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I 20 migliori momenti di nudo nella storia del rock

Da Keith Moon a Miley, cinquant'anni di parti intime in bella vista

La copertina di "Abbey Road E.P." dei Red Hot Chili Peppers

La copertina di "Abbey Road E.P." dei Red Hot Chili Peppers

Dopo l’annuncio delle scorse settimane di Miley Cyrus e dei Flaming Lips, che starebbero preparando l’incubo di ogni dipartimento di sanità, cioè il primo concerto “tutti-nudi” della storia, ecco venti occasioni in cui alcuni artisti famosi si sono tolti i vestiti. Come atto dimostrativo, per vendere di più o semplicemente perché pensavano che nessuno stesse guardando.

Keith Moon, nudo, in auto, dentro la piscina dell’Holiday Inn (1967)

Ci sono molte versioni di quello che è successo al ventesimo compleanno di Keith Moon, ma tutte finiscono con il batterista degli Who senza mutande. Sappiamo che il baccanale è andato in scena all’Holiday Inn di Flint in Michigan, e che Moon, scappando dalla polizia, è scivolato su un pezzo di torta e si è scheggiato un dente. Il resto? Forse la festa è iniziata con il batterista che faceva saltare in aria i bagni. Forse qualche membro degli Herman’s Hermits ha tolto i pantaloni a Moon. Forse lui ha guidato una Cadillac dentro la piscina dell’albergo. Forse era una Lincoln Continental. La cosa importante è che questo rappresenta la prova del lato selvaggio di Keith Moon.

John Lennon e Yoko Ono su Unfinished Music No. 1: Two Virgins (1968)

Mentre la moglie di John, Cynthia, era in vacanza in Grecia, lui invitò Yoko Ono a casa per un relax a base di musica sperimentale. I due registrarono ore di suoni inascoltabili, come se fossero dei preliminari sessuali. «Al posto di fare l’amore, salivamo al piano superiore e registravamo. E poi, quando sorse il sole, facemmo l’amore e quello diventò Two Virgins», ha detto Lennon. Ancora più sorprendente per i fan dei Beatles delle registrazioni, assolutamente non-pop, di Unfinished Music No. 1: Two Virgins fu la copertina dell’album, un nudo frontale di John e Yoko, e di schiena sul retro dell’album. La EMI si rifiutò di distribuire l’album: quando arrivò nei negozi, venne inserito in un sacchetto di carta.

Jim Morrison arrestato per oscenità sul palco (1969)

La nota incapacità del frontman dei Doors di tenere la sua lucertola nei pantaloni di pelle l’ha fatto finire nella prigione di Dade County. Come quando lo estrasse volontariamente di fronte a “centinaia di ragazze senza accompagnatore”, secondo il Miami Herald. Morrison rigettò le accuse (ufficialmente: “comportamento osceno e lascivo in pubblico, con esposizione delle sue parti private, simulando una masturbazione e un amplesso orale”); e una parte di questa accusa restò in piedi fino alla sua morte, nel 1971. Il chitarrista Robbie Krieger, portando avanti la causa della “pics or it didn’t happen“, ha sostenuto a lungo l’innocenza di Jim fino a quando, nel 2010, il governatore uscente della Florida, Charlie Crist ha concesso la grazia al cantante scomparso.

Janis Joplin, Standing Nude (1972)

Questa foto di Janis Joplin, con addosso solo le sue collane e la mani tatticamente appena sotto la vita, è diventata la sua immagine più rappresentativa da quando è stata pubblicata nel 1972, solo dopo la sua morte. L’iconica immagine, scattata dal fotografo e graphic designer Bob Seidemann nel 1967, offre uno sguardo intenso dell’idealismo hippie. Secondo Seidmann, lui voleva scattare soltanto un topless di Janis, ma lei invece ha insistito per un nudo completo. «Era il suo modo di essere», ha detto il fotografo. «Voleva a tutti i costi spogliarsi». La foto può essere vista sul sito del fotografo.

David Cassidy sulla cover di Rolling Stone (1972)
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Tantissimi musicisti più talentuosi e noti di lui si sono spogliati per Rolling Stone negli anni. Ma diverse generazioni di ex teen idols decisi a denudarsi per annunciare la loro maturità possono ringraziare l’artista, precedentemente conosciuto come Keith Partridge. Cassidy sperava che il ritratto nudo di Annie Leibovitz — che sulla cover lasciava vedere i fianchi abbastanza per far capire la totale nudità del 21enne ma, nell’interno, scendeva fino al pube – lo avrebbe aiutato a perdere la sua immagine caramellosa. L’articolo che lo accompagna, Naked Lunch Box, in cui parla del suo uso di droghe (“niente eroina, ma erba, speed e droghe psichedeliche”), si accompagnava perfettamente al suo candore e alla sua nudità.

David Bowie, L’uomo che cadde sulla Terra (1976)

David Bowie è diventato una stella giocando con l’aspetto alieno del suo pallore, emaciato e androgino. Ma l’alieno che meglio ha interpretato potrebbe non essere Ziggy Stardust, bensì Thomas Newton, l’enigmatico uomo dallo spazio al centro del film del 1976 di Nicolas Roeg, L’uomo che cadde sulla Terra (anche se Bowie sostiene di esser stato così sotto l’effetto di droghe, da non ricordarsi quasi di averlo fatto). Come già successo con Mick Jagger in Sadismo, Roeg ha giocato con l’allure da star di Bowie, evidenziando come spogliare completamente una stella possa aumentare il suo misticismo. La lunga scena di nudo con Bowie e Candy Clark comprende anche l’utilizzo di un fucile come oggetto sessuale.

Iggy Pop, Little Caesar (1979)

“Non siamo dei 50enni signorotti dell’arte”, annunciò lo scrittore underground di New York Dennis Cooper sul primo numero del suo magazine. “Siamo dei giovani punk, proprio come voi”. E per 12 numeri, la fanzine/giornale di Cooper è stato il luogo in cui la poetica avant-garde e il glamour punk consumavano la loro relazione. Il numero 8 di Little Caesar ha incarnato l’immaginario della rivista: un nudo frontale in bianco e nero di Iggy Pop nel suo momento più muscoloso. Il suo corpo pompato e lo sguardo confidenziale mettono quasi in secondo piano il suo, ehm, Soldier. Il magazine può essere visto qui.

L’ammiccamento di Prince ai VMA (1991)

Abbiamo visto parecchio del corpo di Prince negli anni Ottanta, quando orgogliosamente mostrava le sue mutande sulla copertina di Dirty Mind nel 1980, o quando usciva dalla vasca da bagno, ammiccante, nel video di When Doves Cry del 1984 o mostrando il fianco del suo lato b (con un ginocchio alzato tatticamente che oscurava la visione del suo “scettro”), o ancora sulla cover dell’album Lovesexy del 1988. Ma il momento di massima esposizione di Prince c’è stato durante la sua performance di Get Off ai VMA. Il completo leopardato di Prince saltava di sicuro all’occhio, ma per un noto esibizionista come lui, sembrava davvero modesto. Poi ha deciso di voltarsi.

Sex, il libro di Madonna (1992)

Nessuna celebrity aveva mai gestito il suo corpo nudo in modo così audace come Madonna in questo libro. Un po’ di nudità gratuita: gli scatti di Big Daddy Kane e Vanilla Ice, senza vestiti, che resteranno negli annali.

GG Allin Hated: GG Allin and the Murder Junkies (1993)

La nudità esagerata era, in buona sostanza, la parte meno offensiva delle performance di GG Allin. Questo documentario, girato quando il regista Todd Phillips di Una notte da leoni era ancora uno studente universitario, ha permesso ai più curiosi di assistere alla brutale essenza dei live di Allin senza il pericolo di venire colpiti da lui stesso con una bottiglia di birra, un pugno o peggio ancora. La parte centrale del film si svolge allo Space at Chase, un club dell’East Village, durante un violentissimo tour negli anni Novanta, dove un ubriaco Allen, tutto nudo, fa i suoi bisogni sul pavimento e li lancia al pubblico.

I Rage Against the Machine al Lollapalooza (1993)

I Rage Against the Machine erano ancora degli esordienti nel mondo del rap-metal quando salirono sul palco del Lollapalooza di Philadelphia, nudi, imbavagliati, con delle lettere dipinte sui loro petti, che formavano la parola “PRMC”. La band lanciò una silenziosa protesta contro la capitolazione dell’industria discografica nei confronti della censura del Parents Music Resource Center, l’organizzazione che, nel 1985, aveva fatto inserire l’adesivo Parental advisory su ogni album che non fosse completamente immacolato. La protesta silenziosa durò abbastanza da far partire le proteste da parte della folla, fino all’intervento della polizia. Il bassista Tim Commerford più tardi ha ricordato che la sua virilità sembrava «una pila di monetine. Sembrava fossi uscito dall’oceano… Cercavo in tutti i modi di scuoterlo per far arrivare un po’ di sangue».

Tommy Lee si spoglia (1995)

Nel 1995, internet perse la sua verginità. Negli anni Ottanta, un filmato amatoriale di due famosi sposini, il batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee e la star di Baywatch Pamela Anderson, che celebrano il loro amore, sarebbe circolato solo attraverso delle riproduzioni pirata di bassa qualità. Ma la registrazione si diffuse incredibilmente in fretta on line. Internet, inizialmente creato per fini di sicurezza nazionale e poi pubblicizzato con il nobile scopo di permettere la diffusione rapida di conoscenze e di commercio produttivo, ha subito rivelato tutti i suoi altri possibili utilizzi. Tommy e Pam strinsero presto un accordo con la società che postò il video, che riuscì a continuare a vendere il sex tape.

Alanis Morissette Thank U (1998)

In Thank U, il primo singolo dell’album del 1998 di Alanis Morisette, Supposed Former Infatuation Junkie, la cantante gira attraverso Los Angeles con indosso soltanto la sua faccia beata, che regala un senso di gratitudine a tutto l’universo. L’idea le è venuta sotto la doccia, ha detto più tardi Alanis, e doveva essere «meno sessualmente spinto, più orientato verso il significato simbolico di essere nudi e crudi in mezzo alla città, in luoghi dove senti di aver bisogno di protezione».

I Red Hot Chili Peppers a Woodstock 99 (1999)

I Chili Peppers sono stati tra le band più nude degli anni Novanta, spesso vestiti soltanto di calze a tubo (e niente altro) come se fossero prepuzi di lana pesante (un’usanza iniziata nel 1983). Quindi è giusto che Flea, il cui membro è stato quello più visto di tutti i membri della band, chiudesse il millennio vestendo nient’altro che il suo basso sul palco, più di una volta. Era nudo a Reading e a Leeds e, principalmente, a Woodstock ’99.

Janet Jackson al Super Bowl XXXVIII (2004)

“I’m gonna have you naked by the end of this song”, cantava Justin Timberlake, l’ospite a sorpresa di Janet Jackson durante lo spettacolo dell’intervallo al Superbowl XXXVIII. Poi JT ha tirato il vestito della Jackson per mettere in bella mostra un seno e, come hanno creduto in molti, anche un capezzolo (nonostante fosse coperto quasi tutto da un gioiello). Un portavoce di Janet Jackson lo definì una “wardrobe malfunction”. I titolisti dei giornali lo chiamarono “Nipplegate”. La Federal Communications Commission sanzionò la CBS con una multa senza precedenti di 550 mila dollari (poi ridotta in tribunale). L’evento è stato il più registrato (in quel periodo pre-Youtube).

Matt & Kim (e Erykah Badu) tutti nudi (2009 e 2010)

Nel video Lessons Learned, il duo Matt & Kim attraversa Times Square, togliendosi piano piano i vestiti fino a restare completamente nudo, scatenando la polizia. Erykah Badu rimase così colpita dal video, definito da lei «la cosa più coraggiosa e liberatoria che ho visto fare a due persone», che rubò il concept del video per una clip improvvisata per il suo pezzo Window Seat a Dealey Plaza, il luogo dell’assassinio di JFK. «John F. Kennedy non ha avuto paura di andare contro l’America intera, e io non ho paura di mostrare all’America la mia nuda realtà», ha detto la Badu a Wanda Sykes. Per le loro azioni, Erykah Badu venne multata di 500 dollari. L’idea di Matt & Kim, invece, venne saccheggiata dal film Birdman.

DMX nudo in albergo (2013)

È tutto registrato: DMX che gira per un hotel di Detroit con solo le calze addosso e la cavigliera per la libertà vigilata. Quando gli venne chiesto un commento, rispose con gioia, «Non mi vergogno di niente».

Il penis gate di Lenny Kravitz (2015)

Una sera, a Stoccolma, Lenny Kravitz stava suonando senza nulla sotto i suoi aderenti pantaloni in pelle, come fa di solito. E, sempre come fa di solito, stava correndo tra una posa da rock star e l’altra, compresa una scalciata in avanti che i suoi pantaloni non potevano di certo sostenere. I pantaloni, quindi, si sono aperti e ha fatto capolino il piccolo Lenny. È stato uno spettacolo a sorpresa, specialmente per aver permesso la visione del suo notevole piercing ai genitali. «Stimola il clitoride delle donne», ha detto la responsabile dell’ornamento al pene del rocker. «È uno che ci sa fare».

Bieber in mutande Calvin Klein. E senza (2015)
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Il pene di Justin Bieber, soprannominato Jerry dai Beliebers sui social media anni fa, era stato già al centro dell’attenzione per l’eventuale intervento di Photoshop nella pubblicità di Calvin Klein. I paparazzi hanno messo fine alle discussioni caricando on line un’immagine di nudo frontale di Bieber, in vacanza a Bora Bora. In risposta, il papà di Justin, Jeremy, ha twittato: “Cosa gli hai dato da mangiare. #proud daddy“. Justin Bieber, dal canto suo, ha ignorato la foto e tutte le reazioni successive, chiedendosi “Quale padre non sarebbe orgoglioso?”.

Miley Cyrus e i Flaming Lips annunciano un concerto completamente nudi (2015)

 Miley Cyrus scattata da Terry Richardson, pubblicata sul suo Tumblr

Miley Cyrus scattata da Terry Richardson, pubblicata sul suo Tumblr

Negli anni recenti, Miley Cyrus è diventata una delle pop star apparse più volte senza vestiti, spesso coperta solo con una wrecking ball. E il suo amico Wayne Coyne è felice quanto lei di potersi spogliare, dopo essere apparso nudo nel video dei Flaming Lips Watching the Planets nel 2009. Così, quando è stato annunciato che i due avrebbero suonato senza nulla addosso di fronte a un pubblico anch’esso nudo, nessuno si è stupito. Il concerto verrà anche filmato per il video di Milky Milky Milk, con la band e il pubblico coperti con una sostanza bianca.

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