L’effetto che fanno i Foo Fighters accompagnati da un’orchestra | Rolling Stone Italia
«È una festa»

L’effetto che fanno i Foo Fighters accompagnati da un’orchestra

E che orchestra: la band di Dave Grohl si è esibita all’Hollywood Bowl con la LA Phil diretta da Gustavo Dudamel

L’effetto che fanno i Foo Fighters accompagnati da un’orchestra

Dave Grohl

Foto: Theo Wargo/Getty Images

«È una festa», dice Dave Grohl scolandosi dello champagne direttamente dalla bottiglia. È sabato sera e il concerto sold out dei Foo Fighters all’Hollywood Bowl sta per finire. È incredibilmente la prima volta che la band, pur essendo in giro da 32 anni, si esibisce al Bowl, uno dei posti iconici di Los Angeles. Grohl non si riferisce solo alla performance della band, ma alla grandiosità di tutta la serata durante la quale hanno suonato sia hit, sia pezzi meno noti accompagnati dalle decine di elementi della Los Angeles Philharmonic diretta da Gustavo Dudamel alla penultima serata alla guida della LA Phil prima di trasferirsi dall’altra parte del Paese per dirigere la filarmonica di New York.

Dudamel e la sua orchestra hanno aggiunto un bel po’ di drammaticità ai pezzi dei Foos. I fiati hanno fatto sembrare The Pretender il tema inedito di un film di James Bond, mentre durante Razor, pezzo acustico non molto noto tratto da In Your Honor, gli archi hanno ripreso i principali temi strumentali principali. Dopo aver suonato per la prima volta dal 2007 un altro pezzo più delicato, Home, Grohl ha ammesso che «ogni volta che lo suoniamo non c’è modo che riesca ad arrivare alla fine senza piangere». E sulla possibilità di suonare all’Hollywood Bowl con l’orchestra: «Vorrei che potessimo farlo ogni sera, per il resto delle nostre vite, con questa gente straordinaria».

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Tra gli altri momenti salienti, un coro gospel ha aggiunto armonia e gioia a The Sky Is a Neighborhood e Run, mentre Aurora è stata resa in una versione lunga e piena d’emozione. La band l’ha dedicata a Taylor Hawkins, come fa regolarmente da quando se n’è andato. «Gli sarebbe piaciuto da morire», ha detto Grohl.

Il concerto si è chiuso con Everlong, mentre l’orchestra e il coro esplodevano in un crescendo e i fuochi d’artificio sincronizzati con la musica illuminavano il Bowl. “If anything could ever be this good again”, cantava Grohl e direi che le 17.500 persone presenti erano d’accordo: difficilmente accadrà nuovamente qualcosa di altrettanto bello.

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Da Rolling Stone US.