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Sanremo 2024, Bnkr44: «La cosa più punk che abbiamo fatto è stata rimanere in provincia»

Ritorneranno all'Ariston (erano stati ospiti di Sethu nel 2023) grazie a Sanremo Giovani con un brano che parla della «vita di provincia triste e noiosa di un ragazzo che vuole di più» per «cercare di rendere figo il posto in cui siamo cresciuti, anziché correre dietro ai posti fighi»

Foto: Andrea Ariano

Il tracciato che porta i Bnkr44 sul palco dell’Ariston di Sanremo, prima come ospiti di Sethu nell’edizione del 2023, poi tra i big in gara in quella del prossimo febbraio, parte da una delle tantissime Villanova italiane, precisamente la frazione di Empoli in provincia di Firenze. Abitanti totali: 350. I Bnkr44 (si legge “bunker 44”) prendono infatti il loro nome dallo studio di registrazione / polo aggregativo che frequentavano tutti, o quasi, i ragazzi della loro zona interessati alla musica. Inizialmente solisti, Fares, Erin, JxN, Faster, Caph e Piccolo si sono uniti sotto lo stesso collettivo nel 2019, coordinati dal settimo membro de-facto gheray0 nelle vesti di direttore artistico. In questi anni sotto l’ala di Bomba Dischi si sono radicati soprattutto negli ambienti giovanili, offrendo alcuni degli esempi più convincenti del connubio tra musica urban pop e attitudine punk, che nel frattempo si è ritagliata uno spazio sempre più importante nel mercato musicale anche mainstream. Dopo aver re-interpretato insieme a Sethu Charlie Fa Surf, inno nichilista e adolescenziale dei Baustelle, nella serata delle cover dell’anno scorso, porteranno sul palco di quest’anno la stessa ribellione di allora, cantando quell’utopia giovanilistica di dare un degno seguito a «sogni di vita esagerata», come dicono loro stessi. Governo Punk, questo il titolo del brano (un up-tempo costruito su un basso insistente e sulla cassa dritta, da qualche parte tra il pop punk e il clubbing), vuole raccontare «il contrasto tra la vita di provincia triste e noiosa di un ragazzo che vuole di più».

Un volere di più che, per essere chiari, per i Bnkr non significa andarsene dalla provincia: «Al contrario, siamo molto orgogliosi del posto in cui veniamo – spiega Piccolo – e dove tutt’ora continuiamo a vivere. Crediamo che stare nella nostra bolla, nel nostro habitat e con la nostra gente sia un punto di forza per noi». E a proposito del punk, costante tag applicato al loro progetto («Un’attitudine, più che un genere musicale»): «Penso che una delle cose più punk che abbiamo fatto – scandisce Piccolo – sia stata rimanere in provincia. Per noi è molto più bello cercare di rendere figo il posto in cui siamo cresciuti, anziché correre dietro ai posti fighi». E Villanova, a modo suo, ricambia. Racconta Erin: «C’è una signora che gestisce La Narda, una piccola bottega di alimentari. Ci vuole così bene che da qualche mese ha iniziato a farci gli sconti del dieci per cento nel suo negozio. La cosa bella è che scrive sugli scontrini “sconto Bnkr”».

In ogni caso questo orgoglio provinciale non si traduce in spaesamenti metropolitani: già l’anno scorso il sestetto aveva dimostrato di non nutrire particolari timori reverenziali rispetto al prestigio dell’Ariston, e non c’è motivo di pensare che le cose cambino quest’anno. I Bnkr hanno le spalle larghe e soprattutto sono in tanti: «In generale – spiega Fares – la nostra forza ogni volta che ci siamo trovati ad affrontare situazioni nuove e potenzialmente ansiogene è sempre stata la consapevolezza che c’era il collettivo a coprirci le spalle. Credo che Sanremo fatto da soli sarebbe una cosa molto più difficile da gestire». «In ogni caso – dice Erin – già l’anno scorso ci siamo accorti di quanto l’esperienza Sanremo, al di là del momento dell’esibizione sul palco che a momenti passa senza che nemmeno ce ne si accorga, è un mondo a parte. Ti parlo di fiumi di persone che vanno e vengono per mille motivi diversi, di salti a destra e sinistra tra interviste, esibizioni in programmi laterali, è una cosa enorme». Un’esperienza che comunque il collettivo ha fin da subito pensato di voler rivivere da protagonista. Racconta Erin: «Forse anche prima dell’ospitata con Sethu avevamo deciso di tentare la strada di Sanremo Big per il 2024, il periodo in ogni caso era quello. Poi abbiamo dovuto aspettare di avere dei pezzi che ci convincessero. Per un lungo periodo abbiamo provato a scrivere per Sanremo, a cercare in tutti i modi di avere dei pezzi che in qualche modo ci sembrassero più adatti per il festival. La verità, e questa è la lezione più grande che abbiamo imparato, è che cercare di adattarsi al contesto mettendosi i paletti giusti non porta a nulla di convincente: il pezzo che alla fine presentiamo in gara è nato durante la prima session in cui ci siamo imposti di smettere di pensare a Sanremo, e di cercare invece di fare qualcosa che fosse libero e spontaneo».

Foto: Andrea Ariano

I Bnkr fanno parte di quel gruppo di artisti che approdano al Festival in seguito alla vittoria di Sanremo Giovani: «Quella è stata un’esperienza ancora diversa – racconta JxN – e che abbiamo sofferto molto di più, anche perché è stata forse l’unica volta nella nostra vita in cui abbiamo utilizzato la musica per competere. Il Festival è una celebrazione, mentre il percorso dei Giovani è a tutti gli effetti un contest. Mi ricordo che un’ora prima dell’annuncio dei progetti che sarebbero passati ai Big eravamo in camerino e c’è stato un momento di pessimismo incredibile, tutti eravamo convinti che non saremmo passati».

Le aspettative rispetto al Festival dei grandi invece sono decisamente meno pesanti: «Sappiamo che, a parte alcune eccezioni, i progetti che provengono dai Giovani tendono a classificarsi in basso». Non ci si aspetti però dei novelli Tananai in cerca del meme dell’ultimo posto e con il fetish del Fantasanremo: «Noi cerchiamo di fare il meglio possibile. In molti ci stanno scrivendo per il Fantasanremo: noi speriamo che chi ci guarda per scoprire se faremo o meno la scapezzolata possa interessarsi alla nostra musica, perché per quanto sia bello e importante lo show, a noi interessa farci conoscere come musicisti». All’Ariston inoltre ritroveranno La Sad, con cui condividono lo scettro di outsider del Festival e con cui hanno pubblicato lo scorso dicembre il singolo Memoria. Racconta Fares: «Ci siamo conosciuti al Miami del 2022, eravamo tutti ubriachi e ci siamo presi bene gli uni per gli altri, poi io ho legato particolarmente con Plant, e per un po’ ci siamo scambiati materiale con l’idea prima o poi di lavorare a qualcosa, finché non abbiamo individuato il pezzo giusto. Ci siamo fatti ascoltare a vicenda i brani che porteremo al Festival quando ancora loro non sapevano se sarebbero entrati o meno, credo fosse il giorno appena prima dell’annuncio».

In seguito alla notizia della partecipazione a Sanremo i Bnkr hanno dovuto rimandare le date del loro tour, che quindi saranno recuperate ad aprile. Nome del tour? I Love Villanova: «Che essendo il nome più utilizzato per i paesi italiani – dice Piccolo – è un po’ come dire “I love ogni paese d’Italia».

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