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Le prime band delle rockstar: i Radiohead e i sassofoni degli On a Friday

Prima di cambiare la storia dell’alternative rock, Thom Yorke, Jonny Greenwood e gli altri si ispiravano agli Smiths e scrivevano anche canzoni allegre. Poi, nell’estate del 1991, è cambiato tutto

Radiohead

Foto: Rai Radio 2


Anche le leggende del rock hanno cominciato da qualche parte. Esplorare i primi progetti delle star significa ritrovarsi in un mondo bizzarro dove Michael Bolton e Billy Joel suonano metal, Madonna è la batterista di un gruppo post punk e Ronnie James Dio un teen idol. Finito l’ascolto, le domande superano di gran lunga le risposte. Neil Young e Rick James hanno davvero suonato insieme in un gruppo in stile Motown? Lemmy indossava un rosario al collo sul palco? Perché i Radiohead erano fissati col sax? Per scoprirlo non resta che leggere le storie delle prime band delle future leggende della musica. In questo episodio: gli esordi dei Radiohead.

Quando nel 1985 i futuri membri dei Radiohead si sono incontrati per la prima volta in una classe dell’Abingdon School, nell’Oxfordshire, hanno legato grazie alla passione per la musica e non certo per i tecnicismi. «Abbiamo iniziato a studiare i nostri strumenti perché volevamo suonare assieme, non perché volessimo diventare dei virtuosi», ha detto Colin Greenwood all’Irish Times nel 2001. «Avevamo un approccio collettivo, e se potevi contribuire facendo suonare il tuo strumento a qualcun altro, allora era davvero figo». Hanno deciso di provare tutti i venerdì nella sala musica della scuola, e così è nato il nome del gruppo: On a Friday.

Durante il periodo ad Abingdon i concerti erano pochi e radi, eppure diverse demo dell’epoca sono sopravvissute. La più antica contiene quattro tracce e risale al 1986, prima che il fratello giovane di Colin (Jonny Greenwood) entrasse nel gruppo. Brani come Fragile Friend, Girl (In the Purple Dress), Everybody Knows e Fat Girl fanno venire in mente una lista di influenze eterogenea che comprende Smiths, Sonic Youth, Pixies e tutte le band new wave con inutili assolo di sassofono. In più, una demo del 1988 contiene un brano con un titolo impensabile per una band famosa per le sue riflessioni cupe: Happy Song, in cui appare persino una marimba.

Nel 1987, quando i membri si sono diplomati, gli On a Friday si sono fermati. Tutti, tranne il giovane Greenwood, hanno cominicato a frequentare l’università. Per quasi quattro anni si sono incontrati solo nei weekend e in vacanza. Poi, nell’estate del 1991, hanno deciso di dedicarsi alla musica a tempo pieno. Hanno affittato una casa a Oxford e perfezionato il nuovo materiale nella vicina Jericho Tavern, che con il tempo è diventata la loro base. «Vestivamo solo di nero e suonavamo a volumi folli, pensavamo che bisognasse fare così», ha detto Colin di quei primi concerti.

Durante una di queste performance al Jericho hanno attirato l’attenzione di Chris Hufford e Bryce Edge. Il duo di manager ha prodotto una demo professionale – in cui appaiono le future canzoni dei Radiohead You, Thinking About You e Prove Yourself – che nel 1992 gli ha fruttato un contratto di sei album con la EMI. Su insistenza dell’etichetta la band ha abbandonato il nome On a Friday, che più avanti Thom Yorke definirà «il peggiore di sempre». Al suo posto si sono ispirati a una canzone minore dei Talking Heads del 1986: Radio Head.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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