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Sanremo 2020, Piero Pelù racconta ‘Gigante’

Il nonno rock spiega il legame fra la nascita del nipote e le esperienze dei ragazzi del carcere minorile di Nisida. E invita a leggere la cover che canterà giovedì, ‘Cuore matto’, come un testo contro il femminicidio

«Gigante è chi ha voglia di rinascere ogni volta, ed è la cosa più difficile che si possa fare nella vita. Parlo del coraggio di rinnovarsi, di mettersi in discussione, anche di andare contro il sistema».

In questa videointervista, Piero Pelù parla della canzone che porta al festival. Contiene una frase dedicata ai ragazzi rinchiusi dei carceri minorili italiani, in particolare a quelli di Nisida, e una sul nipote. «C’è un transfert: avendo assistito al parto di mia figlia, l’infanzia negata di un ragazzo cresciuto in un quartiere difficile mi ha fatto venire in mente le difficoltà legate alla nascita».

«Non sono qui per la gara, sono qui per iniziare i festeggiamenti dei miei 40 anni di musica», dice Pelù che nella serata di giovedì interpreterà Cuore matto di Little Tony. «Da bambino la sentivo sparata nei jukebox. Era davvero avanti. Analizzandola ho capito che è un testo contro il femminicidio. È la storia di un uomo abbandonato da una donna che elabora la cosa non attraverso la violenza, ma gestendola dentro di sé, anche impazzendo».

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