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Morgan fa gli auguri a Loredana e Asia (sovrapposte)

Nel giorno dei 70 anni di Loredana Bertè (e dei 45 di Asia Argento), un ricordo personale di Morgan per fare gli auguri alla sua "ex musa" e alla sua "mamma rock"

Loredana Bertè e Morgan in una polaroid

Oggi, venti settembre ventiventi, compleanno di Loredana Bertè e Asia Argento, sovrapposte. Un ricordo di venti anni fa. Diverse tra di loro, ma amiche, entrambe ‘rock’, anticonvenzionali, belle ed esteticamente leader, nel senso che sono attive e grandi punti di riferimento per la moda, perché se la inventano artigianalmente, una taglia (Asia) l’altra cuce (Loredana). 

Io e Asia, quando lei era incinta di Anna Lou, vivevamo in una piccola casa di ringhiera in zona piazzale Loreto a Milano, e andavamo a trovare spesso Loredana a casa sua, noi due, perché lei si sentiva sola e sapevo che la presenza di due giovani artisti innamorati e pieni di slancio per il futuro la faceva volare, era un balsamo per la sua malinconia, non ci invidiava, ci amava, ci raccontava del suo amore finito tragicamente e ci dava accesso ai suoi tesori sia emozionali che materiali, ci riempiva di attenzioni, ci parlava della sorella Mia Martini e di quanto la amava, ci regalava anche molti oggetti a lei cari (io a Sanremo nel 2000 coi Bluvertigo indossavo una cintura strepitosa con la fibbia a forma di teschio che era appartenuta a Loredana e che mi aveva regalato). Mi donò anche una cappelliera da viaggio che aveva confezionato lei, che aveva tutti gli adesivi collezionati delle città del mondo in cui era stata a cantare nella sua carriera, e che uno ad uno nel tempo ci aveva appiccicato sopra. La cappelliera di Loredana era un oggetto meraviglioso, pieno di storia ed esteticamente superlativo, fragilissimo, che io ho portato con me per vent’anni ovunque andassi, e oggi, un po’ sgangherata, non può più permettersi di fare da valigia e non porto più nei miei viaggi, ma custodisco religiosamente in camera da letto come scrigno dei miei papillon e dei miei fiocchi anarchici. 

Quando andavamo a casa sua, ricordo, lei mi piazzava davanti a due casse, metteva le sue canzoni nuove che aveva provinato e mi lasciava solo ad ascoltarle perché le dessi un parere e nel frattempo se ne andava con Asia in giro per la casa a confabulare e a raccontare confidenze femminili, poi tornava e voleva la mia analisi musicale. Quando veniva lei da noi, io facevo la stessa cosa con le mie canzoni, solo che la casa era un bilocale, per cui lei si metteva su una poltrona e io piazzavo i miei provini e ascoltavamo tutti e tre in silenzio, dopodiché scattava un dibattito, un dialogo, una vera sessione di produzione musicale. Tutte le volte che ci incontravamo era tempo musicale e di vita, era amore e arte uniti. Essere in tre e non in quattro mi dava un po’ di nodo alla gola, ma in fondo eravamo in quattro perché c’era Anna Lou nel grembo di Asia, la nostra creatura e la nostra creazione assieme e scherzando dicevamo: “Abbiamo deciso di fare un figlm” [gioco di parole risultante dalla sovrapposizione di figlio+film].

Un giorno uscì un articolo piuttosto grande sul quotidiano Repubblica, era una mia intervista che portava il titolo “Morgan: sono gay ma lei mi ha fatto innamorare”, e ovviamente si riferiva ad Asia. Eravamo in una pizzeria a viale Monza con il giornale aperto sulla pagina e Loredana mi passò al telefono Patty Pravo che mi disse: “Sono molto invidiosa del tuo articolo, è tutta la vita che avrei voluto dire quella cosa e non ce l’ho mai fatta”. L’apoteosi della nostra amicizia fu quando Loredana chiese ad Asia di fare la regia del videoclip del suo singolo (Io ballo da sola) e l’idea fu mia: cioè che Asia interpretasse la stessa Loredana. Scattò un carnevale di abiti di scena e di divertentissimi travestimenti, uno spasso, un delirio, un via vai di valigie zeppe di costumi, cappelli, cappelliere, accessori, che ancora non ha fine e le cui tracce sono tutt’oggi nei miei cassetti. Era come se si fossero sovrapposte per sempre. 

Loredana è stata ed è la vera nostra mamma rock e oggi faccio gli auguri ad entrambe, sovrapposte, non finirò mai di ringraziarla per essere stata con noi nel tempo meraviglioso che fu, per il quale ringrazio e faccio gli auguri anche a lei, la mia ex musa, e il mio ottovolante del cuore, tragica ispirazione, alla quale dico che essersi voluti bene deve restarci dentro, sempre, comunque vadano le cose nella vita, anche nella separazione, anche quando non c’è più il desiderio bruciante, anche quando la vita porta lontano dall’amore che fu, ed è per un figlio che ameremo per sempre, è per noi stessi che tutto si trasforma in rispetto e affetto, Asia.