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Twin Peaks Sound System: Lynch e Badalamenti raccontano il loro album jazz

"Thought Gang" è un disco complicato: «Non è quello che la gente ascolta, ma lo amiamo»

Foto di Michel Delsol/Getty Images

Foto di Michel Delsol/Getty Images

Portrait of David Lynch film and television director, Angelo Badalamenti composer and Julee Cruise singer on the rooftop of a West 34th street hotel in New York City, New York, October 25th, 1989. The photo was taken for the Village Voice. (Photo by Michel Delsol/Getty Images)

Verso la fine della messa in onda di Twin Peaks, David Lynch e il compositore Angelo Badalamenti misero in piedi un esperimento musicale. Un gruppo di notevoli musicisti jazz doveva trasformare in musica le immagini bizzarre che Lynch forniva loro: il risultato fu chiamato Thought Gang, un collettivo free jazz sperimentale che, nonostante alcuni pezzi finiti nella colonna sonora di Fuoco cammina con me, venne poi messo in cantina. Oggi, un quarto di secolo dopo, Lynch e Badalamenti si sono decisi a pubblicare un disco. «È un esperimento grandioso», dice il regista. «La definisco “musica moderna”, ma è un termine che non vuol dire quasi nulla». È un disco così estremo che anche lui ammette essere difficile.

«Lo amo molto, ma non è esattamente quello che le persone correranno ad ascoltare», dice con ardore. Quando gli confesso che mi piace, risponde: «Davvero?».

L’esperimento iniziò nel 1991 quando Lynch e Badalamenti chiamarono il batterista Grady Tate (Charles Mingus, Quincy Jones) e Buster Williams (Miles Davis, Herbie Hancock), tra gli altri, a interpretare alcune scene immaginate da Lynch.

Dopo Fuoco cammina con me, la coppia tornò insieme nella primavera del 1992 e lavorò sul progetto Thought Gang a fasi alterne. Fu in quel momento che Lynch iniziò a dare più dettagli sul lavoro musicale, attraverso delle immagini. Una la ricorda ancora: «C’è un bar, in centro, di notte. È molto tardi, le 2 o le 3. C’è una sparatoria. Ci sono tante pistole, auto che sbandano, ragazze e ragazzi che si ammassano sul retro di alcuni pickup e vanno fuori da L.A., nel deserto». Ride. «E c’è molto altro, degli alieni…». Questa idea diede vita a Frank 2000, quasi 17 minuti di ambient, alcuni dei quali sono stati usati da Lynch nei Segreti di Twin Peaks. Dice che da tempo è attratto dai suoni industriali. «Amo le fabbriche», dice. «Amo il loro suono. Amo la vita degli operai, anche se non l’ho mai provata».

Un altro tema molto lynchiano che si avverte in Thought Gang è quello dei boscaioli, come quelli che si vedevano nelle periferie di Blue Velvet e Twin Peaks. Si fanno notare di più in Woodcutters From Fiery Ships, quattro minuti e mezzo molto claustrofobici, con Badalamenti che racconta di Pete, rapito da un gruppo di boscaioli omicidi che arrivano da altri mondi. Thought Gang è più una questione di curiosità, non di gusti personali. Il nome, dice, è nato dal dipinto di Pieter Bruegel Due scimmie incatenate: «Siamo io e Angelo». In questi giorni, Lynch non sta lavorando su alcun contenuto musicale: sta dipingendo. Ma è pronto a tornare alla musica. «Mi piacerebbe tornare a lavorare con Julee Cruise», dice. Vorrebbe anche finire un progetto iniziato con David Paich dei Toto, che ha incontrato all’epoca della colonna sonora di Dune.

Per ora, però, sia Lynch che Badalamenti sono esaltati per l’uscita di Thought Gang, una volta per tutte. «È musica davvero sperimentale», sottolinea Lynch. «E i musicisti coinvolti sono davvero dei mostri». «Il suono che esce è una cacofonia», dice Badalamenti, «Un’incredibile cacofonia. Ma organizzata»

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