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A Mura Masa piacciono i Pokémon

A soli 21 anni, il musicista inglese ha già Damon Albarn e A$ap Rocky nel suo album. Suonerà il 4 novembre a Club To Club, che giovedì a Milano ha presentato il suo programma

Alex Crossan, in arte Mura Masa. Foto: Stampa

Alex Crossan, in arte Mura Masa. Foto: Stampa

Muramasa Sengo è stato uno dei più grandi fabbri forgiatori di spade nella storia del Giappone. È stato attivo all’inizio del 500 e gli storici lo descrivono come un artigiano incredibile ma anche un uomo spietato, guidato da una mente malata, violenta. Secondo la leggenda, le sue lame non possono essere riposte nel fodero se prima non sono state intrise di sangue, che sia pure quello di chi le porta.

A suo modo anche Alex Crossan, ovvero Mura Masa, è un artigiano incredibile nell’arte del beatmaking. Ma per fortuna nessuna storia di sangue accompagna il suo moniker, preso in prestito dal fabbro leggendario. «Quello lì era tipo un pazzo» racconta Alex ridacchiando. «Ho preso in prestito il suo nome solo perché suonava bene. Sono cresciuto guardando i Pokémon, passando giornate insieme ai cartoni e videogiochi giapponesi.» Ora probabilmente il suo nome è più famoso di quello del mastro di katane, dato che a soli 21 anni Alex si è conquistato collaborazioni allucinanti nel suo primo, omonimo Mura Masa. Da Damon Albarn ad A$ap Rocky. Il capoccia dei Blur tra l’altro canta con un insolito autotune nella Blu che chiude il disco. «Ha scelto lui di usarlo» racconta Alex della collaborazione col boss dei Gorillaz. «Cerco sempre di lasciare la massima libertà».

Risultati anche solo impensabili qualche anno fa, quando Alex era uno dei tanti ragazzini della scena punk e hardcore di Guernsey, un’isoletta inglese sperduta a largo della Normandia. «Ho conosciuto l’elettronica a 16 anni e ho cominciato a produrre da autodidatta con i tutorial su YouTube» racconta il produttore, che il 4 novembre suonerà al Club To Club di Torino.

A quel punto, Mura Masa si è reso conto che Guernsey non era il posto migliore per diventare qualcuno nella musica. «Lì ci sono due opzioni: il metal o il folk» dice. Per cui, con la scusa dell’università, Alex si è trasferito a South London e da lì non si è mai più mosso. Comunque il metal non se l’è dimenticato. «Ah, non ti preoccupare» rassicura Alex. «Ascolto ancora tantissima musica fastidiosa insieme alla mia ragazza.»

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