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Sharon Osbourne racconta il film su Ozzy: «Non sarà edulcorato come ‘Bohemian Rhapsody’»

La moglie del rocker promette che, a differenza di quello sui Queen, «sarà un film per adulti, non per ragazzini». Lo sta producendo il figlio Jack: «Racconterà gli anni che vanno dal 1979 al 1996»

Ozzy e Sharon Osbourne

Foto: LIFE Picture Collection/Getty Images

Un film sulla vita di Ozzy Osbourne è nelle primissime fasi di realizzazione. Lo ha detto Jack Osbourne, la cui casa di produzione sta lavorando alla pellicola. «Uno sceneggiatore è all’opera», spiega il figlio di Ozzy. «Gli abbiamo chiesto di raccontare gli anni che vanno dal 1979 al 1996. Non posso dire altro».

«Da quel che ho capito, parla del mio rapporto con Sharon», dice Ozzy. «È su come ci siamo incontrati, innamorati e sposati. Lei è la mia metà. È cresciuta con me e io sono cresciuto con lei. Poco tempo fa abbiamo festeggiato i 38 anni di matrimonio».

Ozzy e Sharon si sono conosciuti alla fine degli anni ’70 quando il padre di lei era il manager dei Black Sabbath. Quando Ozzy è stato cacciato dal gruppo per via degli eccessi con droga e alcol, Sharon è diventata la sua personal manager. Nel momento peggiore della carriera l’ha incoraggiato a formare un nuovo gruppo. Il debutto solista del 1980 Blizzard of Ozz è entrato nella top 10 del Regno Unito trainato dai singoli Crazy Train e Mr. Crowley. Da allora, l’album ha ricevuto cinque dischi di platino negli Stati Uniti. Dopo aver divorziato dalla prima moglie, nel 1982 Ozzy ha sposato Sharon e la coppia ha cresciuto tre figli, tra cui Jack. Intanto, Sharon gestiva la carriera del marito.

«Mi auguro che tutti possano immedesimarsi in questa vicenda», dice Sharon. «Non è necessario essere appassionati di musica: è la storia di un sopravvissuto. Ogni volta che la vita ti butta a terra, ti rialzi e riprendi. È la storia incredibile di come si superano gli ostacoli della vita».

Sharon immagina un film diverso da altri recenti successi rock di Hollywood come Rocketman e Bohemian Rhapsody. «Non è come le altre storie», dice. «E non è “ero un rocker pazzesco, ora sono un nonno”. C’è molto di più». Sharon si augura che il film sia più veritiero di altre pellicole biografiche rock come, appunto, Bohemian Rhapsody che definisce un film rock da biglietto d’auguri sdolcinato. «So perché l’hanno fatto così: era pensato per un pubblico giovane. La realtà è stata ripulita. Ha introdotto una nuova generazione di fan alle canzoni dei Queen, ma non era un grande film. Hanno pasticciato con la cronologia e alterato alcuni fatti. Hanno voluto fare una pellicola carina, ecco perché dico che è un film da biglietto d’auguri sdolcinato».

L’idea è che il film converta alla musica di Ozzy anche gli spettatori che non la conoscono, ma lo farà in modo diverso da Bohemian Rhapsody. «Il nostro film sarà più vero», spiega. «Non vogliamo che sia edulcorato e ripulito. Non è pensato per i ragazzini. È un film da adulti, per adulti».

E Ozzy ha pensato a chi vuole interpretare il suo ruolo? «No, non esattamente», dice il rocker. «Sharon vorrebbe ingaggiare un attore sconosciuto».

Ozzy, Sharon e Jack sono protagonisti di un nuovo show televisivo, The Osbournes Want to Believe, dove guardano e discutono di video in cui sono registrati presunti eventi paranormali tra cui avvistamenti di UFO e poltergeist. Negli Stati Uniti, la serie va in onda la domenica sera su Travel Channel.

La vita di Ozzy è anche il soggetto di un documentario per A&E, prodotto dalla compagnia di Jack Osbourne. Biography: The Nine Lives of Ozzy Osbourne sarà presentato in anteprima il 7 settembre.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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