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La storia di Sid & Nancy e di quella notte al Chelsea Hotel

Il 12 ottobre 1978 la 20enne Nancy Spungen fu ritrovata morta sul pavimento del bagno di una stanza del Chelsea Hotel. Sid Vicious confessò l'omicidio, ma la verità potrebbe essere molto diversa

Nel 1975, una ragazza 17enne di Philadelphia chiamata Nancy Spungen lasciò l’Università del Colorado per trasferirsi a New York. Si fece strada nell’emergente scena punk – incontrando artisti fondamentali come Johnny Thunders e Cheetah Chrome. Spungen si impose velocemente come una sorta di nuova groupie, come l’ha definita il giornalista punk Legs McNeil in un’intervista del 2008 per New York Magazine – e riuscì a incarnare l’anima più oscena del movimento. “Eravamo stanchi di essere gentili. Volevamo mandare tutti al diavolo”, ha detto McNeil. “La sinistra ha inventato questa cosa del politicamente corretto. Il punk doveva fare incazzare tutti, far pensare la gente”.

Molti pensavano che Spungen fosse irritante, ma c’era una persona che non si preoccupava del suo aspetto grottesco: Sid Vicious, il bassista dei Sex Pistols. I due si incontrarono a Londra nel 1977 e diventarono presto una coppia. Vagavano per il Regno Unito e gli States – prima con i Pistols e poi, quando la band si è sciolta, da soli. Poi, il 12 ottobre 1978, la 20enne Spungen morì dissanguata sul pavimento del bagno di una stanza del Chelsea Hotel di New York. Mesi dopo, mentre aspettava di essere processato per omicidio, Vicious morì di overdose. Per molti era la fine di un’era.

“Comprava la droga per la band”

Nata nei sobborghi di Philadelphia nel 1958 da una famiglia borghese, Nancy è stata descritta dalla mamma Deborah come una ragazza difficile. In una biografia scritta dopo la sua morte, Deborah racconta di una figlia violenta, che urlava e maltrattava i fratelli.

A 11 anni, Spungen venne espulsa da scuola e inviata in un istituto del Connecticut per bambini difficili, dove si diplomò a 16 anni. Passò anche del tempo in un centro di igiene mentale e, quando era ancora adolescente, le venne diagnosticata la schizofrenia. Prima di partire per New York, frequentò brevemente l’Università del Colorado.

Spungen arrivò a New York proprio durante l’esplosione del movimento punk e dell’epidemia di eroina che avrebbe funestato la città. “Lei è sempre stata onesta: comprava la droga per la band”, ha detto la fotografa Eileen Polk, che all’epoca la frequentava. “Per essere una groupie dovevi essere magra e indossare vestiti alla moda… ma Nancy era diversa. Non voleva essere né carina, né attraente. Non diceva alla gente che faceva la modella o la ballerina. Aveva una massa di capelli unti ed era sovrappeso. In pratica diceva: sì, sono una prostituta e non me ne frega niente”.

Nel 1977, Spungen seguì Johnny Thunders e Jerry Nolan degli Heartbreakers a Londra. È lì che incontrò John Simon Ritchie, meglio conosciuto come il bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious.

“In fondo, Sid era timido”

I Sex Pistols si formarono nel 1972, ma fino al 1975 – quando il loro manager, Malcolm McLaren, trovò John Lydon e gli cambiò il nome in Johnny Rotten – non ebbero molto successo. L’anno successivo firmarono un contratto per EMI. Poi, alla fine del 1976, la band entrò nel mainstream con la hit caustica Anarchy in the U.K.. Qualche mese dopo, il bassista Glen Matlock lasciò la band dopo un litigio con Johnny Rotten. A febbraio del 1977, John Ritchie, uno dei primi fan del gruppo, prese il nome di Sid Vicious ed entrò nella band – anche se all’epoca non sapeva affatto suonare il basso.

La madre di Vicious era un’eroinomane, e Sid sembrava attirato dalle personalità forti. “In fondo, era un timido”, scrisse Dennis Morris in Never Mind the Bollocks: A Photographic History of the Sex Pistols. “Credo che avesse paura del pubblico”.

Quando incontrò Nancy Spungen, i due diventarono inseparabili. “Nancy insegnò a Sid tutto quello che c’era da sapere sul sesso, la droga e la vita dei rocker di New York”, scrisse Malcolm McLaren in un articolo del Daily Beast. Gli altri membri del gruppo odiavano Spungen, una donna combattiva e dominante. Il loro disprezzo era così profondo che le vietarono di partecipare al loro tour del 1978.

“Era una tossica e spacciava. Era un’influenza davvero, davvero, davvero cattiva su gente che era già molto incasinata. Combinava sempre qualche guaio”, ha detto Lee Childers, il tour manager degli Heartbreakers.

Sid Vicious era una persona molto incasinata. Anche il sito ufficiale dei Sex Pistols ammette che la sua tossicodipendenza creò problemi alla band, che interruppe un tour già funestato da molti litigi interni. Spungen aveva alimentato le rispettive dipendenze e, secondo il tour manager Nils Stevenson, Sid iniziò a “disprezzare qualsiasi cosa tranne Nancy e l’eroina”. I Sex Pistols si sciolsero dopo un’ultima performance a San Francisco nel gennaio 1978.

“Nancy fu il suo primo e unico amore”

Il 24 agosto 1978, Vicious e Spungen si trasferirono al Chelsea Hotel di New York, che in passato aveva ospitato artisti del calibro di Bob Dylan, Patti Smith e Jackson Pollock. Nella notte dell’11 ottobre, “diversi ospiti della stanza videro Sid mentre prendeva almeno 30 Tuinal – una dose molto maggiore di quella che farebbe perdere i sensi a chiunque – e restò in stato comatoso fino al mattino successivo”, ha scritto Sherrill Tippins, autrice di Inside the Dream Palace: The Life and Times of New York’s Legendary Chelsea Hotel.

Secondo la ricostruzione del New York Magazine, ecco che cosa accadde la notte dell’omicidio: alle 2,30 del mattino, Spungen chiese a Rockets Redglare – guardia del corpo occasionale di Vicious e spacciatore – di recuperare del Dilaudids, un antidolorifico a base di oppio. Verso le 7,30 del mattino, dalla stanza di alcuni ospiti dell’hotel si sentivano “gemiti femminili”. Alle 10 del mattino, Vicious chiamò la reception chiedendo aiuto. Nancy Spungen, accoltellata allo stomaco, era morta dissanguata sul pavimento del bagno. Aveva 20 anni.

“Vicious, che fu ritrovato mentre vagava nei corridoi in stato d’agitazione, venne arrestato e accusato di averla assassinata”, ha scritto l’inglese Independent. “All’inizio confessò il crimine, ma successivamente negò tutto. Diceva che al momento dell’omicidio era ancora addormentato”.

“Un doppio suicidio fallito?”

Le teorie sulla morte di Spungen continuano a circolare ancora oggi, e molti suggeriscono che Vicious non fosse il vero colpevole. Qualcuno è convinto che l’accoltellamento sia stato il risultato di una rapina andata male. Qualcun altro dice che fu lei, che aveva un certo gusto per i gesti drammatici, a colpirsi da sola, e Vicious non riuscì ad aiutarla perché aveva preso troppa droga. Il documentario del 2009 Who Killed Nancy? suggerisce che Vicious non l’avrebbe mai potuta uccidere poiché “fuori gioco” per colpa dei farmaci.

Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, la pensa allo stesso modo e in un articolo per il Daily Beast ha scritto che Vicious non avrebbe mai ucciso la fidanzata e che forse la sua morte era un doppio suicidio fallito. “Era il primo e unico vero amore della sua vita… sono sicuro della sua innocenza”. McLaren ha aggiunto che dalla stanza mancava del denaro, rubato mentre quello “stupido e imbranato” di Vicious era “svenuto sul letto”.

Secondo un’altra teoria fu Rockets Redglare, lo spacciatore che portò la droga quella sera, a uccidere Spungen. Secondo Phil Strongman, autore del libro Pretty Vacant: A History of Punk, Spungen avrebbe beccato Redglare mentre cercava di rubare il denaro dalla stanza, così lui l’avrebbe accoltellata per poi scappare. “Quando ha notato che Sid era pallido e addormentato sul letto, Redglare ha deciso di rubare un po’ di soldi”, ha scritto. “Nancy ha visto il tentativo di furto e gli è saltata addosso. Quando lui l’ha accoltellata, la ragazza si è accasciata immediatamente sul pavimento e Redglare è scappato convinto che nella stanza ci fossero due cadaveri”.

Strongman aggiunge che nel gennaio del 1978 Redglare avrebbe confessato il furto e l’omicidio al punk club CBGBs. “Disse a della gente che era stato lui a derubare e accoltellare Nancy Spungen e per provarlo mostrò a tutti una serie di banconote sporche di sangue”, ha scritto (Redglare è morto nel 2007).

Non è mai stata aperta una vera inchiesta sull’omicidio di Nancy

Nei giorni successivi all’omicidio di Nancy Spungen, Sid Vicious fu rilasciato su cauzione, fissata a 25mila dollari e pagata dalla Virgin Records, la loro etichetta dell’epoca. A causa dello sconforto causato dalla morte della sua ragazza, cercò di suicidarsi tagliandosi i polsi, ma senza successo, così come riferì il Guardian.

Poco tempo dopo, come racconta il Daily Record, la cauzione di Vicious venne revocata dopo che il cantante aggredì il fratello di Patti Smith, Todd Smith, con “una bottiglia di Heineken rotta” in un bar di New York. Sid venne spedito a Rikers Island, un prigione di New York, poi liberato su cauzione aggiuntiva di 10mila dollari, come riportato dal Guardian.

In seguito alla sua seconda scarcerazione, Vicious e i suoi amici organizzarono un party al Greenwich Village, nell’appartamento della sua nuova ragazza, Michelle Robinson. La madre del cantante, Anne Beverley, si trovava a New York e, secondo quanto raccontato in Pretty Vacant, fu lei a portare la droga per la festa. La mattina del 2 febbraio del 1979, nell’appartamento di Robinson, Sid Vicious fu trovato senza vita dalla madre e dalla ragazza. Come riportato dal Guardian, la polizia trovò una siringa, un cucchiaio e una siringa vicino al corpo di Vicious. La causa della morte era stata un’overdose di eroina. Aveva 21 anni.

Gli amici della coppia e alcuni reduci della scena punk sono rammaricati dal fatto che la polizia non ha mai aperto un’indagine sull’assassino di Spungen. “L’omicidio di Nancy non è mai stato realmente indagato”, ha detto la fotografa Eileen Polk all’Independent. “All’epoca erano circondati da tante persone pericolose. Se Sid non fosse morto sarebbe stato assolto”. Nel 2014, Johnny Rotten ha detto all’Independent di sentirsi ancora in colpa per la morte di Sid, innanzitutto per averlo fatto entrare nella band.

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