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«Abbiamo perduto il Maestro»: le reazioni dei musicisti alla morte di Battiato

Concerti veri e sognati, incontri sopra e sotto i palchi, vecchie audiocassette, aneddoti: ecco come i nostri cantanti stanno ricordando Franco Battiato sui social

Franco Battiato

Foto: Adriano Alecchi/Mondadori via Getty Images

«Abbiamo perduto il Maestro», «come faremo senza di te», «orizzonti perduti che non torneranno più», «hai insegnato a rimanere dentro e fuori dalla musica, vivendola senza subirla». E poi concerti veri e sognati, incontri sopra e sotto i palchi, foto di vecchie audiocassette, aneddoti. La quantità di messaggi postati dagli artisti italiani sui social riguardo Battiato ha pochi precedenti.

«Povera Patria. Tanto più povera oggi che abbiamo perduto il Maestro», scrive Vinicio Capossela. «Più scura è l’ombra dove più intensa la luce. L’ombra oggi è nerissima, triste e luttuosa, ma celebrando un saggio, non si può separare dalla gioia, dalla riconoscenza per la luce elargita a tutti, per l’esistenza piena sempre tesa a celebrare la luce fino nelle ombre più recondite che genera. Grazie Maestro, uomo vivo, spirituale, generante, pensante, derviscio danzante. Abbracciamoci tutti».

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Vinicio Capossela (@vcapossela)

Oltre a questo messaggio, Morgan ha postato una storia risalente al 1997, legata a una foto di Battiato al volante del furgone dei Bluvertigo: «Era appena uscito Metallo non metallo e con i Bluvertigo facevamo 5/6 concerti la settimana, io però stavo realizzando Gommalacca con Battiato e allora per riuscire a fare tutto c’eravamo organizzati così: cominciavamo presto al mattino con Franco in studio (allo Stonehenge di Pinaxa e Mauro Spina), poi dopo pranzo arrivavano i Bluvertigo a prendermi col furgone rosso, entravano ascoltavamo tutto insieme quello che avevamo inciso, Battiato chiedeva pareri e amava molto che i musicisti giudicassero, anche le critiche apprezzava. Tempo di bere un caffè e partivamo spediti per raggiungere in tempo i luoghi dove avevamo il concerto, mediamente si trattava di un raggio di 300/400 km. Quella volta Franco volle fare un urta foto assurda dove finge di guidare (il furgone era non solo fermo, ma spento). Ci bastava poco per divertirci e ridere, un pizzico di surrealismo, un buon umore e tanta musica, e la vita era uno spasso. Che bei tempi, orizzonti perduti che non torneranno più».

 

 
 
 
 
 
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Venerus racconta la volta in cui ha sognato Battiato: «Mi trovavo a un festival ed insieme ad un gruppo di persone attendevamo la tua performance. Ti presentasti nelle vesti di un baba accompagnato da una ragazza che ti assisteva, ti sedetti per terra a gambe incrociate e cominciò la tua performance.. Poco dopo nel sogno ripresi coscienza, per vederti congedarti con il pubblico con un gesto di ringraziamento con le mani giunte alte di fronte al viso, poi te ne andasti: la tua performance era conclusa. Nessuno degli spettatori aveva idea di cosa fosse successo e subito capii che ci avevi guidato in un viaggio mistico di cui nessuno aveva un ricordo. Ricordo che mi svegliai da questo sogno con la consapevolezza che quella per me era la strada da seguire, e ti ringrazio per essere venuto a mostrarmela nel luogo per me più sacro. Buon viaggio».

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Venerus☽ 🕉 ☆ ☯️ (@venerus)

Loredana Bertè ricorda tra le altre cose un viaggio aereo in cui si era alzata la maglia per mostrare a Battiato il seno, un aneddoto che il musicista aveva raccontato in un’intervista: «Hai raggiunto Milva in così poco tempo, un’altra grandissima perdita per la musica. Buon viaggio Franco. Oltre al genio ricordo la tua grande ironia e sono sicura che un’immagine di me la porterai sempre con te: le mie tette sul volo per Mosca».

 

 
 
 
 
 
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Francesca Michielin ricorda Battiato come un «grande musicista che ha rivoluzionato il modo di scrivere, la canzone, l’essere artista, ma per me sei stato una lanterna accesa nel buio» e spiega che è stato fra i primi a credere in lei: «Ho iniziato appena sedicenne e tu sei stato uno dei primi a credere in me, andando oltre i pregiudizi che in quel momento sentivo addosso. Mi hai insegnato ad interpretare i pezzi, rimanendo dentro e fuori dalla musica, vivendola senza subirla. Con te ho anche vissuto la mia prima esperienza in teatro e te ne sarò sempre grata. Con la tua scomparsa mi lasci una grande amarezza dentro al cuore, ma da oggi canterò con una motivazione ancora più importante, vivendo la musica come mi hai insegnato: sempre in ascolto, senza mai mettere etichette e costruendo ponti tra le persone. Grazie di cuore».

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Francesca Michielin (@francesca_michielin)

Il ricordo di un concerto vero, non sognato, è al centro del post di La Rappresentante di Lista: la pioggia, gli orchestrali che se ne vanno, il pubblico che va verso l’uscita, Battiato impassibile: «È solo un po’ d’acqua, passerà. Continuiamo a cantare».

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da LA RAPPRESENTANTE DI LISTA (@rappresentantelista)

«Addio al Maestro Franco Battiato. Wiva Franco Battiato», scrive Vasco Rossi, oltre a citare un passaggio di Le sacre sinfonie del tempo.

 

 
 
 
 
 
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«Grazie Maestro. Buon Viaggio nella Luce», scrive Elisa che sceglie La cura per ricordare Battiato.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da ELISA TOFFOLI Official (@elisatoffoli)

Piero Pelù posta una foto con Battiato che definisce artista unico e irripetibile: «Ha lasciato il suo corpo su questa terra ed è partito per un lungo viaggio verso mondi lontanissimi e trovare il suo centro di gravità permanente. Lacio drom Maestro!».

 

 
 
 
 
 
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Nelle storie di Instagram, Mahmood ringrazia Battiato «per tutto il bello che ci hai lasciato e per il modo limpido in cui ha sempre raccontato le tue storie».

Colapesce cita Una cellula del 1972.

 

 
 
 
 
 
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Dimartino riporta una frase tratta da Gli uccelli accompagnata da un «Grazie di tutto Franco».

 

 
 
 
 
 
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Gianni Morandi posta un duetto con Battiato e scrive: «Lui non apparteneva alla nostra categoria, cantanti, cantautori, musicisti. Lui era un extra, fuori dal coro, straordinario, un genio assoluto, indefinibile».

 

 
 
 
 
 
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Tiziano Ferro posta una frase scritta a mano sulla pagina di un quaderno: «Caro Franco, come faremo senza di te. Nessuno lo sa».

 

 
 
 
 
 
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Samuele Bersani posta la foto di una vecchia cassetta di Patriots: «Non porto orologi al polso ma la musicassetta di Patriots, comprata nel 1980 con i soldi di una paghetta, è sempre con me».

 

 
 
 
 
 
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Dardust cita un passaggio di Prospettiva Nevski.

 

 
 
 
 
 
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Nella foto profilo di Carmen Consoli compare il fiocco nero a lutto.

«Dolore», scrive Fiorella Mannoia.

 

 
 
 
 
 
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Donatella Rettore scrive in caps lock di un «UOMO BUONO E MITE DAL TEMPERAMENTO RIVOLUZIONARIO MA CON AMORE».

Luca Carboni ringrazia «per tutta questa bellezza».

 

 
 
 
 
 
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Per Laura Pausini «in un momento storico come questo dove la mediocrità la fa da padrona, #FrancoBattiato ci lascia la sua musica, i suoi film, i suoi quadri e opere d’arte per non abbandonarci all’approssimazione.

 

 
 
 
 
 
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Samuel dei Subsonica saluta «il maestro» con un video.

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Samuel Romano (@samuelufficiale)

Irene Grandi condivide un piccolo ricordo: «Da bambina ho consumato La voce del padrone e poi non ho più smesso… tanti suoi capolavori ci hanno accompagnato per molto tempo… grande musica e parole spirituali. Grazie Franco per la tua musica immensa».

 

 
 
 
 
 
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«Solo una parola: grazie» scrive Daniele Silvestri postando il video di una cover di Starnizza d’amuri fatta con Carmen Consoli e Max Gazzè.

«Buon viaggio Anima immensa», scrivono i Tiromancino.

 

 
 
 
 
 
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Nina Zilli affida il suo commento a una storia di Instagram: «Ti immagino oltre le correnti gravitazionali, la tua musica sarà pers empre la mostra cura».

I Måneskin twittano: «Oggi la musica italiana perde una sua colonna portante, un’artista (sic) con cui siamo cresciuti e che ha regalato la sua arte a tutti noi. Ciao Maestro, ci mancherai».

Emma ricorda «Francuzzo» su Instagram: «Il mio cuore piange per te».

 

 
 
 
 
 
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Diodato non ha incontri da raccontare, ma «ho avuto la fortuna di vivere il suo tempo. A questa strana primavera mancherà il suo sguardo, la sua splendida, vivace intelligenza, la sua gentilezza».

Giorgia posta su Instagram il retro copertina dell’album La voce del padrone.

 

 
 
 
 
 
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«Maestro», scrive Marco Mengoni, «questa notizia mi rende davvero triste, perché tanti pezzi di questo tuo percorso hanno accompagnato momenti e persone importanti della mia vita, così finisco per collegarti direttamente a loro. Con te oggi se ne va un pezzo di noi, che però continuerà a vivere in quei ricordi. Grazie Franco!».

 

 
 
 
 
 
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Paola Turci parla del «giorno più brutto, una perdita senza misura. Piango il Maestro, l’artista, la persona e l’amico, tutto ciò che ho amato».

 

 
 
 
 
 
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Anche Alessandra Amoroso augura buon viaggio al maestro.

Per gli Stadio «se ne va uno dei più grandi cantautori della musica italiana che ha regalato capolavori senza tempo, un patrimonio musicale che supererà le correnti gravitazionali».

 

 
 
 
 
 
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Andy dei Bluvertigo posta un suo acrilico fluorescente su tela raffigurante Battiato di profilo. «Ci ha lasciati un vero Maestro, un Essere Speciale, in grado di accendere molteplici punti di luce».

 

 
 
 
 
 
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Eros Ramazzotti posta un video con Battiato e scrive di «ironia, saggezza, intelligenza infinita, genialità».

 

 
 
 
 
 
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Annalisa cita nelle storie di Instagram una delle canzoni più celebri di Battiato e scrive: «Il mio centro di gravità permanente non l’ho ancora trovato, ma mi piace continuare a cercarlo».

«Sei stato e sarai per sempre esempio e ispirazione per tutti noi», scrive Gigi D’Alessio.

 

 
 
 
 
 
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Frankie hi-nrg posta la celebre pubblicità di inizio anni ’70 con Battiato sul divano: «Ciao Franco, grazie per aver suggerito ai folli come farsi prendere sul serio».

 

 
 
 
 
 
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Massimo Martellotta dei Calibro 35 scrive:«Non l’ho mai conosciuto, ma a me è sempre piaciuto tantissimo l’uomo. Il suo sorriso morbido e il suo carisma da cui spuntavano echi e modi siciliani di grande eleganza e semplicità, hanno sempre incorniciato qualsiasi cosa facesse. Soprattutto ho amato la sua leggerezza. Il suo modo di chi sa prendersi – e farsi prendere – molto sul serio, ma allo stesso tempo di chi sa fondamentalmente divertirsi sempre come un pazzo mischiando contesti, registri e livelli di lettura. Grazie mille per tutto quello che sei stato e quello che sarai ancora».

 

 
 
 
 
 
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Rachele Bastreghi dei Baustelle saluta battiato «con tantissimo amore».

 

 
 
 
 
 
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«Tu vivi», scrive Rancore.

 

 
 
 
 
 
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«Come un padre», dice Francesco Bianconi postando un particolare della copertina di Sulle corde di Aries.

 

 
 
 
 
 
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Per Claudio Baglioni, «il suo gioco fu un’altalena tra miscredenza e misticismo. Un mistero di bellezza e poesia».

Ligabue ricorda che Patriots l’ha salvato dalla depressione durante il servizio militare: «Ciao Franco. Con Patriots mi hai salvato dalla depressione durante l’anno in Artiglieria. Con La voce del padrone hai cambiato il mainstream in Italia. Con tutto il resto ti sei dimostrato troppo grande e unico per essere accostato a qualcuno. Ti dobbiamo tutti qualcosa. Ti dobbiamo tutti tanto».

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