10+1 cose che ci sono piaciute del Coachella 2017 | Rolling Stone Italia
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10+1 cose che ci sono piaciute del Coachella 2017

Uno straordinario Future, Lady Gaga che non fa rimpiangere Beyoncé, i Radiohead e i loro alieni, la regina Lauryn Hill o gli xx in versione club: ecco i momenti che ci hanno colpito di più del primo weekend del Coachella 2017

Thom Yorke sul palco del Coachella insieme ai suoi Radiohead il 14 aprile. Foto di VALERIE MACON/AFP/Getty Images

Thom Yorke sul palco del Coachella insieme ai suoi Radiohead il 14 aprile. Foto di VALERIE MACON/AFP/Getty Images

Il Coachella è tornato questo weekend a Indio, la piccola città nel sud della California che ogni anno diventa il centro della musica mondiale. Tra Lady Gaga al posto di Beyoncé, i Radiohead e i problemi con l’impianto, Drake sul palco a sorpresa insieme a uno straordinario Future e gli xx in versione clubbing, ecco alcuni fra i momenti che più ci hanno colpito di questo primo round.

Lady Gaga

Lady Gaga sul palco dell'Empire Polo Club al Coachella, 15 aprile 2017.  Foto di Kevin Mazur/Getty Images for Coachella

Lady Gaga sul palco dell’Empire Polo Club al Coachella, 15 aprile 2017. Foto di Kevin Mazur/Getty Images for Coachella

«Non abbiate paura, non è la prima volta che faccio una cosa del genere», ha dichiarato Lady Gaga durante il suo concerto, probabilmente l’evento più atteso di tutta la programmazione del main stage. La sua presenza è stata annunciata all’ultimo momento in sostituzione di Beyoncè, assente obbligata. Quale versione di Mother Monster è arrivata al Gagachella? Si è avvolta in un costume preso direttamente dal mondo dell’arte? Tony Bennett si è presentato? E i Metallica? In realtà la cantante si è esibita per 90 minuti da sola, nessuna guest, in un set pensato per il pubblico più ampio possibile – una serata di dancefloor pop, canzoni d’amore e di autoaffermazione, accompagnate da occasionali fuochi d’artificio, con il palco pieno di ballerini.

Dopo aver cantato Scheiße è apparsa vestita con un cappellino militare e una grossa luce fissata sulla cintura. Le canzoni successive erano tutte molto movimentate (LoveGame, John Wayne, Just Dance, Born This Way, Venus) e la cantante ha detto al pubblico: «Vi state divertendo? Avete già trovato qualcuno con cui passare la notte?», seduta al pianoforte, Gaga ha suonato una versione piano e voce di The Edge of Glory, prima di lanciare un nuovo brano, la cavalcata dance The Cure. È stata una performance senza difetti, una perfetta rappresentazione del suo lato più accessibile. Alcuni fan potrebbero pensare che Gaga abbia deciso di lasciar perdere i suoi lati più estremi (tolto il momento in cui è apparsa con un tentacolo di polipo in bocca), ma la cantante è venuta al Coachella solo per ballare.

Radiohead

I Radiohead durante la loro performance sul main stage del Coachella il 14 aprile. Foto di Valerie Macon/AFP/Getty Images

La storia d’amore tra i Radiohead e il Coachella è lunga e piena di bei momenti. Il festival è diventato quello che è adesso solo nel 2004, e i Radiohead sono parte delle ragioni per cui ci è riuscito: quell’anno si esibirono insieme ai Pixies, ai Flaming Lips, ai Kraftwerk e agli Air. Sono tornati nel 2012 e poi quest’anno, in occasione della promozione del loro ultimo disco, A Moon Shaped Pool. La band inglese ha aperto il suo set con la ballad Daydreaming, per poi continuare il concerto con la solita sicurezza, almeno fino a quando non è saltato l’impianto. La band ha continuato a suonare e Yorke ha scherzato: «Ancora questi cazzo di alieni». Il problema si è ripresentato poco dopo, durante 15 Step, costringendo la band a uscire dal palco per ben due volte durante la sua esibizione. «Questa cosa mi sta uccidendo», ha detto il frontman. A volte anche una band come i Radiohead, con una produzione di primo livello, è costretta a fermarsi di fronte a problemi tecnici. Nonostante tutto, però, la band ha completato il concerto. Torneranno la prossima settimana per regalare al Coachella il concerto che si merita.

Kendrick Lamar

Kendrick Lamar durante la sua esibizione del 16 aprile al Coachella. Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Kendrick Lamar durante la sua esibizione del 16 aprile al Coachella. Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

È ufficiale: nel 2017 il rap ha conquistato il Coachella. Se c’è una cosa da ricordare di quest’anno è sicuramente l’attesa per le star dell’hip-hop: Travis Scott, Future, e molti altri. Kendrick Lamar si è presentato sul palco accompagnato dal sua esplosiva DNA: il suo concerto ha alternato momenti pieni di energia come Goosebumps – cantata insieme a Travis Scott – e altri più soffusi, jazzy. Il suo set è entrato nel vivo dopo 20 minuti: Swimming Pools si è trasformata senza soluzione di continuità in Bitch Don’t Kill My Vibe, poi Schoolboy Q è salito sul palco per suonare That Part, il pezzo che non è riuscito a finire a causa dei problemi all’impianto audio già subiti dai Radiohead.

Il suo set, nel complesso, è sembrato un po’ stanco: anche Money Trees è sembrata indietro di qualche bpm. Quando K-dot ha chiesto «Coachella, ci siete?», la risposta è stata calorosa ma stanca. L’arrivo sul palco di Future e l’esibizione di Humble hanno scaldato il pubblico, ma l’eccitazione di quel momento è svanita poco dopo, durante il bis. Non vogliamo dire che Kendrick non sia stato all’altezza, ma solo che forse ha scelto di mostrare il suo lato più lento e riflessivo. Il concerto si è concluso con Love, un brano estratto dal suo ultimo disco, Damn., un modo perfetto per accompagnare il pubblico del Coachella mentre tornava a casa attraverso il deserto notturno.

Lorde

Lorde durante la sua esibizione all'Empire Polo Club durante il terzo giorno del Coachella, 16 aprile.  Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Lorde durante la sua esibizione all’Empire Polo Club durante il terzo giorno del Coachella, 16 aprile. Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Lorde ha presentato un altro brano da Melodrama, il seguito del suo debutto del 2013, Pure Heroine. Homemade Dynamite, questo il titolo del pezzo, è stata suonata con grande sicurezza. La sua hit Royals è stata accolta bene dal pubblico del festival, ma al centro della scena c’era il nuovo materiale, che ha dimostrato una forza notevole, soprattutto Liabilty; il brano presentato a marzo durante Saturday Night Live. La cantante ha chiuso il set con Green Light, il primo singolo estratto da Melodrama, un brano cantato con un’intensità inedita per la cantante, che ha portato al Coachella un’esibizione molto coraggiosa.

Future

Drake insieme a Future sul palco del Coachella il 15 aprile. Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Drake insieme a Future sul palco del Coachella il 15 aprile. Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Il set di Future è la dimostrazione perfetta di quello che dicevamo prima: il 2017 appartiene alla trap music. Il rapper di Atlanta ha saltellato sul palco pieno di swag e stile, suonando le sue hit Draco e Too Much Sauce accompagnato dall’acclamazione universale del pubblico. Non ha neanche avuto bisogno dell’aiuto dei Migos e degli amici di ATL per suonare Bad and Bougie e T-Shirt, pezzi che hanno trasformato il pubblico in un delirio di dab. Questo, però, era solo l’antipasto: Drake si è presentato sul palco per Jumpman, e quando ha attaccato Fake Love il pubblico era così esaltato che è diventato impossibile sentire l’esibizione vera e propria. Chissà quanto lontano si poteva sentire il coro “I got fake people showin’ fake love to me”. Future si è comunque preso l’ultima parola con la sua hit Mask Off.

The xx

The xx sul palco del Coachella il 14 aprile . Foto di Kevin Winter/Getty Images for Coachella

Sul palco erano solo in tre – Romy Madley Croft, Oliver Sim e Jamie Smith –, ma sono comunque riusciti a portare al Coachella l’energia unica degli xx, un gruppo fondato proprio sulla collaborazione reciproca. Sul main stage Croft e Sim si sono scambiati canzoni dolcissime estratte dai tre dischi del gruppo, mentre Smith era sul retro a lavorare con le sue tastiere e percussioni. Island, uno dei singoli estratti dal debutto omonimo del 2009, è stata suonata con suono di chitarra etereo, che ha accompagnato le voci di Croft e Sim. La voce di Croft è sembrata disperata durante I Dare You, ma per fortuna i due hanno concluso il brano felicemente, pienamente dentro il groove come dimostrano i sorrisi che si sono scambiati durante l’esibizione. La chitarrista, poi, ha suonato Performance da sola, dicendo: «Questo pezzo significa molto per me. Lo suonerò da sola, e sono un po’ spaventata». Sim dice che è uno dei suoi momenti preferiti della scaletta del gruppo: «Mi siedo da una parte e la guardo, è una delle cose più belle del concerto, anche se non suono», ha detto più tardi a Rolling Stone. Il suono degli xx, comunque, ha anche un’altra faccia, rappresentata da Dangerous, un brano pensato per i club ma amato tanto quanto le loro canzoni d’amore.

DJ Snake

Lauryn Hill a sorpresa sul palco del Coachella insieme a DJ Snake il 15 aprile. Foto di Frazer Harrison/Getty Images for Coachella

Lauryn Hill a sorpresa sul palco del Coachella insieme a DJ Snake il 15 aprile. Foto di Frazer Harrison/Getty Images for Coachella

I momenti più belli del Coachella non appartengono tutti ai palchi più grandi. Sul più piccolo Outdoor Stage, infatti, DJ Snake ha proposto un set devastante, pieno di beat intensi e effetti speciali. Il pubblico era in delirio. Il DJ francese, ad un certo punto, ha detto: «Facciamo casino!». Alle sue spalle sono apparse torri di fuoco e luci esagerate: i Migos sono saliti sul palco e hanno rappato l’imponente Bad and Boujee. Poco dopo è apparsa anche Lauryn Hill, vestita in rosso, e ha cantato alcuni del classici della sua carriera: Ready or Not e Killing Me Softly sono state suonate divinamente. Snake si è limitato a urlare “Two Times!”, ma per il resto dell’esibizione è rimasto a guardare come tutti noi.

New Order

Phil Cunningham e Bernard Sumner dei New Order sul palco del Coachella il 16 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

Phil Cunningham e Bernard Sumner dei New Order sul palco del Coachella il 16 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

Il concerto conclusivo della serata di domenica era dei New Order, che hanno proposto un’illuminante scaletta dedicata all’amore per il synth pop. La band britannica è in attività dall’inizio degli anni ’80, quando proponeva un sound con influenze elettroniche e post-punk. Nonostante il loro concerto fosse in diretta competizione con Kendrick Lamar e i Justice, il mojave stage è stato invaso da un grandissimo numero di fan. La loro hit Blue Monday fa ballare tutti oggi come un tempo, e The Perfect Kiss ha mostrato la capacità della band di passare dall’elettronica al noise. Durante il bis la band ha suonato due brani dei Joy Division, Decades e Love Will Tear Us Apart, accompagnati da una fotografia di Ian Curtis proiettata alle loro spalle.

Sampha

Sampha al Coachella durante la sua performance del 14 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

Sampha al Coachella durante la sua performance del 14 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

Sampha ha raggiunto la notorietà come cantante per SBTRKT: il suo set, venerdì, era caratterizzato da un’impostazione molto intima, quasi da diario, lontana da quello che ci si aspetterebbe da un concerto sul main stage. Il cantante ha passato quasi tutto il concerto seduto al pianoforte, lasciando che la sua voce – un tono baritonale che si esalta quando si avvicina ai registri più alti – facesse il grosso del lavoro. La scaletta presentava un certo equilibrio tra brani del passato e materiale estratto dall’ultimo m>Process. Verso la fine della serata Sampha e la sua band (un batterista e due tastieristi) si sono posizionati in cerchio, suonando un brano per percussioni e voce. La sua esibizione ha spaccato il pubblico a metà: alcuni considerano il suo set troppo insolito per il Coachella, altri un’occasione irripetibile per godere del suo timbro così particolare. Molti sembravano presi dal concerto, altri totalmente annoiati. Tutti, però, hanno girato la testa per ascoltare la sua hit Blood on Me: guardando la sua esibizione è impossibile non augurargli un futuro da star.

Thundercat

Thundercat al Coachella durante la sua esibizione al Mojave Tent del16 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

Thundercat al Coachella durante la sua esibizione al Mojave Tent del16 aprile. Foto di Emma McIntyre/Getty Images for Coachella

«Quanti di voi sono davvero ubriachi al momento?» ha chiesto Thundercat al pubblico del Mojave Tent. Come facilmente intuibile ascoltando il suo ultimo Drunk, il cantante-bassista ha una certa passione per le combinazioni insolite. Thundercat, infatti, ha interrotto il suo set per presentare un ospite speciale: Michael McDonald, beatmaker e soul man degli anni ’80. Il crooner ha suonato Show You the Way e Thundercat lo ha lasciato fare sorridendo. Molti dei fan più giovani non sapevano nulla di McDonald, ma hanno sicuramente riconosciuto la sua hit What a Fool Believes, un brano che suonava con i Doobie Brothers.

+1

Le orecchie da coniglio

Foto di Frazer Harrison/Getty Images for Coachella

«Ciao coniglietti», ha detto Hans Zimmer sul palcoscenico. Non si riferiva solo alle festività pasquali – quest’anno lo stesso giorno dell’ultima serata del Coachella -, ma anche a tutti quelli che indossavano orecchie da coniglio per festeggiare. In un momento storico in cui i festival sono criticati per aver utilizzato senza rispetto cappelli della cultura Nativa Americana, quella delle orecchie da coniglio ci è sembrata una soluzione divertente e non offensiva.