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Le rivelazioni contenute nel vocale di 22 minuti di Britney Spears

La popstar ha parlato in modo approfondito della conservatorship per la prima volta da quando è tornata libera: manipolazioni e traumi, ma anche piani di fuga e la campagna #FreeBritney

Britney Spears a Las Vegas nel 2018

Foto: Wireimage

Per la prima volta da quand’è tornata libera, Britney Spears ha parlato in modo approfondito del periodo di conservatorship durato quasi 14 anni da cui è uscita «traumatizzata». L’ha fatto in un messaggio audio caricato domenica sera su YouTube in modalità “non in elenco”.

Nei 22 minuti dell’audiomessaggio, la cantante ci va giù pesante e incolpa la famiglia d’averla sfruttata e lasciata al suo destino finché Spears non ha trovato la forza di reagire.

«Mi hanno uccisa, letteralmente», dice la cantante. «Mi hanno gettata via. Ecco come mi sono sentita, come una che la famiglia ha buttato via».

«Non guadagno alcunché a condividere queste storie. Mi hanno chiesto di essere intervistata da Oprah e da altri, offrendomi un sacco di soldi. Ma è una follia. Non m’interessa. Per me, questa storia va oltre un’intervista».

Pur ammettendo di avere paura del giudizio altrui, Spears si dice molto più serena oggi e si augura che la scelta di condividere la sua storia possa aiutare non solo se stessa, ma anche gli altri.

«Come posso rimediare se non ne parlo? In questo momento ho una canzone fantastica con uno degli uomini più brillanti del nostro tempo (si riferisce a Hold Me Closer con Elton John, ndr) e sono grata per questo, ma se siete tipi strani e introversi come me, gente che si sente spesso sola, e magari avete bisogno di sentire una storia come questa per non sentirvi soli, sappiatelo: la mia vita non è stata facile e voi non siete soli».

Ecco otto cose che abbiamo imparato dal messaggio-bomba che getta nuova luce sul periodo più buio di Spears.

1 È convinta d’essere stata incastrata

«Ho parlato con accento britannico con un dottore affinché mi prescrivesse dei medicinali e tre giorni dopo è arrivata una squadra della Swat a casa mia», racconta Spears a proposito del comportamento che avrebbe giustificato il suo ricovero ospedaliero forzato a inizio 2008. È stato quel ricovero a spingere un giudice a decidere per la prima volta a favore della conservatorship su base emergenziale.

Secondo il padre, la cantante era incapace d’intendere e volere, e c’erano voci secondo cui si comportava in modo bizzarro. Spears afferma che era molto più semplicemente giovane e voleva divertirsi. «Letteralmente, il limite estremo della mia follia consisteva nel rincorrersi coi paparazzi, che è ancora oggi una delle cose più divertenti che abbia mai fatto».

«Ora so che era tutto premeditato», dice a proposito della conservatorship. «Una donna ha suggerito l’idea a mio padre e mia madre lo ha aiutato a realizzarla. Era tutto organizzato. Nel mio organismo non c’erano droghe, né alcol, non c’era niente. È stato un puro abuso».

La madre di Britney, Lynne, ha risposto alla cantante su Instagram: «Britney, per tutta la vita ho fatto del mio meglio per sostenere i tuoi sogni e desideri. E ho fatto del mio meglio anche per aiutarti a superare le difficoltà. Non ti ho mai voltato le spalle e mai lo farò. Sono stati i rifiuti che ho ricevuto da te le tante volte che sono venuta o ti ho chiamata che mi hanno fatto sentire impotente. Le ho provate tutte. Ti amo tanto, ma è un discorso che dobbiamo fare io e te, di persona, in privato» (gli avvocati del padre di Spears non hanno replicato immediatamente a una richiesta di commento).

2 A Las Vegas si è sentita un robot

Nonostante il successo dei suoi concerti a Las Vegas, Spears era demoralizzata e per questo motivo non è riuscita a esibirsi al suo solito livello. Non è stato facile vedere i suoi ballerini uscire la sera a spassarsela a Vegas, mentre lei non poteva farlo.

«So che le mie esibizioni erano tremende», ammette la cantante. «Indossavo delle parrucche, mentre gli altri ballerini facevano tutti queste belle mosse sexy e io mi sentivo come un robot con quei trattamenti sulla testa. Onestamente, non me ne fregava più niente perché tanto non potevo andare dove volevo. Non potevo avere le tate che desideravo. Non potevo avere soldi».

Spears aggiunge che il modo in cui è stata trattata ne ha ammazzato lo spirito: «Ero diventata una macchina. Ero una cazzo di macchina. Non ero più umana».

3 Le è stato imposto di mentire circa le ragioni del ricovero del 2019

Dopo la prima residency a Las Vegas chiamata Piece of Me, Britney era eccitata dall’idea di farne una seconda nel 2019 titolata Britney: Domination. Durante una prova, però, le cose hanno preso una piega imprevista. «Ho detto di no a un balletto. “Non possiamo fare quest’altro, invece?”. Lavoravo duramente e l’unica volta in cui ho voluto dire la mia si sono incazzati. Improvvisamente l’atmosfera si è guastata e i direttori e produttori sono andati nel backstage a parlare di quel che era successo».

Racconta Britney che il giorno dopo le è stato detto che la residency era stata rimandata e che l’avrebbero ricoverata in una struttura. «Volevano che dicessi su Instagram che lo facevo perché mio padre era malato e io avevo bisogno di cure». Pur non volendolo fare, ha acconsentito a farlo perché si è sentita minacciata.

«Mio padre mi ha chiamata al telefono, io piangevo e pensavo: “Ma perché mi fate questo?”. E lui: “Dai retta ai medici, ti diranno loro che fare, io ora non posso aiutarti”».

Secondo Spears, le ultime parole del padre prima di riattaccare sono state minacciose: «Non devi andare per forza. Ma se non ci vai, andremo in tribunale, ci sarà un grande processo e perderai. Ho molte più persone di te dalla mia parte. Tu manco hai un avvocato. Quindi non pensarci nemmeno».

«Mi hanno manipolata per farmi sentire come se avessi bisogno di loro», ricorda la cantante. Il messaggio era: se non fai quello che ti diciamo, ti faremo vedere chi comanda.

4 Ci sono nuovi dettagli sugli abusi del padre

«La cosa che ricordo più distintamente del primo periodo è il controllo esercitato da mio padre. Voleva avere il controllo totale su di me. Il primo giorno m’ha detto. “Io sono Britney Spears e io prendo le decisioni”. Ho obbedito. Mio fratello giocava a football. Papà era stato molto duro con lui quand’era più giovane, molto violento».

«Dovevo fare quello che mi dicevano, questa è l’unica cosa che ricordo. Ogni giorno mi dicevano che ero grassa. Dovevo fare esercizio fisico. Non mi sono mai sentita tanta demoralizzata, mi hanno fatto sentire uno schifo. E non mi sono ribellata perché avevo paura».

5 Aveva un piano di fuga segreto

Ora è sposata con Sam Asghari, il personal trainer e attore che ha incontrato sul set del video di Slumber Party, ma tempo fa Spears ha pensato di fuggire dal Paese con un uomo misterioso con cui era in contatto durante la residency a Las Vegas.

«Parlavo con quest’uomo che voleva lasciare il Paese con me», confessa Britney. «Era tutto pronto per scappare assieme. Era una relazione segreta. Ma la mia paura più grande era questa: “Cosa farebbe mio padre se facessi qualcosa di sbagliato? Cosa farebbe se lasciassi il Paese?”. Immagino che mi avrebbe rinchiusa o fatto del male».

La parte peggiore della storia è questa: «Nonostante alla fine abbia scelto di non far nulla di sbagliato, lui ha continuato a farmi del male».

6 L’album “Glory” ha riacceso la fiamma

«Per qualche ragione ho risentito quella scintilla. Ricordo che stavo registrando Glory e per qualche ragione, credo perché stavo producendo e facendo musica in una piccola casa in stile spagnolo, ho sentito di nuovo un fuoco dentro di me. Alla fine delle registrazioni di Glory le cose hanno iniziato a prendere un’altra piega perché stavo riacquisendo una certa fiducia in me stessa. Le persone che mi erano vicine hanno iniziato a chiedersi: “Aspetta un attimo, che sta succedendo? Sta iniziando a dire la sua, potrebbe non essere una cosa positiva”».

«Con la fiducia arriva l’illuminazione, e questo ti fa pensare meglio. L’ultima cosa che volevano è che stessi meglio perché non sarebbero più stati in grado di controllarmi. È stato difficile perché ho dovuto fingere ogni giorno che stesse andando secondo i loro piani».

7 Andare agli incontri degli alcolisti anonimi le piaceva

«Mi costringevano ad andare a questi incontri anche se non ero un’alcolista. Però mi piacevano, erano pieni di gente brillante. Raccontavano le proprie storie all’interno di un gruppo di donne e uomini che cercavano di essere persone migliori in grado di aiutare il prossimo».

8 La campagna #FreeBritney e una persona in particolare l’hanno aiutata

Spears ha nuovamente confermato di essere venuta a conoscenza della campagna #FreeBritney grazie alla tv, riconoscendo le magliette rosa e sentendone parlare tramite il passaparola. Ma è ancora meravigliata da come dei completi estranei abbiano lottato per lei mentre la sua famiglia non faceva nulla a riguardo.

Ricorda di aver visto uno dei membri del movimento rilasciare un’intervista nella quale, ammettendo di potersi sbagliare, si diceva certo che le persone che erano a capo della conservatorship «stavanno facendo qualcosa di sbagliato». Ricorda questa frase: «Non so cosa le stiano facendo, ma lo sento nel cuore».

«La cosa difficile da comprendere era che quella gente era per strada a lottare per me, mentre mia sorella e mia madre non facevano nulla», spiega Britney. «Alla mia famiglia, in fondo, piaceva il fatto che fossi io quella cattiva, quella problematica, e hanno lasciato che le cose rimanessero così. Sennò perché non sono venuti a casa mia dicendomi: “Tesoro, sali in auto, ce ne andiamo”?».

Tradotto da Rolling Stone US.

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