New Music Friday, le scelte di Rolling – 19 febbraio 2021 | Rolling Stone Italia
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New Music Friday, le scelte di Rolling – 19 febbraio 2021

L’esordio di Venerus, il ritorno dei Mogwai, la colonna sonora degli Animal Collective, le storie di Achille Lauro, l'inedito di Matt Berninger: le uscite da non perdere secondo la redazione di Rolling Stone

Matt Berninger

Foto: un particolare dalla copertina dell'edizione deluxe di 'Serpentine Prison'


Venerus, “Magica musica”

È un disco molto atteso, l’esordio di una delle voci più interessanti della nuova musica italiana. Ma cosa suona Venerus? Magica musica è un disco fluido, che alterna soul e rap, jazz e pop, chitarre elettriche e suoni sintetici. In scaletta diverse collaborazioni interessanti: Frah Quintale, Rkomi, Gemitaiz e i Calibro 35 (in Sei acqua, uno dei brani più affascinanti del disco). «I Beatles e Sgt. Pepper sono stati fondamentali per la mia crescita, l’LSD anche», ci ha detto.

Achille Lauro, “Solo noi”

In attesa di vederlo sul palco di Sanremo, Lauro pubblica questa traccia che con un po’ di fantasia potremmo immaginare come la sua Siamo solo noi. Se quarant’anni fa Vasco Rossi cantava una generazione di sconvolti senza più santi, né eroi, Lauro offre il ritratto di ragazzi perduti, venuti al mondo senza mai indovinarne il motivo, finiti ai margini. Canta di una generazione sola, senza identità, né eredità, gente che non sa che cos’è una famiglia. Canta i figli di nessuno. Ne abbiamo parlato qui.

Massimo Pericolo, “Bugie”

Bugie, il nuovo singolo del rapper di Gallarate, è un primo passo verso – tiriamo a indovinare – il suo secondo disco. Nonostante il successo degli ultimi mesi, la ferocia è quella degli esordi, così come le barre fitte del testo. Siamo dalle parti di Amici, uno dei brani più riusciti di Scialla sempre, ma qui il nichilismo sembra laminato d’oro. La nostra recensione.


Tash Sultana, “Terra Firma”

Un disco meditativo, ricco di spunti melodici affascinanti e atmosfere liquide. Terra Firma è il secondo album di Tash Sultana, polistrumentista e autrice australiana che deve confermare le buone cose dimostrate con l’esordio. Lo fa con una serie di canzoni sospese tra funk, R&B e folk, scritte pensando ad Aretha Franklin, Bon Iver e John Mayer.


Haim, “Gasoline” / “3am”

Le Haim hanno pubblicato una nuova edizione del disco Women in Music Pt. III, uscito la scorsa primavera (qui la nostra intervista). Dentro un remix di 3AM con Thundercat, ma soprattutto Gasoline con Taylor Swift. Una versione che dà una nuova vita al brano, con la voce di Taylor che si amalgama così bene alle altre che sembra che le quattro siano una band da sempre. «Niente test del dna», ha twittato Swift, «sono la quarta sorella Haim e questa canzone è l’unica prova di cui ho bisogno».


Mogwai, “As the Love Continues”

A 25 anni dall’esordio, i Mogwai tornano con As the Love Continues, il loro decimo album in studio, e una scrittura più concentrata, più vicina alla forma canzone classica. Insieme alla band ci sono il produttore Dave Fridmann e due ospiti di livello: Atticus Ross (collaboratore storico di Trent Reznor) e il sassofonista Colin Stetson. Da ascoltare per essere trasportati altrove.


Matt Berninger, “Let It Be”

A pochi mesi da Serpentine Prison, Matt Berninger – la voce dei National – torna con un nuovo singolo, Let It Be. È una ballata essenziale e romantica, fatta con pochi ingredienti (una chitarra acustica, una batteria minimale, un’armonica), che parla di imparare ad accettarsi ed essere più gentili con se stessi. Farà parte dell’edizione deluxe dell’album che uscirà in marzo.


Cassandra Jenkins, “An Overview on Phenomenal Nature”

Al secondo album, la newyorchese Cassandra Jenkins (chitarrista per Eleanor Friedberger, tra le altre cose) s’inserisce nel filone delle cantautrici che trasformano dolori profondi in ninnananne abbellite da arrangiamenti essenziali, ma azzeccati. Uno di quei dischi che si mettono su e ci si perde dentro. Produce Josh Kaufman.


Animal Collective, “Crestone”

Frenate l’entusiasmo: Crestone non è il nuovo album di canzoni degli Animal Collective, ma la colonna sonora di Geologist e Deakin del film di Marnie Ellen Hertzler. È una raccolta di strumentali d’atmosfera e vagamente psichedelici a cui è demandato il compito di evocare non solo e non tanto i protagonisti (un gruppo di SoundCloud rapper che va nel deserto per coltivare erba), ma il luogo stesso in cui è ambientata la storia.


Pino Palladino + Blake Mills, “Ekuté”

Un grande bassista elettrico e un musicista che vuole riscrivere le regole del rock chitarristico alle prese con un gran pezzo strumentale, il loro secondo dopo Just Wrong. Appaiono tra gli altri anche Andrew Bird al violino e Marcus Strickland a sax e clarinetto basso. Musica senza etichette.


Andra Day, “The United States vs. Billie Holiday”

Da ascoltare per capire come Andra Day, cantautrice e attrice classe 1984, se la cava interpretando la parte impossibile di Billie Holiday. Lo fa nel film di Lee Daniels (regista di The Paperboy e The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca) e in questa dozzina di canzoni prodotte in parte da Salaam Remi, l’uomo che ha curato Frank di Amy Winehouse, e non è un caso.