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Ma quindi Britney Spears è libera?

Non ancora, non del tutto. Ecco le domande che attendono risposta dopo l’uscita di scena del padre dalla gestione della tutela legale. La data da segnare è il 12 novembre

Britney Spears nel 2018 a Las Vegas

Foto: Ethan Miller/Getty Images

Giovedì scorso Britney Spears si è svegliata per la prima volta da 13 anni a questa parte senza che il padre James “Jamie” Spears esercitasse il controllo sul suo patrimonio stimato in 60 milioni di dollari.

Il giorno prima, una giudice di Los Angeles ha reciso i fili che permettevano all’uomo di controllare la figlia sospendendolo dal ruolo di tutore legale «con effetto immediato».

Ora che il padre è uscito di scena, Britney sembra destinata a riprendersi la vita, ma molte domande attendono ancora risposta. Eccole.

Quando finirà la tutela legale?

L’avvocato della cantante Mathew Rosengart ha confessato a Rolling Stone che si possa porre fine alla tutela legale senza il bisogno di sottoporsi a una nuova valutazione psichiatrica. Da quel che ha detto in tribunale, la giudice Brenda Penny sembra effettivamente pronta a eliminare del tutto la conservatorship non appena le parti avranno raggiunto un accordo. La prima occasione è l’udienza del 12 novembre.

«Se, com’è effettivamente accaduto, un giudice arriva al punto di dire che è disposo a prendere in considerazione un accordo per la fine della tutela, direi che quella è la direzione in cui si sta andando», commenta l’avvocato di New York Carolyn Reinach Wolf, esperta in conservatorship.

Visto che l’avvocato di Britney e persino il padre e il tutore temporaneo che si occupa della gestione quotidiana hanno affermato di essere d’accordo a eliminare la conservatorship, «credo che siamo agli sgoccioli. Non è più una questione di se finirà, ma quando finirà», commenta Tony Chicotel, legale di California Advocates for Nursing Home Reform ed esperto in materia.

Mercoledì scorso le parti hanno detto di essere d’accordo sulla fine della conservatorship. In mancanza di novità prima del 12 novembre, è probabile che la giudice dia l’assenso.

Significa che Britney potrà riavere i figli?

È vero che la conservatorship ha giocato un ruolo nella gestione dei due figli avuti dalla cantante con Kevin Federline, ma secondo l’avvocato di quest’ultimo Mark Vincent Kaplan la fine della tutela legale non dovrebbe avere conseguenze rilevanti sulla questione dell’affido dei ragazzi.

«Kevin è l’affidatario e i ragazzi passano il 90% del tempo con lui. Quando Britney li vuole vedere ne fa richiesta e Kevin non si è mai opposto. È una storia che riguarda solo loro». Nel caso di una richiesta di rinegoziare la custodia, il parere dei ragazzi conterebbe, avendo loro 14 e 15 anni.

All’inizio della tutela, ovvero 13 anni fa, i figli erano piccoli e perciò la conservatorship «era una condizione importante nell’esercizio della custodia». Significa ad esempio che il padre o una persona da lui designata, sempre con il benestare di Federline, doveva essere presenti agli incontri. «Ora, trattandosi di teenager che sono in grado di esprimere la propria volontà, non è più così. Spetta a Kevin l’ultima parola, ma non credo che la fine della tutela cambierà le cose. Non posso parlare a nome di Britney, ma la conservatorship non ha avuto di per sé conseguenze sulla possibilità i vedere i figli».

Secondo Kaplan, Federline sta dalla parte della sua ex. «È contento per Britney. I fatti emersi circa le restrizioni a cui era sottoposta sono pesanti. Se davvero era così e se questo stato di cose finirà, Kevin non potrà che esserne felice».

Ora Britney farà causa al padre?

«Certamente», ha detto Rosengart ai giornalisti presenti all’udienza di mercoledì scorso. «E parliamo di un’azione più grave di una semplice causa civile. Stiamo già studiando tutto ciò che Jamie Spears e i suoi rappresentanti hanno fatto. Continueremo a farlo affinché sia fatta giustizia per Britney».

Stiamo parlando di accuse penali per avere sorvegliato illegalmente la cantante?

«Non sta a me dirlo, ma alle forze dell’ordine», ha detto Rosengart, «ma sospetto che le rivelazioni del New York Times riportate il 24 settembre verranno prese in seria considerazione».

Secondo l’avvocato, la sospensione dal ruolo di Jamie lo mette nella posizione di «consegnare obbligatoriamente per legge i suoi file al tutore temporaneo», file che dovrebbero contenere anche le comunicazioni avvocato-cliente. A proposito dell’attività di sorveglianza, effettuata mettendo un microfono sotto il letto della cantante, «chiederemo quindi: che cosa sapevano di preciso e quando l’hanno saputo?».

Le accuse sono «molto, ma molto serie». Se davvero c’è stata sorveglianza elettronica «è un reato penale». Se Jamie è coinvolto nell’attività di sorveglianza che ha coinvolto anche i figli minorenni della cantante, si tratterebbe di una violazione del Domestic Violence Restraining Order che era stato emesso dopo un violento litigio fra Jamie e uno dei figli di Britney. Se così fosse, spiega Kaplan, Federline potrebbe denunciare James Spears.

Ma al di là del Domestic Violence Restraining Order, dice Kaplan, «in California è illegale spiare qualcuno con apparecchiature elettroniche. Non è ammissibile una spiegazione del tipo: “Non sapevo che nella stanza ci sarebbero stati minori”». Per ora, però, non sono previste azioni legali. «Le cose potrebbero cambiare nel caso emergessero altre informazioni. Se davvero fosse accaduto, Federline non ne sarebbe felice. Ed è preoccupato che possa accadere di nuovo».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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