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A sorpresa, Cher ospite del disco d’arte del Wu-Tang Clan

Incredibile accoppiata per "The Wu - Once Upon a Time in Shaolin": nel lavoro prodotto solo in una copia compare in ben due tracce la veterana della scena pop

Il Wu-Tang senza Cher, ma con un arrabbiato Raekwon (il primo a destra!)

Cher ha partecipato come cantante all’album “segreto” del Wu-Tang Clan – The Wu – Once Upon a Time in Shaolin.
Un portavoce di Cher ha rifiutato di rendere la cantante disponibile a commentare la notizia, ma ha confermato la collaborazione a Rolling Stone spiegando “Ha registrato le sue parti alla voce separatamente, e da quello che mi risulta non c’è stato un rapporto diretto (con la formazione, ndr).

In un video pubblicato da Forbes martedì e visibile quiTuesday, il giornalista Zack O’Malley Greenberg ha viaggiato fino a Marrakesh, in Marocco, diventando il primo “civile” autorizzato ad ascoltare il disco-opera d’arte, del quale il gruppo stamperà solo una copia che andrà al migliore offerente.  
Nel video Tarik “Cilvaringz” Azzougarh, il produttore del disco, suona una canzone del disco in favore di telecamera, e vi si sente rappare Ghostface Killah su una base fatta di organo, batteria pesante e un lamento femminile ripetuto. Alla fine della traccia, si sente Cher cantare – cosa che davvero si stenta a credere – “Wu-Tang, baby. They rock the world”.

La comparsata di Cher in realtà era in bell’evidenza sul sito dell’album, che cita, “include un’apparizione speciale di Bonnie Jo Mason”. Nel 1964 Cher pubblicò sotto questo pseudonimo il singolo Ringo, I Love You: fu il primo brano inciso senza Sonny Bono e un tributo a Ringo Starr.

Nel video per Forbes, Azzougarh dice che la produzione del disco, durata sei anni, è stata completata a Marrakesh in “circostanze non convenzionali”. Dopo aver prodotto le tracce e averle spedite a RZA per una valutazione, la coppia ha scelto i titoli delle canzoni prima ancora di decidere quale componente del collettivo vi avrebbe rappato. Quando è arrivato quel momento, i rapper in questione hanno cantato su beat simili all’originale prodotto da Azzougarh ma non la traccia originale – questo per evitare “leak” delle singole canzoni. Secondo lo stesso producer, nessuno del gruppo, nemmeno RZA, ha una versione finita del lavoro.

Il video mostra anche il contenitore creato a mano da 10 artigiani guidati dall’artista anglo-marocchino Yahya. Yahya mostra la custodia, un cofanetto lavorato in argentone con il logo del Wu-Tang Clan. “Lo consideriamo un’opera d’arte, cosa che in effetti è”, dice Yahya. L’album, dopo le riprese, è stato spostato per motivi di sicurezza in un altro luogo.

Prima di essere venduto a un ricco fan – RZA ha dichiarato che sono già stati offerti 5 milioni in cambio del disco contenente 31 tracce – The Wu – Once Upon a Time in Shaolin girerà il mondo venendo esposto in musei, festival e gallerie, dove potrà essere ascoltato solo in cuffia per evitare atti di pirateria.

La pubblicazione di questo lavoro segreto è passata un po’ in secondo piano dai litigi interni al gruppo sulla pubblicazione dell’altro CD A Better Tomorrow. Ad aprile Raekwon aveva dichiarato a Rolling Stone USA che si sarebbe messo in sciopero, accusando RZA di aver creato “roba di merda” per il disco e suggerendo che c’era ancora bisogno di negoziare i contratti che lo riguardavano. Dopo aver detto che il Wu-Tang ha bisogno di lui, RZA ha emesso un ultimatum contro Raekwon, dandogli 30 giorni per cambiare idea. Non si sa ancora se questi comparirà su A Better Tomorrow ma a noi aveva detto che le possibilità sono solo due su dieci.

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