Non fatevi frenare da ‘Stranger Things’, Djo è un musicista vero | Rolling Stone Italia
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Non fatevi frenare da ‘Stranger Things’, Djo è un musicista vero

La prima data italiana dell'artista e attore è stato un grande scambio d'amore con il pubblico romano. Dentro ci sono state le hit, riferimenti musicali intriganti e 'Se telefonando' di Mina. Il report

Non fatevi frenare da ‘Stranger Things’, Djo è un musicista vero

Djo live a Roma

Foto: Roberto Panucci - Corbis/Corbis via Getty Images

Sono tutti così dannatamente giovani e tutti così visibilmente educati. Eppure, non basta per fare da deterrente a qualche – contenutissimo – spintone, giusto prima di entrare. Cappellini e bandane in testa, occhiali da vista con montature minimali e ottonate. Chi sfoggia capelli fluo. E spunta persino un bomber con su ricamato il nome dell’artista. Perché a Roma, e per la prima volta in Italia, suona Joe Keery. Alias Djo. Alias Steve Harrington.

Che gli attori di Stranger Things avessero una vita parallela nella musica è cosa ormai nota. Ma a quelli che sono venuti qui questa roba delle serie tv importa il giusto. Loro sanno a memoria il repertorio di tutti gli album di Djo, ultima versione Deluxe compresa, e non c’è bisogno di aggiungere altro.

Dal singolo d’esordio Roddy – era il 2019 – sembra trascorsa un’eternità e, nel frattempo, il percorso artistico di Keery ha subito un vero e proprio upside down. Complice l’hype dell’ultima stagione sulle vicende di Hawkins, End of Beginning, brano del 2022, è (ri)esploso, scalzando, a un certo punto, persino Taylor Swift dal primato degli ascolti giornalieri su Spotify.

Un’onda d’urto rimbalzata sui social tra un pubblico sempre più vasto che, finalmente, qualora non fosse abbastanza evidente, si è reso conto di una cosa: Joe Keery, Djo, non è solo la crush di giovani fan adoranti, catturate dal personaggio che, con la mazza chiodata, affronta i Demogorgoni. Joe Keery è, tra le varie cose, un musicista di talento.

Così, ieri sera, un fiume composto per lo più da esponenti della Gen Z, in cui si intravedeva qualche padre inconsapevole, si è riversato nella Cavea del Parco della Musica. È una notte romana calda come non mai. Appena qualche ora prima girava sul web un video di Keery intendo a fare jogging vista cupolone. Certa è la corsa – ai biglietti – che la gente ha fatto.

Alle 21.30 non entra più nemmeno uno spillo. Dalla folla si leva una bandiera tricolore con su le inziali di Djo che arriva sul palco ripetendo per tre volte «Roma, Roma, Roma!», prima di lanciarsi in un localissimo «Daje, Roma, daje!!», nella stessa giornata in cui, neanche a farlo apposta, allo stadio la Roma gioca contro la Fiorentina. Ancora non ha iniziato e già ha tutti in pugno.

Apre subito forte con un pezzo cupo, intenso, tratto The Crux Deluxe (2025): Awake. Poi infila, una dietro l’altra, Change, Basic Being Basic, Link, Lonesome Is a State of Mind. Qualcuno lancia un cappello. I led sul palco gestiscono, con eleganza, effetti visivi a grana vintage e, tra un «Ciao bella» e un invito a cantare, parte Potion. Il pubblico è reattivo, Keery non può fare a meno di ricambiare gridando: «You are beautiful». «Tu di più!» è la replica immediata.

Non mancano tracce tratte dagli album precedenti, Twenty Twenty (2019) e Decide (2022), lavoro, questo, che contiene la sua hit più nota. Rivolge così l’asta del microfono verso le prime file e, ogni tanto, sopraffatto, si butta per terra. Quel che sorprende di questo show dal vivo sono i riferimenti musicali: si va dai Beatles ai Daft Punk, da Tame Impala al rock anni Settanta e alle sonorità anni Ottanta, un attitudine che Keery si porta dietro da quando era parte dei Post Animal, la sua band precedente band psych rock.

D’altra parte, è la sua stessa carriera – di attore, musicista, cantautore – a essere incarnazione di poliedricità. Alla faccia di chi dice che scegliere più strade vuol dire non sceglierne nessuna. Keery di strade ne ha scelte molte, e pare proprio divertirsi in questo.

A un certo punto gli smartphone fremono, le luci traballano, le braccia si alzano. Parte l’intro inconfondibile del synth pop sognante di End of Beginning. Dopo, Keery ci regala ancora altri tre pezzi, prima di lasciare la scena, avvolto nella bandiera italiana, sulle note di Se telefonando di Mina. Ma non è un addio, è un arrivederci: stasera Djo suona a Milano al Parco della Musica.

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