Una jam band nello spazio: i Phish allo Sphere, la recensione e i video | Rolling Stone Italia
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Una jam band nello spazio: i Phish allo Sphere, la recensione e i video

Dopo gli U2, è arrivato a Las Vegas il gruppo di Trey Anastasio. Replicherà altre tre volte il suo show nella venue da due miliardi di dollari. «Non abbiamo mai fatto un concerto uguale all’altro e non cominceremo adesso»

Una jam band nello spazio: i Phish allo Sphere, la recensione e i video

I Phish allo Sphere

Foto: Rich Fury/Sphere Entertainment/Getty Images

È da poco passata la mezzanotte e i Phish stanno facendo il loro primo sold out allo Sphere. L’aurora boreale splende su Sin City. “Mai vista l’aurora boreale”, canta Trey Anastasio in Farmhouse, primo bis del concerto. Ok, forse non erano le vere northern lights, ma per un breve istante ieri sera hanno illuminato il cielo artificiale sopra le teste degli spettatori della venue più incredibile di Las Vegas.

È un viaggio che i Phish-heads hanno iniziato ore prima, accorrendo gioiosi dagli hotel e dai ristoranti tutt’attorno allo Sphere. «Questo lo attacco nel lettino», sento dire a un Phan, forse neo-genitore, che s’avvicina al locale con in mano un adesivo che raffigura Anastasio con la chitarra.

Il concerto dei Phish, che arrivano dopo gli U2 nella venue da due miliardi di dollari, inizia con Everything’s Right. Dietro ai musicisti si muovono enormi pilastri dai colori cangianti, come se stessero suonando davanti a un organo a canne in movimento in un film d’animazione o fossero impegnati in un trip bizzarro a Giant’s Causeway. “Benvenuti, grazie per essere qui”, dice tra un pezzo e l’altro il musicista al centro di un palco ovale scarno ai piedi del gigantesco schermo dello Sphere. La gente impazzisce di fronte a uno show unico, immerso e a tratti travolgente.

Ogni concerto sarà diverso, ha annunciato la band, con visual diversi e una scaletta diversa. «Non abbiamo mai fatto sue volte la stessa set list e non abbiamo intenzione di iniziare adesso», ha detto Anastasio ad Associated Press a proposito delle date a Las Vegas. «Abbiamo creato quattro show per lo Sphere che sono unici, dall’inizio alla fine. Siccome i biglietti andavano a ruba, c’è stato un momento in cui si è parlato di aggiungere qualche concerto, ma abbiamo pensato che avremmo potuto fare concerti sbalorditivi e non semplicemente buoni, come da nostro standard, solo ripetendo lo stesso identico show. E poi aattorno ai Phish c’è una comunità di gente che probabilmente verrà a vederci più di una volta. I nostri fan sono così, è come una grande famiglia».

I musicisti si lanciano in Back on the Train e alle loro spalle e sopra le teste del pubblico appare una spiaggia. Quando dopo quasi mezz’ora il tastierista Page McConnell suona i primi accordi di Wolfman’s Brother, una proiezione caleidoscopica e colorata danza dietro la band. Al di là degli effetti visivi, a tratti sbalorditivi, conta il modo affiatato e appassionato con cui suonano i Phish, il loro marchio di fabbrica, con un suono brillante che rimbalza nella sala uscendo da 167 mila altoparlanti.

Dopo quasi un’ora, in uno dei momenti più intimi della serata appaiono lanterne enormi mentre Anastasio attacca Leaves. Canta che “qualcuno mi dice sempre di respirare” e intanto enormi oggetti di scena si alzano da entrambi i lati del palco, il tutto sotto un cielo stellato e con una mezzaluna a fare da sfondo.

Durante la pausa appare quello che probabilmente è lo screensaver animato più grande al mondo che intrattiene i fan per quasi mezz’ora. Per Sand, lo Sphere si trasforma in una versione esagerata del cosmo, con luci simili a stelle che si muovono a ondate da una parte all’altra del locale. L’ultima metà dello show è piena di jam stellari e trippy, con una serie di auto dai colori vivaci targate “Phish 2024” che attraversano lo spazio durante Tweeze, manco fossimo tutti quanti immersi in un film psichedelico in 3D. My Friend, My Friend fa schizzare tutti in piedi, mentre sfere con all’interno le sagome dei musicisti attraversano lo schermo.

Run Like an Antelope manda tutti a casa poco dopo mezzanotte e un quarto. Il pubblico esulta. «Grazie a tutti», dice Anastasio, «ci vediamo domani sera».

Primo set

“Everything’s Right”
“Back on the Train”
“Wolfman’s Brother”
“Maze”
“Leaves”
“Life Saving Gun”
“Dirt”
“Carini”

Secondo set

“Sand”
“Tweezer”
“My Friend, My Friend”
“Mike’s Song”
“Lifeboy”
“Weekapaug Groove”
“Blaze On”
“Fluffhead”

Bis

“Farmhouse”
“Run Like an Antelope”

Da Rolling Stone US.

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