

Alanis Morissette

Foto: Shelby Duncan

Alanis Morissette ha criticato pubblicamente Jagged – il documentario che racconta l’inizio della sua carriera – perché «include implicazioni e fatti che sono semplicemente falsi».

Diretto da Alison Klayman, Jagged era pronto per il debutto al Toronto International Film Festival. Tuttavia, come ha raccontato il Washington Post venerdì 10 settembre, Morissette non era contenta del film e ha deciso di non partecipare alla prima.

Nel comunicato diffuso ieri, Morissette ha spiegato il suo coinvolgimento e perché non ha più intenzione di supportare il film. «Ho accettato di partecipare a un progetto per celebrare il 25esimo anniversario di Jagged Little Pill e sono stata intervistata in un momento di grande vulnerabilità (ero nel bel mezzo della mia terza depressione post parto, durante il lockdown). Sono stata ingannata da una falsa atmosfera di sicurezza, ma il loro piano osceno è diventato evidente subito dopo aver visto la prima versione del film. È così che ho scoperto che le nostre visioni sono dolorosamente divergenti. Non è la storia che ho accettato di raccontare».

La musicista si riferisce al racconto delle violenze sessuali che ha subito quando era adolescente e che è stato inserito nel film. «Mi ci sono voluti anni di terapia solo per ammetterlo», dice nel documentario. «Mi dicevo sempre che ero consenziente, ma poi mi ricordavano che a 15 anni non puoi esserlo. Ho aspettato trent’anni per dirlo, perché nessuno ascolta le donne. Quasi tutte le donne nel mondo della musica sono state aggredite, molestate o stuprate. È un aspetto onnipresente, più nella musica che nel cinema».

Il regista Klayman e HBO (dove il documentario andrà in onda in autunno) non hanno risposto alle richieste di commento di Rolling Stone. Morissette, invece, ha detto che non parteciperà a nessuno degli eventi legati al film – che ha paragonato ad altre «storie e biografie non autorizzate» uscite negli anni –, anche perché al momento è in tour.

«Nonostante il film abbia bei momenti e racconti accuratamente diversi elementi della mia vicenda, non voglio supportare una visione riduttiva di una storia troppo sfumata perché loro possano capirla o raccontarla», ha detto Morissette.

In un’intervista con il Washington Post, Klayman non ha voluto rispondere ai commenti della cantante. «Ovviamente vorrei che venisse alla prima», ha detto. «Girare questo film è stato un onore e ne vado fiero. Spero che ci saranno altre opportunità in futuro per coinvolgerla in un evento».

Altre notizie su:  Alanis Morissette