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‘Led Zeppelin II’, il capolavoro del rock

Oggi nel 1969 usciva un disco con cui Jimmy Page e soci avrebbero scritto la storia della musica, da ‘Whole Lotta Love’ a ‘Bring It On Home’
Foto di Michael Putland/Getty Images

Foto di Michael Putland/Getty Images

Sul secondo disco si sente l’identità della band che si afferma», ha detto Page. Se il primo album è stato registrato in tre settimane dopo un solo tour di due settimane iun Scandinavia, Led Zeppelin II nasce nel corso di sei mesi di tour tra Londra, New York, Vancouver e Los Angeles, con la band che si porta dietro i nastri master anche in nave. «È stato folle», ricorda Page, «non avevamo tempo e scrivevamo le canzoni nelle stanze d’albergo. Quando è uscito l’album ero veramente stufo, non lo sopportavo più. Lo avevo ascoltato così tante volte in così tanti posti diversi, avevo perso fiducia». In realtà è uno dei dischi più grandi, potenti e osceni di sempre, con le radici piantate sia nel blues del Delta che in quello di Chicago, nella psichedelia anni ’60 e in una dinamica musicale capace di andare dalla delicatezza alla cattiveria pura.

Dal caos apocalittico di Whole Lotte Love al riff veloce come un proiettile di Heartbreaker fino al blues impazzito di Bring It on Home. «Sono state le prime canzoni scritte espressamente per la band», ha detto Page allo scrittore Mick Wall, «musica fatta su misura per gli elementi a disposizione. Sapevo per esempio che Bonzo avrebbe cominciato a pestare a un certo punto e quindi gli davo l’occasione per farlo». Meno di quattro mesi dopo l’album di debutto, uscito nel gennaio del ’69, la Atlantic Records sta già incitando la band a pubblicare altro materiale in tempo per il Natale. Ad aprile i Led Zeppelin entrano agli Olympic Studios con il tecnico del suono George Chkiantz. Whole Lotta Love è una delle prime cose che registrano, un pezzo costruito intorno a un riff che Page inventa durante una delle loro esecuzioni dal vivo da 15 minuti di As Long As I Have You, con Plant che prende il testo direttamente da You Need Love, un pezzo registrato da Muddy Waters nel ’62.

La finiscono a New York con Eddie Kramer, tecnico del suono di Hendrix, che aiuta a realizzare la terrificante sezione di mezzo incorporando una varietà di suoni: la chitarra slide di Page mixata al contrario, un misterioso theremin, un orgasmo femminile e un’esplosione di napalm. «È quello che la psichedelia sarebbe diventata se fosse riuscita ad arrivare fino a lì». Gli assoli di chitarra vengono registrati nei corridoi dello studio, Bonham suona la parte di percussioni di Ramble On su una custodia della chitarra, lo sgabello della batteria o un cestino della spazzatura (nessuno se lo ricorda) e il suo momento più importante, l’assolo di Moby Dick, viene costruito mettendo insieme diverse registrazioni fatte in vari studi separatamente.

Jimmy Page dei Led Zeppelin. Foto di Robert Knight Archive/Redferns

La registrazione è fatta in questo modo personalizzato, ma il risultato è pienamente realizzato. What Is and What Should Never Be usa il missaggio in stereo per far rimbalzare la chitarra di Page e il grido di Plant da una cassa all’altra, come in un bad trip sotto acido. The Lemon Song, la loro versione di Killing Floor di Howlin’ Wolf, viene registrata dal vivo con un cambio di tempo tra frenetico e calmo apparentemente senza soluzione di continuità, mentre Plant grida la famosa frase: “Spremi il mio limone finché il succo non gocciolerà dalle mie gambe”. Thank You, un canto folk immerso nel suono dell’organo di Jones e nella chitarra a dodici corde di Page, è uno dei primi pezzi scritti da Plant, dedicato alla moglie. È un periodo di intensi cambiamenti: in meno di un anno, la band passa da girare in macchina in Inghilterra sotto la neve per andare a fare concerti a passare settimane allo Chateau Marmont, guardare gli show di Elvis a Las Vegas in prima fila e passare il tempo con l’elite delle groupie di Los Angeles, le leggendarie GTO.

In mezzo a tutto questo caos, tuttavia, i Led Zeppelin riescono a rimanere concentrati e a lavorare affannosamente. Page è un perfezionista dello studio che si oppone a ogni forma di distrazione. A luglio, subito dopo la festa per il disco d’oro vinto da Led Zeppelin al Plaza Hotel di New York, convoca la band in studio per registrare. «C’era la necessità di stare in America», ha detto Bonham, «mi ricordo che siamo usciti dall’aeroporto per incontrare le nostre mogli, le abbiamo accompagnate in hotel e poi siamo andati direttamente in studio a registrare Bring It on Home. Abbiamo trascorso la maggior parte dell’anno così». «Potevo vedere le conseguenze della fatica in Jimmy», ha detto Richard Cole a proposito delle session di registrazione a Londra, «aveva il volto tirato, le occhiaie sempre più profonde, e ha cominciato a fumare più del solito». Una fatica che viene ripagata. Persino Living Loving Maid (She’s Just a Woman), un pezzo rock che Page ha detto di aver scritto a proposito di “una donna degenerata di una certa età che cerca in tutti i modi di essere giovane” e che definirà come la canzone dei Led Zeppelin che gli piace di meno, ha una qualità innegabile. In agosto la band finisce di registrare, e Page e Kramer mixano il disco in due giorni agli A&R Studios di New York usando un mixer Altec a 12 piste: «Il più primitivo che si possa immaginare», come ha detto Kramer.

Led Zeppelin II esce il 22 ottobre del 1969 e vende tre milioni di copie in sei mesi, superando Abbey Road dei Beatles al n.1 in classifica. Whole Lotta Love arriva al n.4 in America nel gennaio del 1970, anticipando l’heavy metal di un decennio. «Tutta la nostra vita è cambiata», ha detto Page, «in un modo così rapido che non eravamo certi di riuscire a gestirlo».

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