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New Music Friday, le scelte di Rolling – 15 gennaio 2021


Il post punk degli Sleaford Mods, il singolo in cui John Grant incanala la rabbia per Trump, Noga Erez che balla verso l'ignoto con un sorriso, Andrea Laszlo De Simone e le altre uscite da non perdere

Gli Sleaford Mods

Foto: Alasdair McLellan

Andrea Laszlo De Simone, “Vivo”

Vivo è la canzone perfetta per iniziare il nuovo anno. Anzi, più che una canzone è un’installazione, un’opera d’arte che mette insieme il brano – un valzer nostalgico che parla di non gettarsi via e vivere ogni momento – e un sito che permette di “viaggiare” attraverso una serie di webcam. « Quello che desideravo era che per qualche ora fosse possibile affacciarsi sulla realtà, mi manca osservare il mondo e volevo mostrarlo per quello che è: una grossa roccia viva, imprevedibile e irrazionale».

Noga Erez “End of the Road”

Una delle cose che dovete ascoltare e magari vedere oggi è il pezzo di questa autrice e produttrice israeliana. L’idea della canzone è farti ballare sulla tua mortalità o, come dice lei, «camminare verso l’ignoto con un sorriso», ovvero cambiare il nostro rapporto con ciò che è al di fuori del nostro controllo. Il 26 marzo uscirà l’album Kids.

CARM “Song of Trouble” (feat. Sufjan Stevens)

CJ Camerieri è un trombettista americano che ha suonato come mezzo indie americano, amato da Bon Iver e Paul Simon. «Il suo disco» dice quest’ultimo «cattura un giovane e grande musicista che esplora le possibilità del suo strumento». E non solo a giudicare da questa canzone in cui Sufjan Stevens canta di una notte infinita, di abbandono, di morte dell’innocenza.

Sleaford Mods “Spare Ribs”

Gli Sleaford Mods hanno sfogato la confusione e le nevrosi del primo lockdown in un album potente, politico e autobiografico. Si intitola Spare Ribs e parla di autorità e realtà, dei gruppi che usano un immaginario sociale che non gli appartiene, di operazioni chirurgiche alla spina dorsale. La band ce l’ha raccontato traccia per traccia.

shame “Drunk Tank Pink”

Chitarre nervose, rifugi con i muri dipinti di rosa, cattivi maestri: Drunk Tank Pink, il nuovo album degli shame, alterna post punk a pop raffinato alla Talking Heads e parla dello spaesamento che si prova passando dalle folle dei tour al silenzio dell’isolamento. Il frontman Charlie Steen ce l’ha raccontato in questa intervista.

Foo Fighters “Waiting on a War”

In attesa di Medicine at Midnight, che si preannuncia come un disco diverso dal canone del gruppo, Dave Grohl ha pubblicato per il suo 52esimo compleanno questa ballata in crescendo che somiglia a mille altre canzoni dei Foos e che però parla di guerra e traccia un parallelo fra questi tempi cupi le paure della Guerra Fredda. Curiosità: fra le coriste ci sono la figlia di Grohl, Violet, e Inara George, figlia di Lowell George.

Ariana Grande “34+35 (Remix)”

Eravamo convinti che il 69 si facesse in due. E invece nel remix del singolo assieme innocente e sexy tratto da Positions Ariana Grande ospita Megan Thee Stallion e Doja Cat. Che ci va giù più pesante della pop star dalle ciglia infinite e ai doppi sensi preferisce i sensi unici: “Voglio un 69, senza Tekashi”, un riferimento a 6ix9ine. Pure Megan non scherza e assicura rappando che la pussy fa bene alla salute perché è un superfood.

Lana Del Rey, “Chemtrails Over the Country Club”

Il primo estratto dal prossimo album di Lana Del Rey, Chemtrails Over the Country Club, è stato presentato da un video surreale in cui l’immaginario tipico della cantante – macchine d’epoca, atmosfere anni ’60, abiti vintage – si trasforma in una sorta di b-movie horror a base di licantropi. Il brano, però, non nasconde le stesse sorprese: è un’altra grande ballata dream pop.

Ashnikko “Demidevil”

A guardarla si direbbe che si ispira a Billie Eilish, ma in realtà Ashnikko è qualcosa di molto diverso e altrettanto indefinibile. È una popstar 2.0, uno strano incrocio tra Poppy, i trapper e le popstar in computer grafica come Hatsune Miku. Demidevil è il suo primo album, e dentro c’è un po’ di tutto: banger da TikTok, collaborazioni con Grimes e Princess Nokia, una cover di Sk8er Boi, lo spot di un “musical” dedicato al clitoride.

Death Cab for Cutie “The Georgia E.P.”

Per festeggiare la vittoria in Georgia che ha reso gli equilibri parlamentari più favorevoli a Biden nel primo tratto di presidenza, la band di Benjamin Gibbard ha pubblicato sulle piattaforme questo EP già distribuito per un solo giorno su Bandcamp in dicembre per raccogliere fondi per l’associazione Fair Fight Action. Sono cinque canzoni di altrettanti artisti georgiani, dalle TLC di Waterfalls ai R.E.M. di Fall on Me al Vic Chesnutt di Flirted with You All My Life. File under: carinerie Dem.

Julien Baker “Hardline”

Più che delle canzone s’è parlato del video, realizzato in stop motion grazie a 600 ore di lavoro ridando forma ai tanti oggetti che Julien Baker accumula, come tutti noi. Va ascoltato anche il pezzo, un racconto di dipendenza e una richiesta di aiuto che al posto del ritornello ha un breve break strumentale. Basta la strofa in cui la voce bella e lievemente stropicciata di Baker dice che sa che sta andando a schiantarsi, ma non trova il freno.

LNZNDRF “Brace Yourself”

Dietro alla sigla LNZNDRF ci sono Scott e Bryan Devendorf dei National e Ben Lanz e Aaron Arntz dei Beirut. Le canzoni dell’album II che uscirà il 29 gennaio «arrivano da quegli ologrammi senza forma e trasparenti che appaiono sulle palpebre quando chiudiamo gli occhi, prima di addormentarci, sono le visioni che giuriamo di ricordare al mattino, ma non lo facciamo».

Hiss Golden Messenger “Sanctuary”

La funzione della musica riassunta in poche parole, e con un abbraccio caldo di strumenti elettro-acustici: “Feeling bad, feeling blue / Can’t get out of my own mind / But I know how to sing about it”. Dice M.C. Taylor, frontman della band della North Carolina, che nell’ultimo anno ha molto pensato «a come ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri, e a quanto sia difficile vivere in modo sincero in un mondo così difficile. Sanctuary racconta di come ci si sente a cercare una sorta di rifugio nella tempesta».

Mogwai “Ritchie Sacramento”

Dopo Dry Fantasy, i Mogwai pubblicano il secondo estratto dal loro decimo album in studio, As the Love Continues. È un brano avvolgente, ricco di belle chitarre, atmosfere rarefatte e sognanti, un ritmo serrato e una linea vocale delicata. «Il titolo è ispirato a un nostro amico, aveva pronunciato male Ryuichi Sakamoto», ha detto Stuart Braithwaite. «Il testo è ispirato a una storia di Bob Nastanovich sul suo amico David Berman. La canzone è dedicata a tutti gli amici musicisti che abbiamo perso negli anni».

John Grant “The Only Baby”

John Grant l’ha fatta uscire a sorpresa e l’ha presentata così: «Sono così disturbato nel vedere come stanno andando le cose negli Stati Uniti e nel mondo, che ho deciso di pubblicare questa canzone. Sento solo rabbia e odio verso i gaslighters, i bulli, i narcisisti, i sociopatici e gli psicopatici, la Destra Fascista Cristiana e ovviamente T**** e tutti quelli che gli permettono di continuare a fare così in nome di Gesù e/o Hitler. Devo trovare un modo per rimanere calmo e resistere all’assalto delle bugie senza sciogliermi nella mia stessa rabbia e nell’odio. E sì, ho sentito parlare dello Yoga. Approfondirò».

Ani DiFranco “Simultaneously”

Ani DiFranco non ha mai sbagliato davvero un disco, ma è diventata sempre meno centrale, sempre più marginale. Simultaneosly, nuovo singolo che apre la strada all’album Revolutionary Love, ricorda certi sapori jazz di Revelling/Reckoning e racconta i due mondi di cui facciamo tutti parte: “quello in cui mi sembra di vivere / e quella che vive in me / e uno è pieno di violenza / oppressione e mancanza di rispetto / e uno è pieno di desiderio / di respirare ed entrare in connessione”.

Stereolab “Dimension M2”

Il 26 febbraio gli Stereolab pubblicheranno Electrically Possessed, il quarto volume della serie Switched On, raccolte di singoli, lati b, remix e altre chicche uscite nel corso degli anni. Il primo singolo è Dimension M2, pubblicato a giugno 2005 per la compilation Disko Cabine. È un pezzo futuristico e allegro, con cambi improvvisi e un bel coro. «All’epoca registravamo brani molto semplici, usavamo dei sample e sovraincidevamo chitarre e tastiere. Spesso Laetitia e Mary registravano voci senza testo», ha detto Tim Gane su Instagram. «Mi piaceva tagliare e incollare suoni e ritmi diversi, venivano fuori delle canzoni pulsanti, opere più piccole e semplici rispetto al catalogo degli Stereolab»

Jazmine Sullivan “Heaux Tales”

Heaux Tales è il disco R&B del momento. L’ha scritto Jazmine Sullivan, che dopo cinque anni di silenzio ha trovato il perfetto punto d’incontro fra le storie sensuali dell’r&b e il trasporto religioso del gospel. Sullivan è anche una cantante eccezionale, nel disco mette in mostra un’incredibile estensione vocale e grande varietà espressiva. “Le donne delle canzoni di Sullivan hanno il cuore infranto e Heaux Tales ci mostra come curare quel dolore”, abbiamo scritto nella recensione.

Madame “Il mio amico” (feat. Fabri Fibra)

Il 2021 sarà l’anno della consacrazione di Madame? Dopo l’apparizione sul palco di X Factor e in attesa del debutto tra i big del prossimo Sanremo, la rapper pubblica oggi il primo singolo estratto dal suo nuovo album: si intitola Il mio amico ed è un uptempo prodotto da Bias e Dardust. Più disco music per rap, con l’eccezione della strofa di Fabri Fibra: “Tu mi fai sentire come fossi Gué / Con cinque tipe in salotto / Tu sei la mia strada, le Champs-Élysées”.

Jennifer Gentle “Hey”

Tempo fa scrivevamo che i Jennifer Gentle avrebbero realizzato un video con l’aiuto dei fan. Eccolo: s’intitola Hey ed è folle, bizzarro, festoso e sensuale esattamente come le immagini che la band chiedeva ai fan.

Inoki “Medioego”

Alla fine degli anni ’90 era uno dei nomi più importanti della scena rap italiana, tra i primi a firmare per una major. Poi Inoki è sparito, ritirato in un underground misterioso. Ora torna con Medioego, il disco che segna il ritorno nel mainstream (esce con Asian Fake, l’etichetta di Coma_Cose e Ketama126) ma che ha poco a che vedere con quello che i fan potrebbero aspettarsi. «Il rap dovrebbe essere riscatto collettivo», ci ha detto in questa intervista.

Ensi “Oggi Remixes”

Ensi ha affidato l’EP Oggi alla rilettura di Fatfat Corfunk, beatmaker che ha fatto un lavoro simile con Mr. Fini di Guè. In sostanza ha preso le tracce vocali e ha costruito nuove basi mescolando soul, R&B, fusion, New Jack Swing, mettendo in connessione vecchia e nuova scuola. «È il cappello Polo Sport», scrive il produttore, «è la tuta Missoni Sport e sono i Timberland boots con cui ho voluto vestire e personalizzare l’EP di Ensi». Lo si trova su Soundcloud, Bandcamp e YouTube. Favolosa la copertina che cita la locandina di Fa’ la cosa giusta di Spike Lee.