La new wave of British heavy metal in 20 singoli fondamentali | Rolling Stone Italia
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La new wave of British heavy metal in 20 singoli fondamentali

Alla fine degli anni ’70 un giornalista di Sounds inventa l'etichetta che finirà per descrivere Iron Maiden, Def Leppard, Saxon e tante altre band. Ecco i 45 giri più rappresentativi e... buon headbanging

Gli Iron Maiden nel 1983

Foto: Paul Natkin/Getty Images

La new wave of British heavy metal – universalmente nota con l’acronimo NWOBHM – è il movimento sbocciato verso la fine degli anni ’70 in Gran Bretagna a cui di regola associamo nomi enormi come Iron Maiden, Saxon e Def Leppard, ma che in realtà ha compreso centinaia di band.

È stato un movimento inconsapevole di esserlo: ha iniziato a prendere coscienza di sé solo grazie a un articolo sulle nuove band metal. La denominazione, infatti, è nata dalla penna di Alan Lewis, redattore di Sounds, che l’ha coniata per titolare un pezzo scritto da Geoff Barton per il numero del 19 maggio 1979: “If you want blood (and flashbombs and dry ice and confetti) you’ve got it: the new wave of British heavy metal”.

Aperta la diga e sdoganata la nuova etichetta, nella stagione “magica” (durata più o meno fino alla metà degli anni ’80) sono state bollate come NWOBHM anche formazioni con personalità e suono a diversissimi. L’unico elemento davvero costante e distintivo che accomunava la stragrande maggioranza di queste band era una sorta di ruspante spirito DIY – almeno all’inizio – non lontano da quello normalmente attribuito al punk.

Proviamo, a questo punto, a imbarcarci in un rapido viaggio ad alto tasso di watt, alla ricerca di 20 singoli NWOBHM fra i più rappresentativi e i più rari (nota: quindi non tratteremo di album), con l’avvertenza che, appunto, la materia è vastissima, tanto da essere stata oggetto di trattazioni enciclopediche, per cui sono state operate delle scelte nella selezione delle band.

“The Def Leppard EP” Def Leppard (Bludgeon Rifola, 1979)

I primi passi di coloro che sarebbero poi divenuti i re incontrastati del pop metal da classifica, con album da milioni di copie vendute. Il sound è evidentemente più grezzo e spigoloso, qui, sebbene la melodia abbia un proprio ruolo.

“The Soundhouse Tapes” Iron Maiden (Rock Hard Records, 1979)

Questo bootlegatissimo singolo autoprodotto è una delle pietre miliari della NWOBHM e fotografa i Maiden nei loro early days. Una botta di energia che fa presagire abbondantemente ciò che sarebbe accaduto.

“Death And Destiny / Killer / Overlord / U.F.O.” Mythra (Guardian Records ‘n Tapes, 1979)

Sono fra i più noti della schiera di band minori della NWOBHM e si sono formati nel 1975 a South Shields. Lars Ulrich li ha nominati in alcune occasioni fra le formazioni che hanno ispirato il sound dei primi Metallica. Questo 7” venne pubblicato anche in formato 12”, nel 1980.

“Big Teaser / Stallions on the Highway” Saxon (Carrere, 1979)

Loro non hanno bisogno di presentazioni – sono fra i giganti del genere e ancora in attività – ma è interessante notare il tocco quasi glam di questo primo 45 giri di Biff e compari.

“Don’t Touch Me There / Burnin’ Up / Bad Times” Tygers of Pan Tang (Neat Records, 1979)

Fra i nomi più blasonati del movimento, i Tygers of Pan Tang – nati in piena esplosione punk da una formazione chiamata Trick – sono ancora attivissimi. Nel corso degli anni hanno raffinato e levigato molto il sound.

“Sweet Danger / Flight Nineteen” Angel Witch (EMI, 1980)

Anche qui siamo nel reame della leggenda (e, a quanto pare, furono uno dei gruppi più amati da Dave Mustaine in gioventù): con il loro metal che mixa l’oscurità dei Black Sabbath e il dinamismo di certi Judas Priest, sono fra i gruppi imperdibili della NWOBHM.

“Shout Out The Lights / Helpless” Diamond Head (Happy Face Records, 1980)

Altra band omaggiata dai Metallica, ma che in effetti ha da sempre dimostrato di avere gambe e statura per poter fare a meno di endorsement simili. Ancora attivi, qui sono fotografati nella loro forma più potente, hard ed esuberante, nonostante il sound si sia poi con gli anni levigato.

“Saturday Night Special / Wasted My Love” High Treason (Burlington Records, 1980)

Attivi inizialmente fra il 1978 e il 1983 (si sono riformati negli anni 2000, come molti altri, forse nella speranza di cavalcare il revival) con quartier generale a Luton, con questo unico 7” hanno lasciato il segno come cult band. Imprescindibili.

“Heavy Metal Mania / Only as Young as You Feel” Holocaust (Phoenix Records, 1980)

Edimburgo, 1977: alcuni amici formano una band per rilassarsi e divertirsi dopo la scuola (ma scelgono un nome non esattamente brillante). Il loro è un metal grezzo ed esuberante che, a dispetto di una carriera poco esaltante, ha regalato qualche gemma di culto come la prima canzone di questo singolo d’esordio.

“Captured City / Johnny Cool” Praying Mantis (Gem, 1980)

Molto legati a sonorità anni ’70 fra il prog e il classic rock, balzarono per poco sul treno della NWOBHM, per poi darsi a un sound decisamente più americano e AOR. Questo esordio su singolo è fra i più rappresentativi del suono che all’epoca impazzava fra i fan del genere.

“Don’t Need Your Money / Wiped Out” Raven (Neat Records, 1980)

Fondati nel lontano 1974 dai fratelli John e Mark Gallagher a Newcastle, i Raven sono fra i veri iniziatori dello speed metal e quindi del thrash. Le loro furiose cavalcate (si parlava di loro come esponenti del genere athletic metal) hanno infatti influenzato una schiera di giovani band come Metallica, Slayer, Exodus e Anthrax, che dai Gallagher hanno imparato velocità e aggressività. Epocali.

“Buried Alive / Blitzkrieg” Blitzkrieg (Neat Records, 1981)

Provenienti da Leicester e fra le band più rappresentative del filone (nonostante un nome scarsamente originale e condiviso con diversi altri gruppi), devono molto ai Metallica, che hanno incluso il brano Blitzkrieg nel loro EP 12” del 1984 Creeping Death. Sono ancora attivi dopo diverse traversie, ma questo singolo è l’unica vera testimonianza della loro golden age.

“Eaten Alive / Riders” Demon Pact (Slime Records, 1981)

Meteore del Kent (sembrano tutti svaniti nel nulla), i Demon Pact sono fra le band più dure, con non poche similitudini coi Venom e – in seguito – i Warfare. Questo 7” ebbe un discreto successo e la copertina è un tipico esempio di grafica in stile NWOBHM.

“Calling for You / Chasing the Dragon” Persian Risk (SRT Productions Ltd., 1981)

Dalle loro file proviene Phil Campbell – “scippato” alla band dai Motörhead – e, nonostante poca fortuna a livello di uscite, i Persian Risk sono davvero fra le formazioni di punta della NWOBHM.

“Don’t Walk Away / Shellshock / Hammer On” Tank (Kamaflage, 1981)

Sono la creatura di Algy Ward (ex bassista di Saints e Damned), che nel 1980 decise di virare dal punk verso l’heavy, affascinato dalle sonorità delle nuove band in circolazione. E, infatti, la loro versione della NWOBHM è un esplosivo crossover di punk e metal. Il periodo buono è dal 1981 al 1987, poi tutto si confonde in traversie varie, fra cui la nascita di due versioni-reunion della band attive in contemporanea.

“In League with Satan / Live Like an Angel, Die Like a Devil” Venom (Neat Records, 1981)

Altro nome enorme della storia del metal, i Venom da subito si sono schierati sul versante più duro, divenendo padrini di sottogeneri estremi come il black e il thrash. Ma agli esordi non sfuggirono all’etichetta di NWOBHM, nonostante un sound molto sopra le righe.

“Burning a Sinner / Satan’s Children” Witchfinder General (Heavy Metal, 1981)

Attivi fra il 1978 e il 1983, non raccolsero molti consensi all’epoca, salvo poi essere riscoperti e assurgere allo status di cult band. Riformatisi negli anni 2000, le loro cose migliori restano i due singoli, i due LP e il 12” usciti fra il 1981 e il 1983. Speciali per l’attitudine quasi proto-doom.

“Axe Crazy / War Machine” Jaguar (Neat Records, 1982)

Nonostante un sound leggero e banalmente rock di alcune loro proposte posteriori, agli esordi i Jaguar erano violenti, esuberanti, energici e quasi avvicinabili all’ancora nascente idea di speed metal. Una promessa purtroppo non mantenuta.

“Kiss of Death / Heads Will Roll” Satan (Guardian, 1982)

Già dal nome lasciano intendere la loro natura. E, infatti, sono una della band più dure e pure, frutto delle lezioni di Maiden, Sabbath e Priest portate a più estreme conseguenze. Fra il 1981 e il 1987 hanno sfornato demo, singoli e un paio di album altamente rappresentativi. Ora, da anni, vivacchiano all’ombra della classica reunion nostalgica.

“If Heaven Is Hell / Highway Passion” Tokyo Blade (Blade Records, 1983)

Formati da musicisti di grande esperienza, da subito i Tokyo Blade hanno optato per un mix fra aggressività alla Iron Maiden e melodia alla Def Leppard, cercando senza falsi pudori di aprirsi un ampio varco sul mercato. Sicuramente non hanno avuto il successo sperato, ma hanno pubblicato parecchi album di buona caratura (e sempre più melodici), rimanendo ancora attivi fino a oggi nonostante innumerevoli stop, ripartenze e cambi di line-up.

Bonus Tracks

Il discorso è tutt’altro che chiuso, per quanto gli intenti fossero di affrontarlo per sommi capi. Fra le dritte ulteriori per approfondire, non possono mancare i primi singoli di Trespass (1979), Steel (1981) e Hell (1983). Poi i blasonati Demon (1980), i famosissimi Samson dove cantò anche Bruce Dickinson (1978), le Girlschool (1979), i Gaskin (1981), i coinvolgenti Crucifixion (1980)… e buon headbanging a tutti.