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Neil Young non diventerà cittadino americano perché fuma marijuana?

In molti Stati l'erba è legale, eppure nell’America di Trump chi la fuma rischia grosso. Per questo motivo, la naturalizzazione del rocker canadese, che vive negli States da mezzo secolo, potrebbe rivelarsi impossibile

Neil Young

Foto: Aaron Rapoport/Corbis via Getty Images

All’inizio del 1966, alla guida di una Pontiac del 1953 con il compagno dei Buffalo Springfield Bruce Palmer, Neil Young attraversò per la prima volta il confine americano illegalmente. «Avevo deciso che in qualche modo sarei passato», ha scritto nella sua biografia del 2012. «Mi sono diretto a Los Angeles perché era il centro di tutta la musica». I due dissero alla polizia di confine che erano diretti a Vancouver, ma che preferivano guidare sulle strade americane. La guardia li fece passare, non sapendo che il cantautore sarebbe rimasto negli USA per i cinque decenni successivi, e soprattutto ignorando che nel bagagliaio della macchina c’erano sei container pieni d’erba. «Alla fine siamo entrati nella terra promessa ridendo», ha raccontato il cantautore.

Due anni dopo, Young verrà arrestato in una famosa retata. Con lui c’erano anche Eric Clapton, Jim Messina, Richie Furay e altri, tutti impegnati in una jam troppo rumorosa a casa di Stephen Stills, a Topanga Canyon. Young e Clapton vennero accusati di aver disturbato i vicini; Stills sfuggì alla polizia dalla finestra sul retro. «Avrei dovuto comportarmi da uomo», ha detto nel documentario Echo in the Canyon. «Non l’ho mai superato, mi sento ancora in colpa».

Più di 50 anni dopo il primo attraversamento del confine di Young, il clima politico è radicalmente cambiato. Il cantautore vive negli States da più di 50 anni, ma non ha ancora la cittadinanza. L’8 novembre, a pochi giorni dal suo 74° compleanno, ha detto ai fan che il suo tentativo di naturalizzarsi era stato rimandato al mittente per ragioni “di condotta morale”, cioè perché aveva ammesso di fumare troppa erba. In un post intitolato “Ho avuto molto successo nella vita”, Young ha scritto che vorrebbe “la doppia cittadinanza e il diritto di voto”, e che ha risposto alle domande del questionario con sincerità, passando il test.

Il processo di naturalizzazione consiste in una conferma delle informazioni anagrafiche, un test di lettura della lingua inglese e un questionario di 10 domande di educazione civica. Per passare, i candidati devono rispondere correttamente almeno sei volte. “Mi è stato detto che avrei dovuto fare un altro test, necessario perché consumo marijuana e altri fumatori hanno manifestato problemi”, ha detto. Nello stesso post il cantautore ha citato il memorandum del procuratore generale Jeff Sessions, dove si sostiene che un candidato che consuma marijuana non avrebbe “una condotta morale inoppugnabile”. “Vi terrò aggiornati”, ha concluso Young, “ma non credo che potrò restare qui durante il processo”.

Secondo diversi avvocati esperti d’immigrazione, Young non potrà semplicemente rifare il test. “Se un ufficiale non lo approva o lo respinge, avrà bisogno di un’altra persona che lo raccomandi sotto giuramento”, dice Anastasia Tonello, avvocato di New York. “Ma in questo caso ci sarà bisogno di un intervento di livello superiore, magari dell’approvazione di un supervisore”.

In ogni caso, l’arresto per marijuana di oltre 50 anni fa non dovrebbe impedire la naturalizzazione di Young. La sua richiesta sarebbe respinta se avesse dimostrato di avere una “cattiva condotta morale” negli ultimi cinque anni. È l’ammissione fatta durante i colloqui, quindi, che ha causato tutti questi problemi. “Nel momento in cui ha detto sì, ha avviato una piccola reazione a catena”, dice Jonathan Grode, avvocato esperto d’immigrazione e professore associato alla Temple University.

Anche la politica migratoria del presidente Trump ha probabilmente svolto un ruolo nella vicenda. Il musicista critica duramente il tycoon sin dal momento in cui si è candidato alla presidenza, arrivando persino a protestare per l’utilizzo della sua canzone Rockin’ in the Free World durante la campagna elettorale. Ironia della sorte, Trump ha visto più di un suo concerto in passato, e ne ha parlato nel 2008 in un’intervista con Rolling Stone. “Ha qualcosa di speciale”, ha detto, “l’ho incontrato varie volte ed è un tipo straordinario”.

Quindi, cosa può fare Young per diventare cittadino americano? Secondo Carol Edward, avvocato con doppia cittadinanza statunitense e canadese, ha due possibilità. “Se la sua richiesta venisse respinta, può fare appello. Inoltre, può fare causa in una corte federale”.

Se i fan facessero sentire la loro voce, potrebbero contribuire alla naturalizzazione giusto in tempo per le elezioni presidenziali del 2020. “La libertà di parola e il dissenso dell’opinione pubblica sono le basi del cambiamento”, dice Grode. “È giusto considerare il consumo di marijuana come dirimente di una buona condotta morale? Mentre molti Stati si avviano a legalizzare la sostanza, non è arrivato il momento che le leggi federali riflettano cosa pensa la nazione?”.

“Siamo a un momento di svolta, dobbiamo decidere come trattare la cannabis e il consumo di marijuana”, aggiunge Grode. “Più persone ne parlano, più persone protestano, maggiori saranno le possibilità che la politica agisca per rispettare la volontà degli elettori”.

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