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Zachary Cole Smith dei DIIV sulla dipendenza da eroina e da Sky Ferreira

Sta arrivando il nuovo album "Is The Is Are", nato dopo il rehab e fatto di tutte le esperienze negative che ha passato. Un disco adatto a qualsiasi dipendenza

Zachary Cole (a destra) insieme ai Diiv, foto Roger Kisby/Getty Images

Zachary Cole (a destra) insieme ai Diiv, foto Roger Kisby/Getty Images

Zachary Cole Smith non è di certo immune al fascino dell’autodistruzione. Negli ultimi tre anni ha fatto tutto quello che ci si aspetterebbe da una rockstar d’altri tempi – il baratro dell’eroina, le sfilate per Saint Laurent, la relazione morbosa con Sky Ferreira, l’arresto per droga, il rehab – riemergendo dalle proprie ceneri con un nuovo album,Is The Is Are, in uscita il 26 febbraio per Captured Tracks.

Un album drogato fino al midollo, che ripercorre la discesa negli inferi del frontman dei DIIV dopo il successo dell’album di esordio Oshin. A fare da collante tra le 17 tracks, il rapporto di Zachary con l’eroina, punto di partenza per un percorso di introspezione, come ci spiega durante l’intervista: «Il nuovo album nasce dalla necessità di raccontare la mia dipendenza dalla droga, ma soprattutto dal bisogno di mostrare il mio lato vulnerabile agli altri, aiutandoli a guardarsi dentro. Rispetto a Oshin, il ruolo dei testi in Is The is Are è fondamentale: l’album parla di droga, è vero, ma il messaggio è universale e si rivolge a tutti coloro che stanno combattendo contro qualcosa, non necessariamente la tossicodipendenza». Zachary parla di se stesso senza nascondersi, sembra abituato alle domande scomode. Del resto, la sua storia non è passata inosservata dai media. È il 2012 quando Zachary, 28enne di Brooklyn, diventa la rivelazione del dream-rock con la sua band DIIV. Oshin, primo lavoro della band, è un successo tanto inaspettato quanto esplosivo, che non tarda a presentare il conto. Zachary scivola nel vortice dell’eroina e di una relazione ossessiva, quella con la cantante pop Sky Ferreira, che finisce su tutti i giornali. Belli e dannati, i due posano per Hedi Slimane, diventandone muse e modelli. La loro tendenza all’autodistruzione ricorda quella di un’altra coppia celebre della musica: Kurt Cobain e Courtney Love, e i media non fanno altro che sottolinearlo. Infine, la caduta. La coppia viene fermata dalla polizia a bordo di un pulmino carico di ecstasy ed eroina. L’immagine glamour dei due cantanti viene spazzata via dalle foto segnaletiche scattate dalla polizia il giorno dell’arresto.

O forse no. Zachary non sembra far caso al gossip mediatico, tradendo una certa nostalgia per la libertà del periodo pre-Oshin: «Vivevo in un buco a Brooklyn, senza mobili e senza cucina, mi sedevo a terra e suonavo, vedevo i miei amici. È nato così Oshin, in modo completamente spontaneo. Il suo successo mi ha travolto. Finita la tempesta dei tour e delle conferenze stampa mi sono detto: e ora? Is The Is Are è stato composto sotto la pressione del dover fare altrettanto bene».

La classica crisi da secondo album ha dato il via ad un lungo travaglio, scandito dal rapporto altalenante con la droga. L’album si concretizza solo quando Zachary riprende in mano la sua vita. «Quando mi sono sentito meglio, ho raccolto tutte le esperienze e le ispirazioni che avevo vissuto nei momenti più bui. E le ho messe in musica. Per il nuovo album mi sono ispirato al sound dei Sonic Youth in Bad Moon Rising. Volevo ricreare quella sensazione di una band che suona chiusa in una stanza. Ma soprattutto ho lavorato sulla riconoscibilità del sound. Vorrei che quando qualcuno ascolta Is The Is Are pensi: ok questi sono i DIIV» .

Dal periodo della dipendenza fino alla disintossicazione, Sky Ferreira è sempre rimasta al fianco del cantante. Che l’ha voluta in un pezzo dell’album, Blue Boredom (Sky’s song). «Da quando conosco Sky ho sempre voluto collaborare con lei. All’inizio pensavo a un pezzo tipo The Gift dei Velvet Underground, qualcosa di simpaticamente macabro sulla relazione a due. Con lei abbiamo fatto diversi brainstorming ed è uscita Sky’s Song. Credo sia un pezzo estremamente sexy, Sky non poteva che essere la persona più adatta ad interpretarlo». Zachary parla con trasporto della sua compagna: «Sky è visionaria. Il suo nuovo progetto (l’album Masochism, in uscita in estate, ndr) è qualcosa di molto interessante, che mostra il vero volto dark di Sky. Credo sia molto sottovalutata dai media». Una presenza fondamentale nella vita di Zachary. Oltre ad aiutarlo a uscire dalla spirale della droga, Sky l’ha avvicinato alla moda presentandogli Hedi Slimane, figura di ispirazione per il cantante.

«L’incontro con Hedi è stato illuminante. Credo sia un genio, è stato lui a creare un ponte tra moda e rock. Hedi ama profondamente la musica, la buona musica, ha un look distintivo, il suo brand è riconoscibilissimo. L’ho visto lavorare fino alle 2-3 della mattina e ricominciare alle 6. Penso che abbia una visione d’insieme sul rapporto tra moda e musica. Sfilare per lui è stata un’esperienza stimolante e al contempo buffa, che ripeterei». Parlando di se stesso dice: «La moda mi ha sempre interessato. Se sei un cantante devi necessariamente pensare a come ti vesti, tutti parleranno di come ti sei presentato sul palco. A me ad esempio piacciono i vestiti larghi e divertenti. Forse per mascherare la mia magrezza. Diciamo che ho le mie idee e una mia estetica. Il mio stile? Lo definerei Baggy Punk (ride)».

La chiamata si chiude con Zachary estasiato che mi racconta di quanto ami l’aceto balsamico con le fragole, abbinamento scoperto durante una gita a Modena. Scoppio a ridere, non è esattamente la prima specialità che viene citata quando si parla di cibo italiano. Mi promette poi di passare in tour da Milano, città che ha visitato con Sky. Ed ecco, qualche giorno dopo l’intervista, che compare la notizia: i DIIV suoneranno il 3 aprile a Milano, al Circolo Magnolia, per l’unica data italiana.

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