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Ariete al Forum, è tutta una questione di empatia

Brani d’amore e inni emo identitari cantati a squarciagola da un pubblico di giovani entusiasti: sul palco della data milanese funziona tutto

Foto: Arianna Carotta

Per Ariete quella milanese di ieri sera è l’ultima data del tour nei palazzetti. I famosi “palazzetti”, insieme agli stadi e alle arene, termometro di questo pop impazzito come il clima. Però ogni concerto, ogni palazzetto, ogni tour è una storia a sé che l’artista scrive insieme al suo pubblico, e di questo la cantante romana, che incontro per una chiacchiera veloce nel backstage del Forum prima del live, ne ha piena consapevolezza e rispetto.

Ce lo mostra nelle sue Stories sui social quando passa a trovare la sera prima del suo concerto romano le persone che si fanno la notte per assicurarsi un posto sotto palco: «È un’emozione incredibile, ci vado apposta. Cinquanta persone al freddo che si fanno la notte fuori è una follia, e sarebbe altrettanto folle che io non passassi a fare un saluto. E così che ricordo chi sono stata, chi sono e chi voglio essere per gli altri»
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E non è solo per vedere l’effetto che fa, c’è qualcosa di più, forse il segreto che lega questa ragazza alla sua sempre più numerosa fan base: una famiglia allargatissima in cui Ariete è allo stesso momento fan e star, la pischella che fino a qualche anno fa si appostava per ore davanti all’albergo di Shawn Mendes per poter incontrare il suo idolo e che oggi riceve caramelle alla fragola – omaggio alla sua recente hit – e proposte di matrimonio sul palco del Forum.

Ariete. Foto: Arianna Carotta

E su quel palco tutto funziona: sparisce la stanchezza dopo tre anni e mezzo di non stop, e scompare una mezza influenza che fino all’ultimo ha messo a dura prova la sua voce, «ma stasera è a posto, o almeno spero». Rimangono solo le canzoni cantate a squarciagola da un pubblico di giovani entusiasti: brani d’amore, inni emo identitari, farfalle nello stomaco e poesia metropolitana, e sopra tutto un mood di emozione ed empatia davvero rari nel pop italiano. Empatia che non nasce a caso: già negli affollati in store di un mese fa, per la presentazione del nuovo album La Notte, Ariete era rimasta ore, paziente e rispettosa del suo pubblico, fino a firmare l’ultimo cd, fino a scattare l’ultima foto con «chi magari ha aspettato ore e quei pochi minuti assieme gli svoltano la giornata, la settimana, alcuni addirittura la vita». Una devozione mista a riconoscenza – «è grazie a loro che sono qui, non potrei non farlo» – che ho visto solo durante gli estenuanti firma copie di Zero Calcare in cui il fumettista affronta vere e proprie maratone di disegnino per accontentare tutti.

E ora il Forum, Ariete torna a Milano – «insieme a Roma la data più importante» – a poco più di un anno dalla data del Carroponte, in mezzo c’è stato Sanremo e una nuova consapevolezza: «non si scherza più, siamo in un palazzetto, lo standard dello show è di un altro livello perché è un privilegio suonare qui ma anche una grande responsabilità. Io ho molte meno ansie, sono più sicura, ho lavorato tanto sulla voce e ho una band super».

Ariete parla molto tra un pezzo e l’altro, instaura un vero e proprio dialogo col pubblico, con naturalezza ma anche col mestiere ormai della performer navigata che sa alternare i vari «daje riga!» e scatti Be Real con chi sta sotto palco al training motivazionale – «io ci credo in voi» – e all’understatement auto ironico: «Quando ho pubblicato questa canzone – Quel bar – non pensavo di cantarla neanche alla Sagra della porchetta, figurati al Forum!». Ma soprattutto ha il dono di creare una comunità progressista e consapevole (vorrei dire anche “de sinistra” ma temo suoni un po’ cringe nel contesto, lo scrivo solo qui, tra parentesi) attraverso poche semplici parole di inclusione e rispetto delle diversità: «Mi piace portare avanti questo tipo di messaggi, so come farlo, e non mi voglio impelagare in cose che poi vanno a finire male come l’anno scorso quando ho provato a dire qualcosa sul governo Meloni e poi mi hanno tagliato le gambe».

E allora ecco una scritta al neon finale a mo’ di striscione «Non siete come gli altri» e dei video sul ledwall girati dal collettivo Folloz fuori dal Forum con ragazze e ragazzi che raccontano di outing, coming out e delle difficoltà cha accompagnano ogni percorso di scoperta e accettazione di se stessi. E tra le bandiere arcobaleno oggi sventola anche quella con Ariete, nonostante a lei non piaccia essere definita portavoce di una generazione. Forse perché questa generazione una voce ce l’ha, e quella di Ariete è solo più intonata e amplificata, ma la missione rimane farsi coraggio e andare avanti insieme, star che sono fan e fan che sono star.

Foto: Arianna Carotta

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