Bruce Springsteen è tornato a Broadway per ridarci un po’ di speranza | Rolling Stone Italia
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Bruce Springsteen è tornato a Broadway per ridarci un po’ di speranza

Nuove canzoni introdotte nello show, qualche battuta sull’arresto per guida in stato di ebbrezza, la malattia della madre, la politica: ecco cosa è successo nel primo show post pandemico del rocker

Bruce Springsteen sul palco del St. James Theatre

Foto: Taylor Hill/Getty Images

La pandemia non finirà tutta d’un colpo. Joe Biden non atterrerà su una portaerei vestito da pilota con alle spalle l’enorme scritta “Mission Accomplished”. Non ci sarà una giornata di festa in cui tutte le chiese del Paese suoneranno le campane e gli sconosciuti si abbracceranno a Times Square. E mentre la variante Delta continua a diffondersi aumentando i contagi ovunque, dall’India all’Irlanda, sembra che ci vorrà ancora del tempo prima che il Covid-19 diventi un brutto ricordo.

Sabato sera, però, è stato fatto un grosso passo avanti verso la normalità quando Bruce Springsteen è salito sul palco del St. James Theater di New York per il ritorno in scena di Springsteen on Broadway. Era la sua prima volta di fronte a un pubblico da gennaio 2020 e anche il primo show a Broadway dall’inizio della pandemia. Il pubblico, tra cui sedevano Steve Van Zandt, il segretario dei trasporti Pete Buttigieg, Brian Williams e altri fan famosi del Boss, l’ha accolto con il classico grido “Bruuuuce” che ha sovrastato i cori dei no vax che manifestavano all’esterno del teatro.

«È fantastico avervi tutti qui stasera», ha detto Springsteen dopo l’apertura con Growin’ Up e un monologo leggermente rivisitato sulla sua giovinezza. «Senza mascherina, seduti uno accanto all’altro in una sala. C’è voluto tanto tempo. È una grande serata. Che periodo… sono sul pianeta da 71 anni e non avevo mai vissuto niente di simile. E sono stato fortunato. Non ci siamo ammalati e abbiamo lavorato. Ho pubblicato un disco con la E Street Band. Abbiamo girato un film, Letter to You. Ho fatto uno show radiofonico e un podcast con il Presidente degli Stati Uniti. Mi hanno anche ammanettato e sbattuto in prigione».

Springsteen si riferisce, ovviamente, all’incidente accaduto a novembre 2020 in cui è stato arrestato per guida in stato d’ebbrezza nella Gateway National Recreation Area del New Jersey, dopo aver bevuto due shot di tequila. Prima dello show, Springsteen non aveva mai commentato pubblicamente la vicenda, se non durante un’apparizione in tribunale dove le accuse più serie sono state ritirate (alla fine ha ricevuto solo una multa di 540 dollari per aver consumato alcol in una zona dov’è proibito farlo).

«Non mi sono svegliato una mattina pensando: “Ora salgo in moto e vado a farmi arrestare», ha detto. «Ho fatto l’udienza su Zoom! Il processo si chiamava: United States of America vs. Bruce Springsteen. Fa sempre piacere sapere che l’intero Paese è unito contro di te. “Hai fatto una cosa così orrenda che ha offeso l’intera nazione! Tu, fuorilegge recalcitrante, hai bevuto due shot di tequila!”. Mi vogliono bene in New Jersey!».

Il discorso ci ha ricordato quante cose sono successe dal dicembre 2018, quando Springsteen on Broadway ha chiuso una serie di spettacoli lunga 14 mesi. Era prima della pandemia, di George Floyd e Black Lives Matter, della sconfitta di Trump alle elezioni e delle proteste, dell’inaugurazione di Biden, dei vaccini e della graduale riapertura della società.

Foto: Taylor Hill/Getty Images

La struttura dello show è rimasta pressoché intatta, familiare per chiunque abbia visto anche solo lo speciale su Netflix, ma Springsteen ha comunque tolto qualche canzone (Brilliant Disguise, Long Walk Home e Born to Run) e cambiato alcuni monologhi per raccontare quel che è cambiato nell’ultimo periodo.

Purtroppo, negli ultimi anni la salute della madre è continuata a peggiorare. Springsteen ha raccontato le ultime novità trattenendo a stento le lacrime, poi ha suonato una versione commovente di The Wish. «Soffre di Alzheimer da dieci anni», ha detto. «Ne ha 95. Ma la voglia di ballare non l’ha mai abbandonata. Non può parlare. Non può stare in piedi. Ma quando mi vede sorride e ci diamo un bacio. Fa un suono e so che significa “Ti voglio bene”. Quando metto un disco di Glenn Miller inizia a muoversi sulla sedia, si allunga verso di me, la prendo tra le mie braccia e balliamo insieme».

La prima vera deviazione dalla scaletta del 2017/18 è arrivata durante il segmento dello show con Patti Scialfa, dove dopo la solita Tougher Than the Rest i due hanno suonato, in un duetto provocante e divertente, Fire. Il pezzo ha messo in mostra le doti vocali di Scialfa e rappresenta il loro amore meglio di quanto faceva la triste Brilliant Disguise.

Subito dopo è arrivato il segmento politico, dove i riferimenti a Trump e Charlottesville sono stati sostituiti da un nuovo discorso sul mondo nel 2021. «Viviamo tempi difficili e preoccupanti», ha detto Springsteen. «Non credo di aver mai visto in vita mia un periodo in cui la democrazia è così seriamente in pericolo. Non parlo della scelta del tizio che comanderà per i prossimi quattro anni, ma della sopravvivenza della democrazia stessa. Lo stato di diritto, la dichiarazione dei diritti e la Costituzione sono stati allegramente bastonati, disprezzati e calpestati, e ho paura per noi. Capisco chi scende in strada a protestare. Sono tempi spaventosi, confusi».

Springsteen non nomina mai George Floyd o Black Lives Matter, ma dopo il discorso ha suonato una versione da brividi di American Skin (41 Shots), chiarendo a tutti la sua posizione. Quella canzone è stata scritta più di vent’anni fa come risposta alla morte di Amadou Diallo, un immigrato ucciso dalla polizia di New York. Dopo solo un giorno dalla condanna di Derek Chauvin, è sembrata incredibilmente potente.

Il resto dello show – i monologhi sulla sua infanzia a Freehold, sul padre, su Clarence Clemons, il Vietnam e i viaggi del 1970 – è rimasto identico. Ma l’incubo della pandemia e il ritorno della musica dal vivo hanno reso tutto più fresco. E ogni scusa è buona per riascoltare The Promised Land, Thunder Road e Trent Avenue Freeze-Out in un “piccolo” teatro.

Va detto che il St. James Theatre è il doppio del Walter Kerr Theatre, la sala che ha ospitato la prima versione di Springsteen on Broadway. Quel palco così enorme faceva sembrare lo show meno intimo, ed è possibile che i fan in fondo alla sala non siano riusciti a sentire Springsteen quando si allontanava dal microfono (il posto è comunque 50 volte più piccolo delle solite location dei live del Boss).

Tutte le repliche dello show di Broadway si chiudevano con Born to Run, ma questa volta è toccato a I’ll See You in My Dreams, un pezzo di Letter to You. Springsteen l’ha suonata dopo un discorso in cui ha spiegato che nessuno va via per davvero se continuiamo a ricordarlo. È sembrato un finale perfetto.

“Vi rivedrò nei miei sogni”, ha cantato, “quando tutte le estati saranno finite, vi vedrò nei miei sogni. Ci incontreremo, vivremo e ci ameremo ancora”.

Se tutto dovesse andare secondo i piani, il mondo rivedrà Springsteen in tour con la E Street Band nel 2022. Fino ad allora, il Boss terrà banco al St. James Theater e ricorderà ai fan (almeno a quelli vaccinati) che siamo nella fase finale della pandemia, e che ci aspettano tempi migliori.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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