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La storia di Billy Corgan e della chitarra che ha inseguito per 27 anni


«È incredibile», dice il frontman degli Smashing Pumpkins della sua vecchia Stratocaster, ritrovata dopo anni di ricerche. «Questa chitarra ha cambiato il suono della band, e la mia vita. È una giornata fantastica»

Billy Corgan e la sua vecchia Stratocaster

Foto via Twitter

Più o meno un anno dopo l’uscita del debutto degli Smashing Pumpkins, Gish, un ladro rubò la chitarra preferita di Billy Corgan. Era giugno 1992, e la band aveva appena finito di suonare alla Saint Andrew’s Hall di Detroit, quando un amico del gruppo, che faceva il roadie, gli disse: «Qualcuno è scappato dal retro con la tua chitarra». Erano passati poco più di cinque minuti dalla fine dello show, racconta Corgan. «Pensavo: “Ma come diavolo è possibile? Dov’è la sicurezza? Dov’eri tu?”». Corgan compilò una denuncia alla polizia e offrì $10mila per la restituzione, garantendo anche che non avrebbe fatto domande.

Poi, per i successivi 27 anni, ha sentito voci e indiscrezioni sull’apparizione dello strumento perduto. «Ne ho sentito parlare talmente tante volte che sono arrivato al punto di non crederci più,», dice a Rolling Stone. «Era il tesoro perduto di Barbanera, qualcosa del genere».

Martedì scorso la fortuna di Corgan è cambiata. Un suo amico l’ha contattato inviandogli la foto di una chitarra che assomigliava allo strumento rubato. Corgan, però, era ancora incredulo. «Alcune settimane prima avevo ricevuto una foto di uno dei miei strumenti, e ho scritto al tizio: “Come hai fatto ad avere la mia chitarra?”. Alla fine era solo una replica. Ma aveva gli stessi adesivi, consumati esattamente nello stesso modo. Ci sarei cascato». Per questo ha deciso che questa volta avrebbe verificato di persona. E per fortuna, questa chitarra era la Fender Stratocaster che andava cercando da più di 25 anni.

La chitarra è tornata a Corgan dalle mani di Beth James, una mamma che non suona la chitarra ma abita a Flushing, Michigan, a un’ora e mezza circa da Detroit. Beth trovò la chitarra a una rivendita di quartiere, e la comprò per $200. «La verniciatura mi sembrava figa», dice. «Non sapevo davvero nulla di quella chitarra. Avevo detto a mio marito di averla pagata solo $100, mi avrebbe ucciso se avessi speso di più». La chitarra è rimasta nella sua cantina per 10 o 12 anni.

Le figlie di Beth non hanno mai suonato lo strumento, che è riapparso quando cercava oggetti da rivendere al mercato dell’usato. «A dire la verità volevo comprare una vasca da bagno, e mio marito non voleva aiutarmi, quindi mi sono detta: “Beh, venderò un po’ di questa roba”», dice. «Tutti mi dicevano che la chitarra valeva un po’ di soldi. Così ho letto qualche articolo».

Beth non è una grande fan degli Smashing Pumpkins – è più un tipo da Rolling Stones – ma ha riconosciuto alcune delle loro canzoni quando un’amica ha iniziato ad aiutarla a ricostruire la storia dello strumento. L’amica l’aveva riconosciuto da un articolo online, e le ha chiesto: «Ma questa è la chitarra che hai in cantina, non è vero?». «Sono andata nel panico», dice Beth. Ha cercato di contattare Corgan con un messaggio privato su Facebook, ma non ha mai ricevuto risposta. Poi, lo scorso dicembre, il fratello della sua amica l’ha messa in contatto con Alex Heiche, fondatore di Sound Royalties, un’azienda che si occupa di finanziamenti per artisti alla ricerca di fondi.

«Billy è davvero stoico», dice Heiche, che ha coordinato la reunion. «Non si lascia andare a molte espressioni facciali. Ma quando ha aperto la custodia si è paralizzato. Tutti sono rimasti in silenzio. Poi ha detto: “è lei”».

«Era davvero felice», dice.

La chitarra ha un significato particolare per Corgan, perché cambiò il suo modo di approcciare lo strumento. Jimmy Chamberlain, il batterista dei Pumpkins, gliel’ha venduta nel 1989 o 1990 per $275. Corgan non aveva mai suonato una Stratocaster prima di quel momento: era cresciuto suonando le Flying V di suo padre, e quel nuovo strumento gli sembrava molto diverso. «Ha cambiato istantaneamente il suono della band, e il mio stile di chitarrista», dice. «Quando la rubarono pensai: “Oh cavolo, la mia chitarra”. Mi identificavo molto con questo strumento».

La differenza, spiega, è tutta nel manico, che secondo lui assomiglia a quello di un violino. Corgan è un mancino che suona da destro (il padre gli aveva detto che suonando da mancino non avrebbe mai trovato strumenti decenti), e la Stratocaster è la prima chitarra che gli ha fatto sentire quello che suonava. «Appena ho preso in mano la Strato… è come se avesse preso vita», dice. «Tutto quello che facevo sembrava amplificato. Sono troppo aggressivo con la mano sinistra e molto meno con la destra, e questo è lo stile che il pubblico associa alla band. Su quella Stratocaster… riuscivi a sentire tutto quello che volevo fare».

«Abbiamo iniziato a incorporare quello stile con quello di James Iha, e all’improvviso il suono della band è diventato più bello, psichedelico, spazioso», dice. «Ha cambiato la direzione delle nostre vite».

Nonostante non sia sicuro dell’anno di produzione, Corgan crede che la sua sia una Stratocaster del ’74. «Non è possibile saperlo senza togliere il manico», dice. Non sarebbe comunque un problema per i collezionisti, disposti a comprarla solo perché è passata dalle dalle sue mani. Gli anni ’70 sono stati un periodo complicato per Fender, CBS aveva acquistato l’azienda e tagliato i costi di produzione. «La produzione era molto discontinua», dice Corgan. «Davvero, una chitarra era fantastica e quella successiva non lo era affatto. Comprare uno strumento era come cercare il Santo Graal delle chitarre. E io pensavo di averlo trovato. Quando sono andato via da Saint Andrews mi sentivo come se avessi perso un grande amore. Non l’ho più trovata».

A un certo punto ha trovato una chitarra dal suono simile, ma non identico. I liutai di Fender gli hanno spiegato che quel suono così unico dipendeva dal luogo di provenienza del legno, oppure dal modo in cui erano stati avvolti i magneti in fase di produzione. Comunque, quella chitarra aveva qualcosa di speciale. «Suonavamo in maniera parecchio aggressiva, all’epoca», dice. «Quindi avevo tutto l’attacco delle Stratocaster, ma con un sacco di suono. Di solito le Stratocaster ad alto gain suonano un po’ stridule. Ma per qualche motivo, questa chitarra no. È così che è nato quello che sarebbe diventato il Pumpkins Sound».

Alle orecchie di Corgan quello era il suono perfetto per le chitarre ritmiche, e Gish ne è stracolmo. È il suono dell’intro di Siva, il ritmo contemplativo di Snail. «Quel suono così unico è all’inizio di Snail», dice. «È difficile da spiegare. Se esageravi con la distorsione, le Stratocaster dell’epoca ti potevano tagliare la testa. Con questa chitarra non era così, non mi sembrava di rinunciare a nulla».

Quando ascolta Gish, adesso, Corgan sente la club band che erano all’epoca gli Smashing Pumpkins. «Suonavamo in posti come il Metro, a Chicago», dice. «Il nostro approccio era più aggressivo che psichedelico. Non pensavamo come una pop band. Per noi era normale scrivere canzoni di sei o sette minuti. Andare in radio è diventato importante solo quando altre band sono diventate di successo. Io sento una band davvero libera, e in molti modi una perfetta combinazione delle nostre personalità. Dopo quel disco tutto ha iniziato a girare intorno al mondo in cui eravamo finiti, e alle pressioni che ne conseguivano».

Corgan dipinse lo strumento perché non gli piaceva il colore del body. Quel giallo cremoso gli ricordava troppo lo strumento di Ritchie Blackmore dei Deep Purple, oppure quello del fenomeno dello shared Yngwie Malmsteen. Non voleva dipingere la chitarra di nero, «così un giorno ho preso un po’ di vernice e l’ho dipinta come mi piaceva, anche se non sono certo un artista», dice. «La vernice ha iniziato a staccarsi quasi subito, e così è venuto fuori questo colore a macchie».

Quando ha visto per la prima volta una foto della chitarra per com’è adesso, non era sicuro che fosse lo strumento giusto, la vernice era quasi sparita del tutto. Non riconosceva nemmeno il piccolo teschio adesivo attaccato sul retro. «Non me lo ricordavo, ma è esattamente nel punto in cui metterei un adesivo», dice. «Probabilmente l’avrò messo poco prima del furto, e non me lo ricordo. Adesso che è di nuovo mia, però, potrei toglierlo».

Il furto, però, ha avuto anche effetti positivi. «Stranamente, proprio perché non avevo più il mio strumento, ho dovuto acquistare altre chitarre», dice. «Chitarre che hanno dato vita al suono di Siamese Dream e Mellon Collie. Non sto dicendo che il ladro mi abbia fatto un favore, ma mi ha costretto a innovare il mio suono, a prendere una strada diversa».

«Ho sempre pensato che prima o poi sarebbe tornata da me», continua. «So che suona strano, ma la giornata di oggi non è una sorpresa. Ho sempre saputo che arrivato il momento giusto l’avrei avuta di nuovo».

Nel corso degli anni ha sentito diversi rumor sul ritorno della sua chitarra. Qualcuno gli aveva detto di aver visto un tizio con lo strumento, ma non era disposto a fare il suo nome. Questo tizio aveva l’abitudine di tirare fuori la chitarra e vantarsi – «lo sai di chi è questa?» -, e Corgan arrivò a offrire $20mila sperando di riuscire a stanarlo. «Non volevo denunciarlo», dice. «Volevo solo indietro la chitarra. Volevo recuperarla e andare avanti. Ovviamente, non è mai successo».

La reunion tra Corgan e la sua chitarra arriva al momento giusto. Il frontman dei Pumpkins è attualmente in studio per scrivere il materiale del seguito di Shiny and Oh So Bright. Lo strumento si incastrerà perfettamente con la musica a cui sta lavorando adesso.

«La porterò a far sistemare», dice, «e tornerò subito a suonarla. È una chitarra molto importante per me. E insomma, le tempistiche sono strane, di buon auspicio, e voglio prendere questa cosa come un segno, come se fosse parte di quello che stiamo facendo».

Il nuovo materiale nasce come Shiny and Oh So Bright Vol. 2, ma andrà in una direzione diversa. «È molto più guitar driven», dice. «Anche il ritorno di questa chitarra… sembra l’inizio di tutto, e so che il pubblico vuole ancora la nostra musica, non ne vuole di meno. Quindi vado in studio a suonare un po’ di riff. Se 27 anni fa mi avessi detto che A) la chitarra sarebbe tornata da me e che B) sarei stato ancora in una band con James e Jimmy, non ti avrei creduto assolutamente», dice. «È bello suonare ancora insieme ed è bello sapere che questa chitarra sarà nel nuovo album».

Quindi, ora che lo strumento è tornato nelle sue mani, Corgan pagherà i $20mila della ricompensa offerta nel 2009? «Beth non ha voluto niente», dice. «Dio la benedica. Questa storia entra di diritto nella categoria “miracoli”. Anche per un cinico come me».

«Ho solo chiesto a Billy di firmarle un’altra chitarra», dice Heiche. «E l’ha fatto. È così che dovrebbero andare queste cose».

«È una storia incredibile», dice Corgan. «E sono davvero, davvero, felice».

Forse la parte più incredibile di tutta questa storia è il furto; è uno strumento degno di un canto omerico. Corgan ricorda che 10 anni dopo aver comprato la chitarra da Chamberlain, un tizio gli chiese se possedeva ancora la sua chitarra. «Mi ha detto: “L’ho prestata a Jimmy, in realtà era mia”», racconta Corgan. «Io gli ho detto: “cavolo, mi sento molto in colpa”. Ma non era arrabbiato. Mi ha risposto “Oh, ma è ok. Jimmy è un amico. Se te l’ha venduta e l’hai suonata, allora sono felice».

«E questa è la strana storia della mia chitarra», continua. «Jimmy l’ha recuperata da qualcuno, e qualcuno l’ha recuperata per me. Ora è tornata. Questa chitarra ha mistero, quasi una magia. Ha cambiato la storia della mia vita. Per questo sentivo che sarebbe tornata da me. Era un talismano, qualcosa del genere, come nel Signore degli anelli. Era destino».

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