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Liam e Noel raccontano ‘(What’s The Story) Morning Glory?’ canzone per canzone

«Non inventiamo nulla. Facciamo rock and roll. E il rock and roll non morirà mai». Ecco come i Gallagher hanno descritto il classico del 1995. «Bravo Liam, un bel colpo di genio, ma non avrai un soldo di royalties»

Foto: Niels van Iperen/Getty Images

«Non inventiamo nulla. Facciamo rock and roll. E il rock and roll non morirà mai» (Noel Gallagher, 1995)

1Hello

«Tutti citano la cosa di Gary Glitter (“Hello, hello, it’s good to be back!”), ma ce l’ho messa lì per scherzo. Me la rido quando scrivo canzoni tipo questa, mi chiedo che diranno gli altri quando la sentiranno. Mi sono sempre ripromesso di cambiare quella parte, ma alla fine l’ho lasciata e vaffanculo. Se non riesco a toglierla, mi sono detto, vuol dire che deve rimanere» (Noel Gallagher, 1995).

2Roll With It

«Mi piace il feeling. È un pezzo rock di quelli semplici» (Noel Gallagher, 1995).

«Quando sono sul palco, faccio il mio lavoro. Non bado ad altro, zero distrazioni. Faccio un lavoro serio, y’know what I mean?» (Liam Gallagher, 1995).

3Wonderwall

«Il titolo originale era Wishing Stone. M’è venuto da mettere quel capotasto quando abbiamo suonato al Cathouse di Glasgow coi Verve. Ho incontrato una ragazza, siamo andati nella mia stanza d’hotel e lei in tasca aveva un sasso. Mi è venuto quel titolo ed è rimasto Wishing Stone per un’eternità finché un giorno ascoltando Wonderwall Music di George Harrison ho avuto l’illuminazione: figo, c’è anche una connessione coi Beatles» (Noel Gallagher, 2013).

4Don’t Look Back in Anger

«Ad ogni San Patrizio mamma ci scattava una foto e la spediva alla nonna che viveva in Irlanda. Di solito la si faceva vicino al fuoco. Era una casa popolare, non c’era un camino, ma una piccola stufa a gas. Diceva sempre: mettetevi lì vicino al fuoco che vi scatto una foto. I primi album sono pieni di ricordi d’infanzia» (Noel Gallagher, 2013).

«Il passaggio che fa “So Sally can wait” è mio. Non vi dirò di cosa tratta, ma eravamo in America e Noel suonava questo pezzo. Gli ho detto: “Sai che cosa devi cantare in quel passaggio? So Sally can wait”. E lui: “Bello”. Ma non lo ammetterà mai, è fatto così» (Liam Gallagher, 1995).

«È stato Liam e tirare fuori il nome Sally. La cantavo a un soundcheck. Lui mi ha chiesto: chi è Sally? E io: in che senso? E lui: Sally può aspettare? Gli ho detto: bel colpo di genio, ma non avrai un soldo di royalties» (Noel Gallagher, 1995).

«Our kid ha detto: “devi scegliere fra Wonderwall e Don’t Look Back in Anger”. Gli ho risposto: “testa di cazzo, le voglia cantare tutte e due”. Alla fine ho scelto Wonderwall, ma onestamente non avrei mai cantato Don’t Look Back in Anger come fa lui. È davvero forte» (Liam Gallagher, 1995).

«Parla di non farsi troppe storie per le cose dette o fatte in passato. Parla di guardare avanti, non indietro. La gente che parla di quel che poteva accadere in passato mi fa incazzare» (Noel Gallagher, 1995).

5Hey Now!

«Le parole seguono la melodia. Sono un irlandese di prima generazione e perciò nei miei testi c’è sempre un po’ di malinconia, ma è quel tipo di tristezza che ti tira su» (Noel Gallagher, 2013).

6Untitled (The Swamp Song – Excerpt 1)

«È una jam, davvero… All’inizio il titolo era, incredibilmente, The Jam. Poi, quando Paul Weller ci ha suonato sopra, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio cambiarlo, perché sembrava una presa per il culo, tipo “Paul Weller plays the Jam”» (Noel Gallagher, 1998).

7Some Might Say

«“Alcuni dicono di non credere nel paradiso, andate a dirlo a chi vive all’inferno”. Non sono religioso o spirituale, non credo. Forse quel verso parla di me. I poveri sono spesso sfruttati dalla religione. La gente più povera del mondo ha Dio, è tutto quello che ha. Credo che vadano avanti grazie all’idea del paradiso. Il resto di noi non vede Dio così spesso, no?» (Noel Gallagher, 1998).

8Cast No Shadow

«A prescindere dalla loro posizione, gli artisti sono sempre alla ricerca di qualcosa. “Quando si sono presi la sua anima hanno rubato il suo orgoglio”, si riferisce a quando il pubblico sente i tuoi testi e può scoprire che cosa provi. Diverse persone hanno provato a spiegarmi cosa volessi davvero dire quando ho scritto quella canzone. Gli ho detto che hanno torto, ma in realtà penso che hanno ragione, cazzo» (Noel Gallagher, 1995).

«Mi fa piangere, va dritta al cuore» (Bonehead, 1995).

9She’s Electric

«”Io sarò te e tu sarai me” viene da Stop, Look and Listen. A scuola ogni tanto si guardava la tv. Ricordo di aver visto l’edizione inglese di Sesame Street. Mi è rimasta dentro per anni, fino a quando non ho scritto She’s Electric» (Noel Gallagher, 2013).

10Morning Glory

«È una canzone cinica sulla droga… (What’s The Story) Morning Glory? parla di cosa significa stare in gruppo. Sei giorni su sette ti diverti un casino, ma metà delle canzoni di quel disco sono state scritte nel settimo giorno» (Noel Gallagher, 1995).

11Untitled (The Swamp Song – Excerpt 2)

«All’inizio si sente il rumore del pubblico. Abbiamo preso la batteria dalla performance a Glastonbury. Aveva il ritmo giusto, poi abbiamo sovrainciso le chitarre. Credo di aver suonato il basso, mentre la chitarra è di Paul Weller. Era venuto per suonare il solo di Champagne Supernova e abbiamo pensato di tirare fuori il massimo dai soldi che avremmo speso. Suona anche l’armonica a bocca» (Noel Gallagher, 1998).

12Champagne Supernova

«Probabilmente non sarò più altrettanto psichedelico. Il brano ha un significato diverso a seconda del mio umore. Quando sono di cattivo umore, parla di sentirsi intrappolato e soffocato. È un’epopea. Racconta di quando sei giovane e vedi la gente che suona nelle band, pensi a cosa hanno fatto per te e scopri che non hanno fatto niente. Da ragazzino sei convinto che i Sex Pistols conquisteranno il mondo e ammazzeranno tutti. Le band come i Clash si sono semplicemente esaurite. Il punk doveva essere la rivoluzione, ma cosa ha fatto? Vaffanculo. La scena di Manchester doveva essere il più grande movimento del pianeta, ma non è stata niente. Quando abbiamo iniziato a suonare abbiamo deciso che non avremmo fatto niente per nessuno, volevamo solo scrivere grandi canzoni» (Noel Gallagher, 1995).

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