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Sul pianeta dei Gorillaz

Murdoc è uscito di prigione per una missione: volare nello spazio assieme ai suoi compagni per trovare gli alieni. Abbiamo incontrato la band per farci raccontare com’è andata

Non è mai facile beccare i Gorillaz. Metteteli d’accordo voi, quattro tizi dai quattro angoli del mondo, tutti decisamente diversi e spesso in lotta tra di loro (anche se non lo ammetteranno mai). Dopo un lungo abbandono da parte di Murdoc – non per scelta, ma per motivi legali: era in prigione –, il bassista satanista è tornato per una missione precisa. Che va oltre la musica.

A contattarli è stato Mr. Ibe, ipercreativo inventore di G-SHOCK, che ha proposto ai quattro un viaggio nello spazio, per realizzare il suo sogno di portare agli alieni la sua creazione. Un viaggio che va oltre la musica: dopo un lunghissimo tour in tutto il mondo, per celebrare l’uscita di The Now Now, il secondo disco in due anni, la band si sta prendendo un momento di relativa calma. Anche se il suo creatore Damon Albarn ha già anticipato che c’è del nuovo materiale in arrivo (sempre che i quattro abbiano intenzione di rimettersi presto in pista). Siamo stati invitati alla base spaziale in occasione del loro atterraggio, e ovviamente abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con la band.

Siete stati coinvolti in una nuova missione. Com’è iniziata questa collaborazione?
Noodle: Ho incontrato Mr. Ibe a Tokyo mentre eravamo in tour. Abbiamo mangiato l’avocado alle tre maniere a Shibuya e in cambio lui ci ha dato una sfida: volare nello spazio e portare i suoi orologi agli alieni. Avevamo un pomeriggio libero e ci è sembrato divertente.

È stata una sfida interessante, questa dello spazio? O vi ha fatto paura?
2D: È sempre spaventoso andare in un posto nuovo. È stato come la prima volta che me ne sono andato da Crawley (paesino del West Sussex, ndr). Devi solo fare un bel respiro, metterti in macchina e urlare fino a quando arrivi per far uscire la paura.

Noodle, come vivi questo collegamento tra i Gorillaz e il Giappone? Questo progetto con Mr. Ibe, il tour che è iniziato proprio da lì…
Noodle: È un incontro perfetto (proprio come l’avocado café a Shibuya).

Murdoc, com’è stato passare tanto tempo lontano dalla band? Ti senti coinvolto come prima o è cambiato qualcosa?
Murdoc: Sono sempre stato molto coinvolto, anche quando ero dietro le sbarre. Il dolore causato dalla mia assenza ha dato agli altri qualcosa di significativo su cui scrivere. La sofferenza, la separazione, la solitudine… Non voglio dire che sia tutto su di me, sono decisamente troppo modesto per dire una cosa del genre. Ma, ecco, i fatti non mentono.

Quindi com’è la chimica tra te e 2D ora? Sappiamo che in passato ci sono stati dei contrasti…
Murdoc: Perfettamente bilanciata, amico. In passato era più esplosiva, come una Molotov o come quando metti una Mentos in una bottiglia di Coca Cola. Ma adesso andiamo d’accordo, come il gin e la tonica. Io sono il gin. E la tonica. 2D è la fettina di limone.

Sei d’accordo?
2D: Ero il re dei Gorillaz per un po’, quando Murdoc non era con noi, ma la corona era troppo pesante per me. È stato probabilmente un errore comprarne una vera, ho speso tutti i soldi che avevo risparmiato e l’ho lasciata per sbaglio negli spogliatoi del Crawley Mega Bowl.

Non sembra una dinamica facile. Come lavorate tra di voi?
Noodle: Nasce tutto dal caos. La Terra, io, te. L’arte è la stessa cosa, è un tentativo di dare forma al disordine.

Avete sempre avuto una visione chiara sulla politica e sulla società. Sembra che negli Stati Uniti qualcuno si stia accorgendo del problema che rappresenta Trump. Voi invece che ne pensate della situazione della Brexit?
Russel: È un fottuto casino, che sta provando disperatamente a non essere così fottuto. Come Murdoc, più o meno.

Avete già in mente cosa fare nel 2019? Qualcuno dice che potrebbero esserci della novità…
Murdoc: Non posso parlare per gli altri, ma cercherò ispirazione dal fondo di una bottiglia… di bagnoschiuma. Adieu!

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