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Le prime band delle rockstar: Eddie Vedder e i Bad Radio

Prima di diventare un simbolo del grunge, il cantante dei Pearl Jam distribuiva cassette, fotocopiava poster e scriveva canzoni per un gruppo funk-rock. «Aveva già deciso di dedicare tutta la sua vita alla musica»

Eddie Vedder

Foto: Gie Knaeps/Getty Images

Anche le leggende del rock hanno cominciato da qualche parte. Esplorare i primi progetti delle star significa ritrovarsi in un mondo bizzarro dove Michael Bolton e Billy Joel suonano metal, Madonna è la batterista di un gruppo post punk e Ronnie James Dio un teen idol. Finito l’ascolto, le domande superano di gran lunga le risposte. Neil Young e Rick James hanno davvero suonato insieme in un gruppo in stile Motown? Lemmy indossava un rosario al collo sul palco? Perché i Radiohead erano fissati col sax? Per scoprirlo, non resta che leggere le storie delle prime band delle future leggende della musica. In questo episodio: Eddie Vedder e il suo gruppo funk-rock, i Bad Radio.

Quando non faceva il turno di notte come vigilante in un hotel o a una pompa di benzina, era facile trovare il giovane Eddie Vedder in uno dei club della zona di San Diego, registratore in mano, impegnato ad arricchire la sua formidabile collezione di bootleg. Avido consumatore di musica, ha trovato una band con cui suonare le proprie composizioni nel 1986 rispondendo a un annuncio pubblicato sul San Diego Reader da un gruppo in cerca di un cantante. I Bad Radio si ispiravano ai Duran Duran e ad altre band new wave, ma speravano che un nuovo frontman li aiutasse ad avvicinarsi all’alternative rock. Felici della demo che Vedder aveva registrato a casa – una cover di Atlantic City di Bruce Springsteen – l’avevano chiamato per un’audizione. Oltre a lui si erano presentati altri due cantanti. Ma il lavoro era suo.

La voce di Vedder non aveva ancora il suo timbro caratteristico ed ero terrorizzato dal palco a tal punto da nascondersi per il primo concerto dietro a grossi occhiali da sole, ma anche grazie a lui il gruppo conquistò un buon numero di fan. Suonavano un funk-rock che somigliava più ai Red Hot Chili Peppers che agli inni grunge che Vedder avrebbe interpretato più avanti.

Oltre che dal talento vocale, i musicisti della band erano colpiti dall’abbondanza di materiale originale che Vedder continuava ad accumulare, tra cui una prima bozza di un futuro classico dei Pearl Jam, Better Man. I Bad Radio non hanno mai registrato in studio, ma nel 1989 hanno messo insieme due cassette: Tower Records Demo (il titolo è il nome della catena che la vendeva) e What the Funk, finanziata dopo aver vinto una “battaglia tra band” organizzata da 91X, una stazione radio di San Diego.

Spinto da una volontà instancabile che ai compagni della band potevano scambiare per prepotenza, Vedder è diventato famoso come uno dei membri più attivi della scena di San Diego. Oltre a scrivere il grosso della musica del gruppo, trovare posti in cui suonare e distribuire cassette alle radio locali, disegnava gli artwork, fotocopiava i poster e cercava di restare in contatto con i promoter che gli capitavano davanti. Ma era frustrato dai pochi progressi fatti dal gruppo.

«Vincevamo le battaglie delle band solo grazie all’intensità, ma veniva tutta da me», ha detto a Rolling Stone nel 1996. «Non riuscivo a convincere nessuno degli altri a mollare le loro stronzate». I litigi interni diventarono sempre più seri e Vedder iniziò ad accusare gli altri di apatia. «Venivamo alle mani, non facevo che dirgli di lavorare di più».

Eddie Vedder ha lasciato definitivamente la band nel febbraio del 1990. «Eravamo su livelli diversi», ammetterà in seguito il bassista Dave Silva. «Ci aveva superati, già allora dedicava la sua intera esistenza alla musica».

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