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Sfera Ebbasta al Forum: che magnifica zarrata

L'esordio del trap boy di Cinisello ad Assago è stato un successo, la dimostrazione che le polemiche post-Corinaldo sono da cestinare e che lui non ha colpe, se non quella di essere il king dei tamarri

Foto di Sandro Niboli per Frontrow

Rihanna in un’oretta di concerto si cambia sei volte d’abito. Le ho contate l’ultima volta che l’ho vista su un palco, a San Siro nel 2016. Anche Sfera Ebbasta, dopo manco cinque pezzi in scaletta, esce dal palco con un bomber giallo e delle sneakers in tinta e rientra qualche minuto dopo con una mise pigiamata Versace, bomber sopra e bermuda svolazzanti sotto, a lasciare scoperti i polpaccetti misteriosamente privi di tatuaggi.

Ora, so per certo che per il grande esordio al Forum di Assago Sfera ha dispiegato uno show di oltre due ore, 40 pezzi in scaletta e una produzione pomposa con schermi a LED e una band che ci suona sopra. Tenuto conto di queste poche indiscrezioni, se uno si cambia d’abito ogni 5 pezzi, è un attimo far sembrare Rihanna una pezzente. Quello che succede poi per fortuna è un’altra cosa.

La suddivisione degli outfit serve infatti a dividere la scaletta nei tre diversi album del trap boy di Cinisello, presentati cronologicamente lungo il concerto. Per cui, se nel primo XDVR del 2015 Gionata Boschetti è solo uno dei tanti zarri con bomber giallo e scarpe coordinate, Sfera Ebbasta è il disco (formalmente il primo ufficiale) che gli permette, anzi, che gli dà il diritto di girare per strada nella stravaganza di un completo bermuda-bomber pigiamato. Per arrivare poi a Rockstar, l’album del successo, della giacca e dei pantaloni in denim, ma anche l’album con cui Sfera si è scottato di più.

La sua Milano non poteva essere più solidale di così, impacchettando il Forum di fan strillanti e instagrammanti dal parterre alla piccionaia; ma nel resto d’Italia la tragedia di Corinaldo ha intaccato nel concreto i numeri di Sfera. Solo due anni fa, a Napoli il trapper faceva 8mila persone a data. Dieci giorni fa, al concerto al Palapartenope pare ce ne fossero appena 2mila, cioè un quarto. Senza contare poi le date come Conegliano, annullate di botto verosimilmente per mancanza di partecipanti. Cosa significa questo?

Significa che purtroppo nel 2019 si cade ancora nell’errore anacronistico di farsi intortare dal sensazionalismo della televisione, la stessa che per intenderci ha negato a Sfera un posto fra i giudici di The Voice. Il risultato è che banalmente i genitori di questo Paese, nell’amore più irrazionale ma non per questo giustificato, hanno messo i bastoni fra le ruote a Sfera e al suo breve Popstar Tour 2019 nei palazzetti.

Che dire, quindi, se non peccato per chi non c’era? Fra outfit zarri, Charlie Charles che suona una versione piano struggente di BRNBQ al piano, Elettra Lamborghini che twerka, Guè vestito con una tuta gialla da Ali G, Salmo che “voleva fare il batterista” (un giorno scriverò la storia completa di Cabriolet e di come sono finito su una canzone di Sfera e Salmo), Tedua che fa le mosse di judo e Izi vestito da hitman, Mahmood e Fabri Fibra che salgono a sorpresa per Calipso, il primo live di Sfera è stato come uno se lo immagina: una splendida zarrata. Un tripudio di cellulari alzati, un’esperienza psichedelica fatta di sneaker, tagli di capelli improbabili, brufoli e ragazzine in età pre-puberale che al posto della sigla di Piccoli Problemi di Cuore (sono vecchio), cantano a squarciagola: “Voglio farmi quella tipa là”.

Scaletta:

XDVR

Panette

No champagne

Mercedes Nero

Ciny

Equilibrio

Figli di papà

BRBNQ

Bang Bang

BHMG

Notti

Visiera a becco

Tran Tran

Uber

Leggenda

Cabriolet

20 Collane

Stamm fort (con Luché)

Bancomat

Mon cheri (con RKOMI)

Serpenti

MWAKAMOON

Sciroppo con Drefold

Tesla

Lamborghini con Guè Pequeno e Elettra Lamborghini

Machika

XNX

Popstar

Uh ah hey

Ricchi x sempre

Rockstar

Mademoiselle

Cupido

Calipso con Mahmood, Fabri Fibra, Charlie Charles

Happy Birthday

Pablo

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