Gli “alieni” Angine de Poitrine alla conquista dell’America | Rolling Stone Italia
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Gli “alieni” Angine de Poitrine alla conquista dell’America

La febbre non cala, il pubblico impazzisce, StubHub incassa, i truffatori truffano. Un racconto da Los Angeles, col lieto fine

Gli “alieni” Angine de Poitrine alla conquista dell’America

Angine de Poitrine

Foto: Josh Martin per Rolling Stone US

Becky è arrivata senza biglietto in auto da San Diego. Martedì all’1:03 del pomeriggio la donna, 37 anni, ha parcheggiato vicino alla Teragram Ballroom, a downtown Los Angeles, è corsa da Target ed è tornata di fronte al locale alle 14:34, quasi sei ore prima dell’apertura delle porte e tutto questo per un concerto per il quale non era riuscita a comprare il biglietto.

Per settimane ha visto salire i prezzi sulla rivendita per lo show sold out. «È disgustoso», dice. È stata pure truffata, ma è venuta lo stesso e ha passato il pomeriggio a distribuire acqua e Nerds Gummy Clusters a gente che non conosceva e che come lei cuoceva sotto il sole a 32 gradi.

Frank, 52 anni, ha sborsato 375 dollari su StubHub per un biglietto che non gli è mai stato consegnato. Era in fila anche lui, nella speranza che al botteghino avvenisse un miracolo.

Nel tardo pomeriggio, la coda si è allungata da West 7th Street fino a Hartford Avenue, con bambini e pensionati in abiti a pois, tutti lì ad aspettare Khn e Klek de Poitrine, ovvero gli Angine de Poitrine, il duo del Québec formato da due trentenni di Saguenay che si esibiscono nei panni di alieni di 333 anni di età e che sono diventati uno dei gruppi live più richiesti del pianeta.

Secondo StubHub, Los Angeles è il mercato più forte in assoluto per la band a livello globale. Qui viene rivenduto circa un quinto di tutti i biglietti del tour mondiale di 47 date finiti sul mercato secondario. È il doppio della quota della città che occupa il secondo posto. Le due serate al Teragram sono rispettivamente la prima e la seconda per la quantità di domanda della tournée. Rispetto agli altri 137 eventi ospitati dal locale negli ultimi 12 mesi, per ciascuna serata hanno venduto circa il 1100% in più di biglietti sul mercato secondario.

In una sala da 625 persone. In un giorno feriale.

Succede per una band di math rock microtonale. Khn suona una chitarra-basso a doppio manico costruita su misura, con il doppio dei tasti rispetto al normale su ciascun manico, e unisce in tempo reale le due parti grazie a loop azionati coi pedali. Klek suona la batteria utilizzando tempi dispari che metterebbero a dura prova anche una sezione ritmica esperta. Non c’è nulla di preregistrato. Ogni strato sonoro viene costruito dal vivo, in costume e con una visibilità limitata.

Foto: Josh Martin per Rolling Stone US

A catturare l’attenzione sono i costumi. Le trecce dorate di Khn spuntano da sotto una piramide rovesciata, mentre Klek sembra il figlio illegittimo, in versione medievale, di Bunsen e Beaker. Sono entrambi ricoperti di pois bianchi e neri sui vestiti e sulla pelle, con decorazioni dorate triangolari.

Il loro manager, Sébastien Collin, paragona l’esperienza alla scelta di quale regalo di Natale scartare. «La confezione ti spinge a sceglierne uno o l’altra, ma non c’è trucco, dentro c’è vera musica».

Martin, musicista di professione e terzo nella fila fuori dal locale, racconta che per settimane un amico lo ha tormentato affinché guardasse la session degli Angine de Poitrine per KEXP. Alla fine ha premuto play sul telefono. «Passano dieci secondi e penso: che schifezza è questa?». Due secondi dopo: «Mi è cambiata la vita».

Non è successo solo a lui. Il video di KEXP, un’unica take registrata al festival Trans Musicales di Rennes, in Francia, a dicembre e pubblicata il 5 febbraio, ha superato i 18 milioni di visualizzazioni su YouTube. La sezione dei commenti conta circa 73mila interventi, con persone che si convincono in tempo reale a superare lo scetticismo.

La storia però non comincia lì. Quando sono diventati virali, gli Angine de Poitrine avevano già conquistato il Canada francofono. Nell’estate del 2025 hanno fatto 25 concerti nel Québec, attirando pubblici così numerosi da riempire e superare la capienza dei palchi secondari dei festival diventati troppo piccoli per il duo. Prima di Natale avevano già venduto più di 5000 biglietti per un tour di aprile 2026 nella provincia, compresi due sold out consecutivi al Club Soda di Montréal.

Intanto i negozi di dischi non riuscivano a soddisfare la richiesta del loro primo album. Quando a giugno Vol. II è uscito in vinile in tutto il mondo, due mesi dopo la pubblicazione in digitale, la band lo ha tolto dal sito per fare in modo che potessero venderlo soltanto i negozi fisici. Alcuni sono rimasti aperti fino a mezzanotte per farlo.

Nello stesso mese, gli Angine de Poitrine hanno attirato decine di migliaia di persone al Montreal International Jazz Festival, il pubblico più numeroso accorso in quel posto dai tempi di Stevie Wonder, nel 2009.

Foto: Josh Martin per Rolling Stone US

Il loro primo concerto americano è stato il 31 luglio al Newport Jazz Festival. Da allora hanno fatto registrare due sold out consecutivi a Denver. Al Field of Vision, il festival in Colorado organizzato dai King Gizzard and the Lizard Wizard, hanno fatto urlare il pubblico all’unisono «Ho-ly-shit!». Il coro si è sentito anche al Teragram, dopo una frenetica Yor Zarad che ha dato il via al primo mosh pit della serata, trasformando la platea in un vortice. Sono riapparsi anche i dadi gonfiabili che nel weekend rimbalzavano tra il pubblico del Field of Vision.

Prima dell’inizio del concerto, i fan si sono accalcati sotto il palco per guardare i due musicisti che hanno montato personalmente l’attrezzatura, già mascherati ma non ancora nei costumi completi. Poi, durante il concerto, ogni volta che Khn e Klek sollevavano le mani formando dei triangoli, il pubblico rispondeva facendo altrettanto. Si sono accovacciati durante Tamebsz? La gente ha fatto lo stesso. E quando hanno agitato le braccia durante Fabienk – il pezzo in cui una voce sembra dire “See-bas-tieeeeen”, un riferimento al loro manager – la gente ha alzato le braccia e scandito il nome. Ogni sorso bevuto attraverso tubicini collegati alle bottiglie d’acqua, progettati per permettere loro di bere con indosso le maschere, ha provocato le suppliche dei fan delle prime file, che chiedevano uno spruzzo.

Tra di loro c’erano anche Becky e Frank. Sono tornati a casa felici, così come circa altri 600 tra i loro nuovi amici sudati. Becky è persino riuscita a riavere i suoi soldi. Qualcuno sta già parlando di andare alle due serate degli Angine de Poitrine al Wiltern, a dicembre. Quei concerti? Ovviamente sold out.

Da Rolling Stone US.