Ve lo ricordate il tizio di ‘Pretty Fly (For a White Guy)’? | Rolling Stone Italia
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Ve lo ricordate il tizio di ‘Pretty Fly (For a White Guy)’?

Oggi ha 46 anni, è un tiktoker che si occupa di politica e ogni tanto torna a fare lo scemo sul palco con gli Offspring. Qui racconta tutta la storia. Gunter glieben glauten globen!

Ve lo ricordate il tizio di ‘Pretty Fly (For a White Guy)’?

Guy Cohen nel video di ‘Pretty Fly (For a White Guy)’ degli Offspring

Foto: YouTube

Prima che esistessero i social e gli smartphone, nel 1998, i video musicali erano cultura pop. Le boy band erano più grandi che mai, Will Smith faceva Gettin’ Jiggy wit It, i Green Day si divertivano come mai nella loro vita e un’altra band californiana con radici nel punk, gli Offspring, stava costruendo una fanbase appassionata trasformando motivetti orecchiabili in videoclip che non ti facevano venire voglia di cambiare canale.

La hit più grande e il loro video più iconico è Pretty Fly (For a White Guy). Diretto da McG, prendeva in giro i tipi decisamente poco cool che cercavano di sembrarlo copiando lo stile hip hop con cappellini da baseball messi al contrario, maglie oversize e catene d’oro. Il personaggio era incarnato da un certo Guy Cohen in modo così irresistibile da diventare una figura ironica e quasi mitica per i fan. Il brano sarà pure un commento sull’appropriazione culturale, ma il video volutamente kitsch e l’approccio scanzonato nell’eseguirlo dal vivo, facendo a volte salire sul palco l’attore per i suoi balletti goffi, erano puro divertimento.

Con la nostalgia per gli anni ’90 che impazza sui social, Cohen è tornato a rivivere i suoi giorni da Fly Guy. Ad agosto è di nuovo salito sul palco con gli Offspring al Kia Forum, a ottobre lo ha rifatto al festival When We Were Young di Las Vegas, di recente al BeachLife Festival di Redondo Beach. Abbiamo incontrato il “pretty fly guy” – sì, si chiama davvero Guy – per parlare del video, della fama che gli ha dato e di cosa ha fatto negli ultimi 28 anni. «È incredibile quanto sia durata questa cosa», dice. «Il personaggio è uno dei simboli degli anni ’90 forse perché ricorda un tempo migliore, quando ci si divertiva e si guardava MTV, prima dei social. Porta gioia».

Com’è che sei finito nel video?
È successo circa sei mesi dopo che ho iniziato a fare l’attore, quando avevo 18 anni. All’epoca, verso la fine dei ’90, i videoclip erano un bel modo per iniziare a fare esperienza perché non c’era bisogno di essere iscritto al sindacato. Era un po’ come fare la comparsa. Avevo già partecipato alle riprese del video di Alanis Morissette Thank U. È quello in cui lei se ne sta lì nuda mentre la gente le passa accanto. Ecco, io ero una di quelle figure sfocate. Poi è arrivato il video degli Offspring, è diventato uno dei più grandi di sempre e mi ha cambiato la vita.

Da dove vengono quelle mosse? Era uno scherzo o l’hai preso sul serio?
Non ho preso niente sul serio. Per me il video e il personaggio erano una presa in giro dell’epoca e di quei bianchi che vorrebbero far parte di un’altra cultura. E ce n’erano di quel tipo all’epoca. Era  tutto uno scherzo. Non sono un ballerino professionista, i movimenti li ho inventati. C’era una mossa chiamata “Molly Ringwald” che McG, il regista, ha voluto mettere e mi ha mostrato, ma il resto l’ho inventato quasi tutto io. Facevo lo scemo, mi divertivo.

The Offspring - Pretty Fly (For A White Guy) (Official Music Video)

Una nuova generazione sta scoprendo la canzone e la band, l’hai notato anche tu?
Mai visto niente del genere: tre generazioni ai concerti insieme, bambini, genitori e nonni. E ci sono ragazzi che si vestono come il personaggio del video. Ai concerti degli Offspring ci sono sempre 20 o 30 persone vestite come me.

Sei rimasto praticamente uguale ad allora…
Avevo 18 anni e ora ne ho 46. Credo sia genetica, ma è vero che non bevo e non fumo. Metto la protezione solare ogni giorno insieme alla crema per il viso. Faccio livestreaming a tempo pieno, quindi passo molto tempo dentro casa e lontano dal sole.

Ecco, raccontami del tuo livestreaming I’m Really Important.
Parlo di politica. Dibatto con le persone per un paio d’ore su TikTok la mattina e la sera passo in rassegna le notizie cercando di dare una lettura positiva su YouTube o Twitch. Cerco di rendere la politica più attraente e di educare un po’ la gente.

Ma i tuoi follower sanno che sei il tipo di Pretty Fly?
Non saprei dire in che percentuale lo sanno, ma non è una cosa che nascondo. Non viene fuori spesso comunque. E quando succede è una specie di Easter egg. Ci sono fan che vengono nel mio canale per la band, ma ora vengo riconosciuto più per la mia nuova carriera. Certo, se andassi in giro vestito come nel video verrei fermato ovunque.

Prima del BeachLife sei salito sul palco con gli Offspring?
Molto raramente. Sono rimasto in contatto con Dexter Holland, ci sentiamo una volta ogni due anni magari, con un messaggio. È molto impegnato, cerco di non disturbarlo, ma è sempre stato gentilissimo con me. Una volta ogni dieci anni mi invita a un concerto e vado per salutare e magari salire sul palco. L’anno scorso mi ha scritto: «Ho un’idea pazza, facciamo un grande show al Forum e ci piacerebbe che tu venissi. Hai ancora la maglia?». Ce l’ho ancora, ma è incorniciata, così me ne hanno fatta una nuova su misura. È stato divertentissimo. Da allora mi chiedono di andare quando fanno grandi concerti. Hanno suonato nella più grande arena indoor di Parigi e mi hanno chiamato anche lì. Poi a Montreal. Abbiamo fatto anche il When We Were Young a Las Vegas l’anno scorso. Sono stato alla prima tappa americana del tour a Bakersfield. E poi ovviamente il BeachLife… Sono un po’ il cheerleader della band. Loro non sono molto social friendly, sono un po’ più grandi di me, girano clip e contenuti quando ci sono io. E funzionano molto bene sui loro social.

Sul palco hanno anche quei pupazzi gonfiabili tipo air dancer che ti somigliano. Sono nuovi?
Li usano da un po’. Hanno la mia faccia, è divertente. Anni fa sono andato in tour con loro. Avevo 18, 19 anni, e non so come i miei genitori me l’abbiano permesso, ma viaggiavo in tour bus e con gli aerei privati, e tutto è culminato con Woodstock ’99. Ho vissuto quella vita, è divertente rifarlo 30 anni dopo.

The Offspring - Pretty Fly (For A White Guy) | Live at Woodstock ’99

La canzone prende in giro un certo tipo di persona, ma allo stesso tempo sembra anche celebrarlo. Essendo tu stesso bianco, hai mai avuto riserve? Qualcuno si è offeso?
Nessuno mi ha mai fermato dicendo: «Vergognati, sei un mostro» (ride). Però, ti dico, a me piaceva l’hip hop. Il mio programma preferito da ragazzo era In Living Color, con un cast prevalentemente nero. Quindi capivo quella cultura e la apprezzavo. Semplicemente riconoscevo che c’erano persone che cercavano di sembrare così a tutti i costi e le prendevamo in giro. Penso che lo abbiano capito tutti e abbiano colto lo scherzo, senza offendersi.

Sembri un tipo dallo spirito positivo, però parli di politica e immagino tu debba affrontare molta negatività. Come fai?
Per metà del tempo durante le dirette faccio una sorta di terapia di supporto psicologico per la gente, perché è difficile restare positivi. Per come stanno le cose oggi, qualunque siano le tue idee politiche, succedono molte cose orrende nel mondo. Cerco di sottolineare le cose che funzionano e far capire che anche dalle situazioni negative possono nascere cose buone.

Da Rolling Stone US.