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5 cose che non sapevi sui Rammstein

Ogni fan dei Rammstein sa perché la band si chiama così, ma quanti sanno cos'è davvero una "pralina"?

Durante un’esibizione acrobatica delle Frecce Tricolori, il 28 agosto 1988, il tenente colonnello Ivo Nutarelli si accorse di essere in ritardo di qualche secondo. La manovra prevedeva che quattro velivoli da destra e cinque da sinistra chiudessero perfettamente la figura a cardioide disegnata nel cielo. Nutarelli, solista, avrebbe dovuto incrociare dal centro i compagni in modo tale da trafiggere il cuore tracciato dai compagni. Per rimediare al ritardo, però, il tenente colonnello recuperò troppo in anticipo, provocando una collisione con gli altri due gruppi di aerei a 40 metri d’altezza, proprio sul punto di intersezione.

L’ala destra del suo Aermacchi MB-339 colpì l’abitacolo del velivolo del capitano Giorgio Alessio, uccidendolo sul colpo, mentre col muso tranciò la coda dell’aereo del tenente colonnello Naldini, che ingovernabile si schiantò sulla pista. Anche Nutarelli morì sull’impatto, schiantandosi proprio nel luogo più affollato della manifestazione, che in tutto contava 300mila spettatori. Una palla di fuoco e rottami investì la folla, provocando 67 morti e circa 350 feriti.

È una delle pagine più tragiche della storia delle Frecce Tricolori, oltre che dell’aviazione acrobatica mondiale, ma è anche una storia che i fan dei Rammstein conoscono bene. L’incidente infatti si verificò in Germania, alla base NATO di Ramstein, e la band fece suo quel tragico evento aggiungendo solo una “m” al suo nome.

Quello è stato solo il primo di una lunga serie di gesti provocatori di una delle band più esplicite e controverse degli ultimi 30 anni, che non si è mai risparmiata stranezze e colpi di scena, come la famosa dildo edition di Liebe Ist Für Alle Da. Vediamone cinque, fra famose e meno famose.

David Lynch

I Rammstein sono entrati di prepotenza nel mercato americano dopo la strage della Columbine High School nel 1999. Entrambi gli studenti responsabili del massacro, Eric Harris e Dylan Klebold erano fan sfegatati della band. C’è pure una foto di Harris tristemente famosa proprio perché lo ritrae con addosso una maglia dei Rammstein. Dopo la strage, i media si sono sbizzarriti inventandosi ogni tipo di boiata, dall’accusa di filo-nazismo all’istigazione alla violenza, e via così. La verità è che i Rammstein hanno conquistato i fan americani già due anni prima, quando David Lynch inserì due pezzi della band nel suo film The Lost Highway, in italiano Strade Perdute. È stato il regista il primo vero fan americano della band. Henry Rollins, che nel film ha recitato la parte di una guardia della prigione, una volta ha raccontato che Lynch suonava i Rammstein non solo durante le riprese (nel video qui sopra, una delle scene) ma li sparava a tutto volume anche nelle pause. Tanto che, finito di girare il film, la casa di produzione di Lynch, Asymmetrical, ha dovuto ordinare 70 copie di Herzeleid per tutta la troupe.

Il nuoto e Firenze

Till Lindemann da adolescente era un nuotatore professionista. A 15 anni ha partecipato anche agli Europei Juniores di Firenze 1978, arrivando undicesimo nei 1500 stile libero e settimo nei 400 stile libero. La performance per quanto non eccellente gli avrebbe permesso di rappresentare la DDR alle Olimpiadi di Mosca 1980. Peccato però che la sua testa calda lo fece espellere dalla squadra. La colpa però è anche della bellezza di Firenze e di una gita clandestina nella città. «Non volevo scappare» ha chiarito nel 2006 in un’intervista con Playboy. «Volevo solo osservare la città. Le auto, le bici, le belle signorine. Mi hanno beccato e mi hanno espulso dall’organizzazione. In più, non avevo soddisfatto i risultati richiesti.»

I Coldplay

Questa farà male a molti. Sembra assurdo ma i Coldplay hanno fan anche fra i Rammstein. L’unico ad averlo ammesso pubblicamente è stato Christoph Schneider, il batterista, che ai tempi di Reise Reise ha ammesso di aver ascoltato moltissimo la band inglese. E la cosa più delirante è che il sentimento è reciproco. I Coldplay sono fan sfegatati dei Rammstein, tanto da aver suonato più volte dal vivo un’orrenda versione di Amerika (video qui sopra). Quanto a Lindemann, in un’intervista a Rolling Stone ha fatto capire di non apprezzare molto i dischi di Chris Martin e banda. Si stava parlando della canzone di Praise Abort, e alla domanda “Non pensi che un giorno i tuoi figli potrebbero chiederti: ‘Da quanto tempo papà si è pentito della mia esistenza?” Lindemann ha risposto: «Oh, i miei bambini mi conoscono, sanno che è finzione e conoscono anche la storia dei Rammstein. È difficile scandalizzarli. E poi in ogni caso mi hanno punito loro, nel senso che sono tutti fan dei Coldplay.»

La mamma di Till

Lindemann ha sempre descritto i suoi genitori come grandi fan dei Rammstein. Però ecco, diciamo che il sentiero per arrivare a questo risultato è stato lungo e accidentato. C’è stata una volta in particolare, a metà anni Novanta, in cui la madre di Till si è scandalizzata a tal punto da essere uscita dal concerto del figlio. «Suonavamo in ristoranti e pub nel sud della Germania» ha raccontato il cantante a Rolling Stone. «E c’era una canzone, Das Alte Leid, in cui cantavo dal palco “Ich will ficken” cioè “voglio scopare”. All’epoca era ancora osceno cantare una cosa del genere davanti a 800 persone. Infatti ho visto mia madre girarsi e uscire dal locale. Mia sorella ha iniziato a ridere e consolarla. Sentimenti misti, reazioni miste. La canzone è molto lenta e molto pesante, è tipo una poesia. Canto in modo molto cupo e poi improvvisamente “Voglio scopare!”. Ho messo in difficoltà mia mamma. Allora lei lavorava in una radio e ha portato tutti i colleghi al locale di Amburgo dove suonavamo. Ha detto a tutti: “Andiamo! Mio figlio suonerà, andiamo a sentirlo!” e poi se n’è andata.»

Le fan e la merda

Sempre nella stessa intervista con Kory Grow di Rolling Stone, Till si abbandona a un aneddoto sulla richiesta più assurda mai fatta da un fan. O meglio, una fan. «Una volta c’era questa ragazza che voleva cagarmi sulla pancia […] Mi ha offerto una “pralina”, uno di quei cioccolatini che fanno in Francia, con tartufo e altre delicatezze. L’ha proposto in parole molto poetiche e romantiche. Non tipo. “Posso cagarti sulla fronte?” [ride] L’ha detto molto educatamente. “Posso offrirti una pralina?”»

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