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È tornata la femmina alfa Dua Lipa

Tutina giallo neon, palle da discoteca, roller, aerobica: ieri sera a Miami la popstar ha portato sul palco per la prima volta ‘Future Nostalgia’, trasportando i fan in un presente e in un futuro alternativi

Dua Lipa in concerto a Miami

Foto: Mickey Pierre-Louis per Rolling Stone US

Il futuro non è mai grandioso come uno se l’immagina. Tolti i touchscreen e le auto elettriche, questo primo scorcio di decennio non è come ce l’avevano promesso, sconquassato com’è stato dalla pandemia. Eppure ieri sera, nel primo show dell’attesissimo tour di Future Nostalgia, Dua Lipa è riuscita a trasportarci in un passato e in un futuro alternativi, e questo nonostante le mascherine indossate dal pubblico. Un presente e un futuro in cui un evento di quelli che accadono una volta ogni cent’anni non ha interrotto l’inevitabile ascesa al trono del pop di Lipa.

I fan hanno dovuto aspettare un sacco di tempo per vedere Dua Lipa portare sul palco il suo best seller retrofuturistico. Il tour è stato annunciato nel dicembre 2019 e rimandato tre volte prima dell’esordio di ieri sera alla FTX Arena di Miami. I fan non hanno tenuto conto della temperatura scesa sotto i 18 gradi e si sono abbigliarti seguendo il tema futuristico-nostalgico della serata: abiti d’oro scintillante, mostrine galattiche, stivali in finta pelle bianca, un paio di parrucche rosa, un sacco di paillettes.

Il pubblico riserva una buona accoglienza agli opening act Lolo Zouaï e Caroline Polachek. Quest’ultima, in particolare, col suo vestito traslucido da ninfa attira un sacco d’attenzione, a giudicare dal numero di telefoni usati per farle un video. Quando le luci si spengono nuovamente sulle note di Body Funk dei Purple Disco Machine, appare la scritta “In Stereocolor: Future Nostalgia” con un font in stile Miami Vice. In linea con questa estetica anni ’80, i ballerini vengono introdotti attraverso un montaggio video colorato che fa molto corso di aerobica. Intanto, le prime note di Physical riempiono l’arena.

Foto: Mickey Pierre-Louis per Rolling Stone US

Ed ecco Dua Lipa in una tutina giallo neon con guanti abbinati lunghi oltre il gomito, affiancata da ballerini in tenuta da allenamento. Scende lungo la passerella che divide in due la buca e appare come la femmina alfa quale dice d’essere nella title track dell’album. Nell’arco di 90 minuti si sentono 18 canzoni piene d’energia. Sono quasi tutte tratte dal secondo album, compresi i pezzi della Moonlight Edition, più due canzoni dal debutto omonimo e le collaborazioni con Calvin Harris, Silk City ed Elton John. Persino il singolone IDGAF è relegato a un intermezzo.

In un momento che i fan che hanno visto il live streaming Studio 2054 avranno trovato famigliare, Lipa canta Cool insieme a un gruppo di ballerine su rollerblade e sotto una palla da discoteca in computer grafica, per poi scappare per il cambio d’abito. Durante la pausa i fan si sgolano cantando IDGAF, ma l’intervallo spegne l’energia dello show, un calo di ritmo che probabilmente verrà aggiustato nel resto del tour.

Foto: Mickey Pierre-Louis per Rolling Stone US

Nella seconda parte il mood anni ’80 lascia spazio a un’atmosfera da graphic novel, con Lipa calata in un set sottomarino. Vestita con un abito bianco scintillante, canta We’re Good, un lato B di Nostalgia, seduta di fronte a un’enorme aragosta che sarebbe stata benissimo nell’Halftime Show di Katy Perry.

Lipa è sempre stata brava a gestire gli imprevisti, almeno da quando l’album è stato leakato a marzo 2020. È riuscita a tenere alta l’attenzione del pubblico sul progetto per quasi due anni, pubblicando una versione estesa, un disco di remix, un live in streaming celebrato un po’ da tutti.

Quando intona Hallucinate, nella terza parte del concerto, vestita con un top nero, shorts, calze rosa e sneakers, si lascia andare e ignora la coreografia, saltando da una parte all’altra del palco con la stessa leggerezza che s’immagina avesse quando andava ai rave a Londra.

Foto: Mickey Pierre-Louis per Rolling Stone US

A fine show, quasi a ricordare al pubblico che è oramai una superstar, Lipa riemerge per un’ultima volta in un body nero dai riflessi accecanti, una cosa tipo l’outfit di Cher in If I Could Turn Back Time. Coi capelli svolazzanti, canta una versione bella tosta della title track di Future Nostalgia e infine Don’t Start Now.

Nello show c’è tutta la forza pop di Dua Lipa. Ci saranno pure voluti due anni per portare Future Nostalgia sul palco, ma la cantante ha usato questo tempo per affinare i suoi talenti e trasformarsi in una diva pop ancora più forte, indiscutibile.

Future Nostalgia Set List:
“Physical”
“New Rules”
“Love Again”
“Cool”
“Pretty Please”
“Break My Heart”
“Be the One”
“IDGAF” (Interlude)
“We’re Good”
“Good in Bed”
“Fever”
“Boys Will Be Boys”
“Club Future Nostalgia”
“One Kiss”
“Electricity”
“Hallucinate”
“Cold Heart”
“Levitating”

Encore:
“Future Nostalgia”
“Don’t Start Now”

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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