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New Music Friday, le scelte di Rolling – 4 giugno 2021

Il ritorno dei Sottotono, la trap di Tony Effe, l’R&B ultrasonico di Greentea Peng, le canzoni di Billie Eilish, Dua Lipa, Madame, Gazzelle e Mara Sattei: le uscite da non perdere secondo la redazione di Rolling Stone

Gazzelle e Mara Sattei

Foto: Alessandro Treves

“Banzai (Lato arancio)” Frah Quintale

L’album di un anno fa Banzai (Lato blu) «rappresenta un po’ la prima fase dopo la chiusura di una relazione, in cui c’è molta rabbia e molto rancore, questo Lato arancio rappresenta il momento successivo, quando subentra l’accettazione e ti dici: ok, è ora di andare avanti», ci ha raccontato Frah Quintale. Qui l’intervista.

“Untouchable” Tony Effe

Pistole, escort, spaccio e guardie. Con Gucci Mane, Gué Pequeno e a sorpresa Side Baby, ex compagno nella Dark Polo Gang. «Abbiamo messo il rancore da parte», ci ha spiegato Tony Effe.

“Originali” Sottotono

Sono tornati con un disco di pezzi originali e riletture per dimostrare che c’è un’alternativa adulta alla trap. «Abbiamo la nostra età, siamo bravi a fare una certa cosa e siamo conosciuti per questo, cerchiamo quindi di riproporre quella nostra musica in versione 2021», ci hanno raccontato.

“Polaris” Casino Royale

«Polaris è la stella polare, nella cultura occidentale rappresenta il nord e uno strumento per orientarsi. Polaris è il nostro nuovo disco, 30 minuti di musica, pensieri, scleri e riflessioni, una narrazione collettiva. Casino Royale cerca in questo caos pre-apocalittico non più metaforico per il “nostro” mondo, di trovare un punto luminoso per potersi orientare».

“Desiderio (Cannibal Version)” Cristina Donà

Il singolo che anticipa l’album deSidera che uscirà in autunno. «Il desiderio è una forza, uno slancio in grado di farci sentire vivi, che dà un senso alle nostre giornate. Nell’epoca in cui bisogni e “necessità” sono iperstimolati, mi sono chiesta quanto l’essere umano sia in grado di gestire i propri desideri e come questi ultimi condizionino in modo determinante la società e il pianeta che ci ospita».

“Marea” Madame

Ad appena tre mesi dal boom sanremese con Voce, Madame pubblica un inedito scritto con Dardust e Bias, prodotto da Bias e DRD. È la sua versione del tormentone estivo: funzionerà?

“Tuttecose” Gazzelle & Mara Sattei

Pubblicato a sorpresa, mette assieme uno dei bei nomi dell’it-pop e la voce emergente del pop contemporaneo italiano. Frase tormentone: “Mare, fammici stare bene”.

“Donnacirco” Artisti Vari

Dodici artiste (tra cui Angela Baraldi, NicoNote, Vittoria Burattini) rifanno le canzoni di Donna circo, album del 1974 di Gianfranca Montedoro con i testi di Paola Pallottino (Lucio Dalla).

“Musica leggerissima (remixes)” Colapesce Dimartino

Cinque remix di una delle canzoni italiane dell’anno ad opera di Giorgio Moroder, Cerrone, Ceri, Fabio Fabio e Get Far.

“James Is Back” James Senese

«È un disco molto sofferto, ma pieno d’amore. Ho cercato un unico suono: quello della verità, il mio essere nero e bianco… per potermi ritrovare, e rintracciare la mia identità. Sembrano canzoni ma vanno oltre, sono lo specchio della mia vita. In questi brani si sente il soffio del mio cuore».

“Disco 2” cmqmartina

«Nelle parole di queste canzoni ci sono incastrati tutti i miei benedetti e maledetti 20 anni + l’energia creativa degli artisti stupendi con cui ho lavorato a questo disco».

“Cocoricò” Elasi

«“Lì c’erano conchiglie, ora solo siga e bottiglie” è una frase che mi è venuta in mente una mattina in cui, con le mie amiche, stavamo raccogliendo mozziconi, plastica e vetri rotti di una spiaggia libera in Liguria. Il testo di Cocoricò è la sintesi di quei discorsi che faccio con le persone a me care sul mondo in cui viviamo oggi, sulla paura del futuro, su una società che fagocita ecosistemi disinteressandosi delle conseguenze».

“David chi?” N.A.I.P.

David Bowie? No, David Guetta. L’ultima piccola follia musicale di N.A.I.P. è un viaggio su Marte. Produce Stabber. Qui la nostra intervista post X Factor.

“Mega” P L Z feat. Whitemary

«Com’è liberatorio non dover scrivere una canzone strofa-ritornello. Com’è bello condensare un’idea in un mantra. Il nostro credo è laico e rivendica la voglia di limonare come l’atto più rivoluzionario che c’è. Abbiamo visto Whitemary al MiAmi invernale del 2020, proprio a un passo dal primo lockdown. Ci siamo innamorati e l’abbiamo invitata al nostro personalissimo festival dei baci. Ora è finalmente arrivato il momento di fare uscire questa collaborazione. Siamo mega felici».

“Gabbiano” Friuilli

Calcutta + Pop X = “Ma che cazzo ti guardi, gabbiano?”. Venduta anche in versione inedita come NFT e su singola copia su audiocassetta.

“Bar Legni” Sandri

«Racconta il tempo che passa in provincia. Qui il bar non è solo un luogo: è dove nascono e vengono raccontate storie. È dove un cantautore può rubarle, scriverci una canzone e farle tornare a vivere lì con una chitarra e la sua voce».

“Radium Girls” Tom Morello, The Bloody Beetroots, Pussy Riot

È uscito senza troppa enfasi questo pezzo rock che mette assieme il chitarrista dei Rage Against the Machine, il “nostro” Bloody Beetroots e le Pussy Riot (ci sono anche The Last Internationale, Aimee Interrupter, White Lung). Le “ragazze del radio” sono le lavoratrici che un secolo fa, leccando ignare i pennelli con cui dovevano lavorare, furono vittime di avvelenamento da radiazioni nella fabbrica di orologi della United States Radium Corporation.

“Lost Cause” Billie Eilish

“Sei una causa persa”, canta Billie Eilish nel nuovo singolo tratto da Happier Than Ever e intanto nel video organizza una superfesta per sole ragazze in una grande casa a Los Angeles. Nel 2022 sarà in tour, ma per ora non sono previste date in Italia.

“Man Made” Greentea Peng

«Sintonizzata non con l’industria, ma con l’universo», dice Greentea Peng del suo disco soul-freak, «un viaggio ultrasonico» registrato usando l’intonazione a 432 Hz.

“Change” H.E.R.

È H.E.R. la grande restauratrice del soul e dell’R&B americano? Il pezzo è tratto da We the People, serie animata a scopo di educazione civica che va su Netflix ed è prodotta fra gli altri dagli Obama. Ci sono anche Janelle Monáe, Lin-Manuel Miranda, Brandi Carlile.

“Can They Hear Us” Dua Lipa

Il nuovo singolo di Dua Lipa (qui la nostra digital cover) è tratto dalla colonna sonora del film Gully, esordio alla regia di Nabil, già autore di video per Kanye West e Kendrick Lamar. L’esuberanza del singoli più forti della pop star è sostituita da una base d’atmosfera con assolo démodé di sax.

“Born 2 Die” Prince

È il secondo estratto dall’album postumo Welcome 2 America che uscirà il 30 luglio, formato da alcuni fra i tanti pezzi presenti nell’archivio personale di Prince.

“Technopera” Ampersounds feat. Rufus Wainwright

Per il cantautore la collaborazione con i dj e producer Fred Falke e Zen Freeman è stata liberatoria. «Lo è stato dover pensare solo alla melodia e al testo e lasciare che qualcun altro creasse il brano, eppure in qualche modo c’è molto Rufus nel pezzo». Wainwright ha annunciato che la collaborazione continuerà: il 16 luglio uscirà un EP.

“Sassy” Kurt Elling e Charlie Hunter

Ecco come essere un vocalist jazz nel 2021, tra swing e poesia, con una formazione super che comprende Charlie Hunter, Bill Bodine, Cheryl Bentyne, Janis Siegel. L’album di Elling SuperBlue uscirà in ottobre.

“Hot N Heavy” Jessie Ware

Un’anticipazione molto 80s dell’edizione deluxe dell’album What’s Your Pleasure? che uscirà l’11 giugno. «Il disco è stato accolto talmente bene che non mi andava di spegnere le luci e mettere fine alla festa».

“Climb Every Wall” Lump

È il progetto della cantautrice Laura Marling con Mike Lindsay (Tuung). L’album uscirà il 30 luglio. «Mai fatto niente di cui sono più orgogliosa», ha detto Marling.

“Soberish” Liz Phair

Dice che l’album si chiama Soberish perché per affrontare questi tempi è bene essere sobri, ma non troppo. È prodotto dal partner artistico degli anni ’90 Brad Wood: «È il compimento di un processo in corso da tempo, visto che abbiamo supervisionato assieme la ristampa di Exile in Guyville». La nostra intervista.

“Blue Weekend” Wolf Alice

Per registrarlo, «riconfigurare chi eravamo come gruppo» e trovare un nuovo sound, la band inglese si è chiusa prima in un Airbnb, poi in una chiesa sconsacrata con il produttore Markus Dravs. «A volte ascoltiamo una canzone per sentirci meglio, oppure per sentirci visti. Spesso, quando mi sento triste penso: chissà quale canzone racconta cosa provo in questo momento». L’intervista.

“Jubilee” Japanese Breakfast

L’album che dovete citare per far bella figura con gli amici. Già che ci siete, citate anche Crying in H Mart, il libro in cui la musicista elabora la perdita della madre attraverso una serie di ricette.

“Changephobia” Rostam

Lui è famoso per le produzioni (vedi le Haim) e per essere stato nei Vampire Weekend più che per i suoi album. Questo è il secondo. «Transfobia, omofobia, bifobia – ho capito che queste parole nascono dalla paura del cambiamento, dalla paura di ciò che è sconosciuto, di un futuro in cui cambieranno tradizioni, definizioni e la distribuzione del potere».

“Laysongs” Chris Thile

Sei pezzi originali e tre cover per voce e mandolino. Impensabile? Allora non avete mai sentito Chris Thile. Tra le canzoni, God Is Alive, Magic Is Afoot basata sull’adattamento di Buffy Sainte-Marie di una poesia di Leonard Cohen.

“The Drake” Cleopatrick

«Niente ghostwriter di merda, zero A&R, nessun grande produttore, solo ragazzi con qualche pedale fuzz e qualcosa da dimostrare. Abbiamo scelto di fare questo album in uno scantinato per mostrare a chi viene ai nostri concerti che per farcela non c’è bisogno di firmare un contratto con una grande etichetta o di imitare le rockstar fasulle. Anzi, è esattamente il contrario».