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La richiesta di 240 mila euro di danni a Morgan, spiegata meglio

La causa verte sui cambiamenti del testo di ‘Sincero’ durante e dopo Sanremo 2020. «Bugo e gli altri autori hanno semplicemente firmato un atto dovuto», spiega il manager Valerio Soave. «Ci appelliamo al diritto alla parodia», dicono gli avvocati di Morgan

Foto: Daniele Venturelli/Getty Images

Mercoledì sera abbiamo pubblicato una notizia che ha suscitato un certo clamore: il procedimento giudiziario avviato dagli editori e dagli autori del brano Sincero, fra i quali Bugo, nei confronti di Morgan. Come scrivevamo, è stata avanzata la richiesta di 240 mila euro di danni. Nella serata di mercoledì abbiamo cercato di contattare senza successo il manager e discografico di Bugo, Valerio Soave. Poco dopo, abbiamo raggiunto telefonicamente sia Bugo, sia l’ufficio stampa della sua etichetta discografica, che hanno però preferito non rilasciare dichiarazioni. Non ci è stato dato quindi modo di rappresentare fedelmente tutte le posizioni.

Dopo la pubblicazione dell’articolo sono seguiti botta e risposta mediatici tra le parti e richieste di chiarimenti indirizzati a Rolling Stone da parte dell’etichetta (la Mescal) e dei legali di Bugo. Cerchiamo perciò di fare chiarezza sulla questione correggendo punti sbagliati, imprecisi o poco chiari.

La causa civile è stata intentata nei confronti di Morgan dagli editori Tetoyoshi Music Italia e Curci Editore e dagli autori della canzone Sincero, ovvero Bugo, Andrea Bonomo e Simone Bertolotti, dopo che Morgan ha cambiato senza autorizzazione il testo del brano sul palco del Festival di Sanremo, la famosa versione con l’incipit “le brutte intenzioni, la maleducazione”. Quell’episodio ha spinto Bugo ad abbandonare il palco. Il duo è stato poi squalificato. La causa, quindi, verte sul cambiamento del testo, non su eventuali danni causati dall’eliminazione.

Questo non è l’unico addebito che viene sollevato nei confronti di Morgan. Legato allo stesso fascicolo, sono stati aggiunti altri sub-procedimenti che riguardano distinte versioni del brano che Morgan ha interpretato in seguito in trasmissioni tv, dal vivo, o pubblicato sui social. Secondo quando ci riferisce Valerio Soave, queste ulteriori versioni riporterebbero, oltre a modifiche della versione originale fatte senza autorizzazione, anche insulti e offese nei confronti di Bugo.

Soave ci ha spiegato i motivi che hanno spinto a intentare la causa: «Tetoyoshi Music Italia e Curci Editore si sono rivolte all’autorità giudiziaria per denunciare la contraffazione del brano Sincero ad opera di Morgan. Bugo, essendo coautore del brano ha firmato in fondo la denuncia così come hanno fatto gli altri co-autori. È un atto dovuto di protezione da parte di tutti gli editori e autori. Ora sarà ovviamente l’autorità giudiziaria a decidere se è dovuto o meno un indennizzo e, nel caso, il quantum. I nostri legali si sono semplicemente adeguati a parametri ben precisi per la richiesta considerando dove è avvenuta la contraffazione, se questa è stata effettuata o tentata, se il testo è stato contraffatto totalmente o parzialmente, se vi è stata, e secondo noi vi è stata eccome, reiterazione».

In base a questi parametri è stata quindi calcolata la cifra di 240 mila euro di danni (patrimoniali e non). Soave tiene a chiarire che «Bugo e gli altri autori hanno semplicemente firmato un atto dovuto che qualsiasi editore è tenuto a fare per proteggere i diritti dell’opera stessa. Di fronte poi a un evento di “contraffazione” così manifesto e illecito, oltretutto reiterato nonostante numerose diffide scritte, non potevamo esimerci dai nostri doveri di editori».

La posizione di Morgan ci è stata spiegata dagli avvocati Lidia Lo Giudice Semeraro e Giulio Trevisani: «Tutta una serie di circostanze avvenute a Sanremo appaiono premeditate e hanno portato il nostro assistito a cambiare il testo per insofferenza mentre entrava in scena e a presentarlo sul palco».

Ecco la linea difensiva per quell’episodio e per le versioni successive della canzone che Morgan ha presentato in tv, live o pubblicato sui social: «Noi ci appelliamo al diritto alla parodia e all’articolo 21 sulla libertà di stampa esteso non solo alla carta stampata, ma anche a tutti gli altri mezzi di comunicazione. A partire da quello che è accaduto sul palco dell’Ariston e anche tutte le versioni successive sono state completamente cambiate, sia nel testo che nella musica pur mantenendo dei richiami, e sono state depositate presso la Siae nella sezione OLAF. Si tratta sempre di parodie».

Riportiamo infine altre rettifiche spedite a Rolling Stone dagli avvocati di Bugo che precisano che «l’udienza del 26 maggio è soltanto riferibile al procedimento cautelare d’urgenza instaurato nei confronti di Morgan, peraltro introdotto nel corso della causa di merito già avviata in precedenza contro il medesimo, la cui prima udienza si è effettivamente tenuta in data 21 aprile 2021» e che «l’autorizzazione alla redazione e deposito di ulteriore memoria difensiva è stata concessa dal Giudice a entrambe le parti e non solo a Morgan».

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