Liberato conquista Procida | Rolling Stone Italia
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Liberato conquista Procida

Un concerto in spiaggia, al tramonto, annunciato poche ore prima. Come un film, ma è successo davvero grazie alla collaborazione tra il cantautore e Voiello

Prendete l’isola di Procida, un giorno d’estate caldissimo, una spiaggia di sabbia scura e una chiatta sul mare, a pochi metri dalla riva. Poi, a un certo punto, da lontano, arriva un’imbarcazione. Sopra c’è Liberato, che sale sulla chiatta e si mette a suonare. Sembra un po’ la scena di un film ma è quello che è successo ieri sull’Isola di fronte a Napoli. Quando il sole ha cominciato a tramontare Liberato e il suo quartetto d’archi sono letteralmente comparsi MIEZ’O MARE, di fronte alla Spiaggia della Lingua. Qui potete vedere com’è andata:

I più attenti avevano notato che stava per succedere qualcosa. Nei giorni scorsi erano usciti dei teaser, senza però annunciare cosa sarebbe successo, e soprattutto dove. Solo foto e video dell’uomo più misterioso di Napoli, sulla barca. Poi ieri, intorno alle 17, l’annuncio. Poche ore che hanno permesso ai fan di raggiungere l’isola. Ci dirigiamo alla Spiaggia della Lingua anche noi, e ci sono già decine di persone che indossano la sua maglietta. Giovani, giovanissimi, ma pure meno giovani attrezzati con sedie pieghevoli. Perché mica te lo perdi un concerto così, sulla spiaggia.

Lui arriva e si siede al pianoforte. Fa caldo, caldissimo, nonostante questo l’outfit di Liberato non cambia. Cappuccio, felpa nera, maschera. Si comincia con Anna, da Liberato II, il disco uscito quest’anno. Si continua con Guagliuncella napulitana, Nunneover, Oi Marì. La spiaggia le canta tutte. Liberato suona il piano, parla poco, giusto un «tutto apposto guaglio’?» prima di cominciare. Arriva 9 maggio, il pezzo con cui abbiamo conosciuto tutto il suo mood romantico-street. Poi Gaiola Portafortuna, Partenope, Me staje appennenn’ amo’, Tu t’e scurdat’ ‘e me. In meno di un’ora Liberato è arrivato, ha suonato e se n’è andato da dove è venuto. Destinazione? Si chiedono i fan pronti a seguirlo (alcuni di loro sono venuti in barca). Nessuno lo sa. «So’venuto a Procida e te si’ scurdato e me», chiude lui. Il racconto delle nostre stories:

Il concerto, nato dall’incontro tra Voiello e LIBERATO, è stato organizzato proprio a Procida che quest’anno è Capitale Italiana della Cultura 2002. Un’unione d’intenti che ha voluto accendere i riflettori sulla bellezza dell’Isola: «Quando nasci in un luogo come Napoli, lo spirito della città te lo porti dentro. L’esuberanza, la generosità, l’estro, la capacità di mordere la vita, sono i valori che Voiello, profondamente legato alle sue origini partenopee, porta in vita ogni giorno e vuole raccontare anche al di fuori dei confini regionali» – afferma Carolina Diterlizzi, VP Marketing Italia Barilla – «LIBERATO è la perfetta incarnazione della napoletanità moderna, che raggiunge le nuove generazioni, avendo sempre chiare e salde le proprie radici. Siamo entusiasti dell’incontro con l’artista: la musica è un potente veicolo emotivo in grado di arrivare a più persone, attraverso un linguaggio diretto, coinvolgente ed appassionante. Con lui condividiamo l’amore per Napoli e la voglia di mostrare le sue tante luci».

L’iniziativa di ieri si va a incastrare con altre attività pensate da Voiello per Procida. Come il benvenuto preparato dalla marca campana per tutti coloro che si fermano sull’isola (presso le strutture ricettive selezionate i visitatori sono accolti da un Welcome Kit contenente una confezione in edizione limitata del formato di pasta fatto solo con Grano Aureo 100% italiano insieme a un set di ricette firmate dallo chef procidano Marco Ambrosino e a una speciale cornice per inquadrare e fotografare gli scorci più panoramici di quest’isola che si percorre da un lato all’altro in soli 6000 passi). Ma anche come l’opera realizzata dal brand per Procida: una luminaria realizzata dall’artista Domenico Pellegrino, in collaborazione con l’illustratrice Claudia Bartoli, che non potrete non notare appena sbarcati. Un arco luminoso collocato all’ingresso di Via Vittorio Emanuele, l’arteria che dal porto principale di Marina di Procida conduce al cuore dell’isola. Nun chiagne cchiù, te porto sott’â luna.