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New Music Friday, le scelte di Rolling – 14 maggio 2021

La New York anni '70 di St. Vincent, il jazz dei Sons of Kemet, il "nuovo livello" di Mahmood, il ritorno di Iosonouncane e quello dei Ministri: le uscite da non perdere secondo la redazione di Rolling Stone

St. Vincent

Foto: Alan Del Rio Ortiz

“Daddy’s Home” St. Vincent

Rievocare la New York degli anni ’70 per raccontare il presente. Daddy’s Home è pieno di peccatori che cercando di vivere decentemente, a partire dal padre della cantante e dal personaggio interpretato da St. Vincent, un’eroina che sembra uscire da un film anni ’70 di John Cassavetes consumata da notti di bagordi sullo sfondo della New York della prima metà degli anni ’70, vivace e pericolosa. La nostra intervista.

“Black to the Future” Sons of Kemet

La new thing di Shabaka Hutchings è tra le cose più cool in circolazione, un disco jazz furioso, estatico, cacofonico che può piacere anche al pubblico pop. Ne abbiamo scritto qui.

“Be Right Back” Jorja Smith

È la grande promessa della musica inglese, un miscuglio di pop, R&B, soul interpretato con classe e ed espressività. «L’album si intitola Be Right Back perché è una cosa che voglio che i miei fan abbiano in questo momento. Se avevo bisogno di fare queste canzoni, allora qualcuno avrà bisogno di ascoltarle».

“Delta Kream” The Black Keys

«Onoriamo la scena musicale blues del Mississippi che ci ha influenzato fin dall’inizio», ha detto Dan Auerbach. «Per noi questi brani sono tanto importanti oggi quanto lo sono stati il primo giorno che io e Pat abbiamo iniziato a suonare insieme». L’album è stato registrato nell’arco di due pomeriggi.

“Ira” Iosonouncane

No, non è Die. Anzi, a un primo ascolto molti stenteranno a riconoscere Iosonouncane. Scritto in una «lingua momentanea», è un lavoro corale che mette assieme elettronica, jazz, musica del Maghreb e molto altro. La nostra intervista.

“Klan” Mahmood

“In due siamo un klan”. Prodotto da DRD, Scritto con Dardust e Davide Petrella, è il nuovo singolo, anzi come dice lui usando il linguaggio dei gamer, il «nuovo livello» di Mahmood. È un nuovo estratto dall’album Ghettolimpo che uscirà l’11 giugno.

“Cronaca nera e musica leggera” Ministri

La cronaca c’è, quella dei nostri giorni, ma la musica non è leggera. «Ci sembra che la tendenza ad adattarsi alla contingenza offrendo caramelline dolci e mettendo da parte gli aspetti più duri della vita, che però sono i più veri, abbia contagiato anche la musica, come se ci fossero cose di cui nelle canzoni è meglio non parlare», ci hanno raccontato.

“Verso” VV

Ecco una cantautrice che sdrammatizza guai e pensieri paranoici in pezzi funk-pop ironici oppure li trasforma in ballate struggenti vecchia scuola. VV ci ha raccontato l’EP canzone per canzone.

“Bingo” Margherita Vicario

Ci sono i pezzi pubblicati finora come singoli e brani inediti. Il pop è colorato e pazzerello, i testi parlano a loro modo di inclusione, politica, femminismo, morale. L’intervista.

“Inacustico D.O.C. & More” Zucchero

I pezzi dell’album D.O.C. e altri del passato (non necessariamente le hit però) riarrangiati in chiave acustica. A quanto pare nasce tutto dalle «canzoni per ammazzare… il tempo e il Covid-19» pubblicare durante il lockdown da Zucchero sui social.

“Pietre roventi” Populous

Un nuovo album dall’album del produttore di Stasi che uscirà l’11 giugno. È musica meditativa e “liquida”, in cui è bello galleggiare. Il titolo rimanda alle giornate estive trascorse in Puglia alla ricerca di quiete di fronte al mare.

“Beam Me Up Scotty” Nicki Minaj

Non è l’album nuovo della cantante, è il mixtape del 2009 che arriva per la prima volta sui servizi di streaming con l’aggiunta di nuovi brani tra cui Seeing Green con Drake e Lil Wayne.

“Fat Pop Volume 1” Paul Weller

Paul Weller sta fecondo troppi dischi? E in che direzione sta andando? La risposta in queste 12 canzoni che Weller ha cominciato a registrare da solo, con voce, piano e chitarra, partendo dagli appunti sonori che valeva sul suo telefono.

“Blackest Blue” Morcheeba

Il decimo album di Skye Edwards e Ross Godfrey, per citare quel che dice il gruppo di una delle canzoni, parla di «seguire la luce della luna e attingere alla sua potente energia luminosa, sfruttando la sua positività per sfuggire alla depressione e ai momenti più bui».

“Orwellian” Manic Street Preachers

«Parla della battaglia necessaria per riappropriarsi del significato delle cose, della cancellazione del contesto all’interno del dibattito pubblico, dei conflitti accesi sulle piattaforme digitali che portano a uno statuo perpetuo di guerra culturale». È tratto dall’album The Ultra Vivid Lament che uscirà il 3 settembre.

“Medieval Femme” Fatima Al Qadiri

La musicista di Brute ha scritto una suite ispirata alle poesie di autrici arabe. Il mood è nostalgico e malinconico e la malinconia è, secondo Al Qadiri, la «più grande forma d’arte».

“The Off-Season” J. Cole

«Ci ho messo anni a dargli questa forma», ha twittato J. Cole annunciando il nuovo album. È accompagnato da questo documentario.

“Straightenin” Migos

“I’m counting dineros with Robert DeNiro / He telling ’em that Cho amazing”. È il pezzo che apre la strada a Culture 3.

“Good 4 U” Olivia Rodrigo

Una settimana prima della pubblicazione dell’album Sour, la ragazza prodigio del pop americano pubblica il terzo singolo. Nella migliore tradizione del suo idolo Taylor Swoft, è dedicato a un ex: “Buon per te, mi pare che sei andato avanti facilmente / Hai trovato una nuova ragazza e ci ha messo solo un paio di settimane / Ma te lo ricordi quando devi di volermi dare il mondo?”.

“Cobrah” Cobrah

Tutta immagine o anche sostanza? Ecco l’EP giusto per conoscere la “BDSM pop queen” da Stoccolma, Svezia. Sono cinque pezzi di elettronica, fra ultrabassi e pulsioni meccaniche, tra cui Debut, sui rapporti eccitanti e nervosi con ragazze etero curiose, e Dip n Drip: “I whip it around and I dip and I dip and I drip with ambition”.

“Love Will Be Reborn” Marta Wainwright

Scritta in un quarto d’ora, la canzone segna il ritorno della figlia-di e sorella-di, dotata di una voce particolarissima. Dà titolo all’album che uscirà il 20 agosto.

“Pantea” Lorenzo Bitw

Un album di elettronica club oriented che «rappresenta una Roma antica, ma anche multiculturale e moderna. È anche un disco con più melodia e meno ritmo» rispetto al precedente Love Junction.

“Cinema” Samuel & Francesca Michielin

«Questi ultimi mesi», ha scritto Samuel di questo pezzo cantato con Francesca Michielin e scritto con Colapesce e Federico Nardelli, «sono stati scanditi da grandissimi cineforum, spesso in solitaria. A guardare film d’autore, film d’essai, a perderci in quei luoghi della nostra fantasia che sono stati rappresentati abilmente da registi magici. Ora si sta tornando a un’altra esigenza: quella di uscire, incontrare i propri amici, rivivere la socialità, ricominciare a saltare».

“In the Block” Lina Simons

Nata a Pozzuoli da madre nigeriana, una vita tra Londra e la Campania, canta del suo “block” in napoletano. Tenetela d’occhio.

“EP1” Baby Gang

Vent’anni, nato a Lecco e di origini marocchine, da quando ne aveva 15 entra ed esce dai carceri minorili. È indagato con Neima Ezza per gli assembramenti e i disordini avvenuti a San Siro.

“Erba nei jeans” Not Good

«È stato un anno di sacrifici, abbiamo ponderato ogni mossa, abbiamo fatto attenzione a non farci mangiare dalla fretta. Ho aspettato il mio turno e ora penso sia arrivato il momento di annunciarvi, finalmente, che l’attesa è stata ripagata». È la prima uscita di Hateful, la “palestra di talenti” di Emis Killa, che appare in Mai più. In Non mi interessa c’è Fabri Fibra.

“Fontanelle e sampietrini” Side Baby

“Sono di Roma come fontanelle e sampietrini… Roma Sud, ma i miei vestiti sono di Parigi”. Rap geolocalizzato che fa brutto o, come dice lui, «la merda più vera mai scritta». Produce Sick Luke.

“Pelle dura” Chinegro

«Con la ricerca di un equilibrio tra goliardici esercizi di stile e tematiche attuali, personali e meno superficiali, ho cercato di proporre uno stile tecnico su produzioni musicali attuali frutto di una forte ricerca nella lavorazione e finalizzazione del suono». Lui viene da Verona, ma è nato a Salvador de Bahia.

“Ufo bar” Banda Maje

«Vogliamo lasciare una traccia di quello che è il nostro vissuto, il brulicare di vita dei vicoli, l’amore per il sound neapolitan e le colonne sonore italiane 70s, i film di serie B e i poliziotteschi, l’epopea dei contrabbandieri di sigarette, la passione per i vinili e le cassette Mixed by Erry, senza dimenticare amori di seconda mano e polverose partite di serie C. Troviamo il nostro rifugio nel funk, nel ritmo e nei sintetizzatori. Suoniamo per salvarci dalla morte interiore».