New Music Friday, le scelte di Rolling – 12 febbraio 2021 | Rolling Stone Italia
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New Music Friday, le scelte di Rolling – 12 febbraio 2021


Il ritorno di Gazzelle e di Neffa, il nuovo jazz-rock degli Studio Murena, il concept introspettivo di Slowthai, il remake di Taylor Swift: le uscite da non perdere secondo la redazione di Rolling Stone



Gazzelle, “OK”

Nel terzo disco di Gazzelle, uno dei musicisti simbolo dell’itpop, c’è un po’ di tutto: puro rock, ballate, code di chitarre glam, tonnellate di romanticismo. «L’ho scritto in un periodo della vita in cui ero dissociato dalla realtà, disorientato per diversi motivi», ha detto nell’intervista della nuova cover story di Rolling Stone. «Non è un disco post traumatico da pandemia, ma quando sono uscito dopo tre mesi di isolamento avevo voglia di sfogarmi, di spaccare».


Studio Murena, “Studio Murena”

Gli Studio Murena sono un gruppo di giovani musicisti italiani, tutti provenienti dal Conservatorio di Milano, che sperimenta con i suoni e la grammatica del jazz contemporaneo, contaminato con funk e hip hop. Dopo una lunga serie di singoli esce finalmente il primo album, omonimo. Da ascoltare se vi piacciono Robert Glasper e Makaya McCraven. L’intervista.


Neffa e Coez, “Aggio perzo ‘o suonno”

Un ritorno a sorpresa. Dopo sei anni di silenzio discografico, Neffa è riapparso sulla scena con un singolo particolare, tutto in napoletano, in collaborazione con Coez. Aggio perzo o’ suonno è anche l’esordio con Numero Uno, l’etichetta di Lucio Battisti rinata qualche mese fa, e il primo antipasto di un nuovo progetto. «Le canzoni uscivano da sole, una dopo l’altra. A un certo punto ho pensato: qui sta succedendo qualcosa», ha detto a Rockit.


La Niña, “Eden”

È la versione italiana, anzi napoletana, del pop iper futuristico di Rosalia. Eden è il suo primo EP, una raccolta di canzoni imprevedibili dedicate alla storia meno recente di Napoli. «Penso che la musica debba esprimere la mia persona. Ho smesso di spaventarmi della mia non-immediatezza», ci ha detto in un’intervista.


Clap Your Hands Say Yeah, “New Fragility”

Con le sue dieci canzoni energiche e ricche di pathos, New Fragility ci riporta ai suoni indie rock di inizio millennio, quando la scena era dominata da Franz Ferdinand, Bloc Party e Strokes. Il titolo è ispirato a un racconto di David Foster Wallace dedicato all’ingresso nella pubertà. «Parla di quei momenti in cui ti ritrovi a vivere un periodo di nuove fragilità», ci ha detto Alec Ounsworth. «Forse è quest’epoca di incertezza e imprevedibilità a renderci vulnerabili e impotenti».


Slowthai, “Tyron”

A quattro anni dai primi brani sospesi tra grime, drill e punk, Slowthai torna con un concept introspettivo, un disco personale che parla dell’esplorazione di sé. Tyron è diviso in due: da una parte i brani più incendiari e rabbiosi, dall’altra quelli più riflessivi e toccanti. In scaletta collaborazioni con Skepta, James Blake, Mount Kimbie e molti altri. 
L’intervista.


Joan Thiele, “Atto I – Memoria del futuro”

Due canzoni – Cinema prodotta da Mace e Venerus e Futuro wow prodotta da Ceri – «nate da un sogno lucido, quasi reale» lanciano il nuovo progetto fra pop e urban della cantante, che si appresta a pubblicare nuova musica dividendola in atti, come a teatro.


Mecna, Ghemon, Ginevra, “Soli”

La solitudine vista dal punto dei vista di tre artisti differenti. «Sono sempre contento quando riesco a fondere mondi diversi in una canzone», dice Mecna, mentre Ghemon definisce il pezzo «un gioco di sovrapposizioni».


Taylor Swift, “Love Story (Taylor’s Version)”

Inizia dalla rilettura del pezzo del 2008, uno dei singoli più venduti di sempre negli Stati Uniti, la grande operazione di rilettura dei primi sei album da parte di Taylor Swift. Scopo: riprendere in mano il catalogo su cui non ha più il controllo. E in questo caso, trasformare una favoletta sentimentale in una lettera d’amore ai fan.


Artisti Vari, “Judas and the Black Messiah: The Inspired Album”

È l’album legato e ispirato al film su Fred Hampton, il leader delle Black Panthers assassinato nel 1969. Contiene la collaborazione fra Jay-Z e Nipsey Hussle, il rapper ucciso nel 2019, un pezzo sulla sopravvivenza nel rap game con una rima di Mr. Knowles sull’attacco al Campidoglio. #BlackLivesMatter al quadrato.


Django Django, “Glowing in the Dark”

Indie pop in chiave sci-fi. Se volete un disco da usare come mezzo per fuggire dalla realtà, eccolo qua. E c’è pure Charlotte Gainsbourg in Waking Up.