The Rasmus: a vent’anni da ‘In The Shadows’ c’è l’Eurovision | Rolling Stone Italia

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The Rasmus: a vent’anni da ‘In The Shadows’ c’è l’Eurovision

Chiacchierata con la band finlandese molto popolare in Italia nei primi anni 2000: «Abbiamo bellissimi ricordi del vostro Paese». Dalla passione per 'Brividi' alla mail che hanno mandato ai Måneskin («volevamo aprire un loro concerto»), ecco cosa ci hanno raccontato

The Rasmus. Foto: Venla Shalin

Ok lo smalto di Fedez, ma pure piume e mascara sembrano tirare molto: oltre all’annuncio del remake de Il Corvo, con Bill Skarsgård nel ruolo che fu di ​​Brandon Lee, sono tornati pure i Rasmus, con grande gioia degli appassionati del total black.

Se nei primi anni duemila eravate in possesso di una radio o di una tv è molto difficile non ricordarsi almeno di In The Shadows, singolo estratto dal disco Dead Letters, che regalò la popolarità internazionale alla band finlandese. Successo grande soprattutto da noi, dove la band ha bazzicato spesso tra MTV, concerti, ospitate in tv. Poi sempre meno, come succede. Fino a oggi, che sono tornati a Torino perché rappresentano la Finlandia all’Eurovision. La vita è un giro bellissimo.

«È stata una scelta un po’ di pancia. I due anni di pandemia, senza concerti, sono stati duri. Volevamo fare qualcosa di eccitante. Avevamo questo pezzo, abbiamo detto perché no?», ci raccontano nel backstage della sala stampa di Eurovision. Quando li incontriamo è una giornata lavorativamente leggera (per loro, ndr): «Abbiamo fatto solo sei interviste, possiamo quasi dire che è stato il nostro giorno libero», mi dice Lauri Ylönen, il frontman. Che arrivato a Torino ha deciso di sfoderare subito la carta nostalgia, andando a improvvisare un live con la band in Piazza Castello. Vi lasciamo indovinare il brano:



«Se pensiamo all’Italia abbiamo un sacco di bei ricordi, soprattutto legati alla vita notturna. Abbiamo suonato nei festival, davanti a migliaia di persone». Sono passati quasi vent’anni, mentre loro stanno insieme da quasi trenta, hanno iniziato da ragazzini: «È tantissimo, sì. Sembra banale ma riusciamo ad andare avanti perché siamo amici prima di essere una band. Ho incontrato il Lauri quando entrambi avevamo 9 anni. Lui suonava la batteria, io il basso. E iniziato tutto così, ed è difficile lasciare una cosa che ti piace fare. Ovviamente litighiamo, ma vince il voler suonare insieme». L’anno scorso però hanno rischiato di mollare tutto: «Il nostro chitarrista storico ha lasciato la band, c’era il covid, non potevamo suonare. Eravamo in continenti diversi, era difficile» Sì: il cantante vive alle Hawaii, il bassista in Australia mentre batterista e chitarrista stanno in Finlandia. Prove su Zoom? Decidiamo di non indagare. «Poi però è arrivata Emilia». Emilia è la nuova chitarrista, appunto: «Abbiamo seguito le nostre intuizioni, abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’Eurovision e ci siamo detti: facciamolo! Senza pensarci troppo, la vita è breve». I Rasmus mi stanno facendo l’effetto di Paolo Crepet: quasi quasi mollo tutto e inseguo i miei sogni.

Prima però parliamo del brano che portano all’Eurovision, Jezabel, dedicato a una regina biblica bellissima, spudorata, coraggiosa: «Una donna che si è distinta in un mondo di uomini. Una ribelle, forse la prima femminista». Potete vedere il video ufficiale qui sotto:



Chi temono in questo Eurovision? «L’Italia ha un pezzo incredibile. Sembra un classico ma è molto contemporaneo. È prodotto benissimo, ci piace molto e non vediamo l’ora di conoscere Blanco e Mahmood». Ma gli piacciono pure i Måneskin: «Abbiamo contattato il loro management perché volevamo suonare come supporting act in uno dei loro concerti, ma ci hanno fatto sapere che stanno suonando senza altre band. Speriamo di incontrarli almeno in finale». Intanto saranno proprio i Rasmus ad aprire la seconda serata di giovedì. «Siamo in Italia, probabilmente non è stata una scelta casuale». Seguiranno disco, che hanno registrato nelle scorse settimane a Nashville, e tour europeo con tappa al Fabrique di Milano poco dopo, a ottobre. Sempre con le piume tra i capelli: «Me le regalano i fan. Le tengo fino a quando si consumano completamente, rappresentano la libertà», dice Lauri. «Ho i super poteri quando le indosso». Vi abbiamo avvisato: