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Sabrina Salerno: «Ho avuto molto di più dalle donne che dagli uomini»

La star della dance anni ’80 racconta la sua carriera, i progetti e il tour mondiale da "cinque milioni di biglietti venduti", con uno sguardo su una società ancora troppo maschilista: «Almeno l’80% degli uomini deve conquistare per sentirsi forte»

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È una delle icone assolute degli anni ’80 grazie alla carriera da showgirl (in programmi come Premiatissima, Grand Hotel e Odiens), e a una manciata di hit che l’hanno fatta salire, volente o nolente, tra i ricordi indelebili di quegli anni. Sabrina Salerno è stata (ma forse lo è ancora) la Sexy girl della musica dance. Con la sempre mitica Boys si piazza al primo posto delle classifiche europee e sud americane: in Spagna viene considerata un vero e proprio sex symbol, in Inghilterra con All of me (prodotta dal trio Stock Aitken and Waterman) raggiunge i primi posti della UK parade, mentre in Italia sbanca con My Chico. Insomma, la Salerno è una che, nella sua carriera, ha venduto oltre 20 milioni di dischi nel mondo e si è pure accaparrata un grammy ai World Music Awards come Female Newcomer of the year. Dopo gli anni ’80 Sabrina ha fatto un sacco di altre cose: dalla tv al fianco della Carrà (Ricomincio da 2, ndr) al programma Cocco di mamma con Carlo Conti, dal musicarello Jolly Blu (un flop diventato cult) degli 883 fino al musical Emozioni con i brani di Battisti, dallo show di successo Mitici ’80 su Italia 1 alla cover di Call me con Samantha Fox. Insomma, la ragazza si è data da fare. A novembre ha tirato fuori il singolo Voices e attualmente gira il mondo con Stars 80 & Friends un mega live da sold out che è passato pure per il prestigioso Stade de France.

Iniziamo dal singolo Voices
Fa parte di un progetto più ampio. È una canzone dance più elettronica, scritta da due ragazzi spagnoli con i quali mi sono trovata molto bene. Abbiamo una decina di brani circa.

Prossimo singolo?
Siamo sempre in discussione. Non abbiamo ancora deciso.

In questo album che stai preparando cosa dobbiamo aspettarci?
Una Sabrina mai vista prima. Anche se non saprei neanche dirti se sono diversa…

Cioè?
In realtà è il proseguimento di quello che mi piace fare, con suoni elettronici, dance e tanta melodia.

Il tour Stars 80 & Friends è un successo, e gli anni ’80 sembra non smettano mai di piacere. Come mai, secondo te?
Come ogni progetto, se è azzeccato il marketing, funziona. Questo spettacolo è stato allo Stade de France di Parigi, poi in Libano e la tournée vera e propria riprende a ottobre nei palasport. È uno show concepito ad altissimo livello, con un grande impegno economico, presentato in una certa maniera. Un rischio imprenditoriale che uno si prende, una scommessa. Abbiamo venduto, ad oggi, cinque milioni di biglietti, è diventato un marchio con tanto di due film (Stars 80 e Stars 80…La Suite, ndr) sugli artisti che la compongono. Insomma, un progetto fatto bene.

Capito, ma perché gli anni ’80 piacciono ancora così tanto?
Piacciono a prescindere. Se vedi le feste anni ’80 hanno sempre successo.

E tu che ricordi hai degli anni ’80.
Non ho ricordi particolari, non vivo nel passato. Nei primi anni ’80 andavo al liceo, nell’87 ho iniziato a lavorare. Ho lavorato dall’87 al ’90, proprio in coda, alla fine. Non ho questi ricordi incredibili, se non della scuola. Eccezion fatta per il boom, ma non è che uno ci pensa.

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Strano sentirti dire che non ripensi spesso al passato, quando ci sono alcuni dei tuoi colleghi che non fanno altro. Tu, tra le altre cose, non hai mai preso parte a reality, quando immagino te lo abbiano chiesto in tutte le salse.
Esattamente. L’essere artisti non ha niente a che vedere con il mostrare la propria personalità. Un certo tipo di televisione non mi ha mai interessato, ma non giudico chi la fa. Mi reputo una donna fortunata perché ho la possibilità di scegliere e dire no. Quando sei opzionata e lavori ininterrottamente da 10 anni è più facile fare certe scelte. Avendo passato tanto tempo in tv in Italia, Spagna e Francia, se devo fare tv, la faccio per condurre un programma, non per fare i reality. Ho rifiutato tantissime produzioni.

Tipo?
Ho dovuto, purtroppo, dire no a una produzione teatrale con Gianluca Guidi, ma sono sotto contratto fino al 2020 con Stars 80 & Friends.

Si vociferava, a un certo punto, di un tuo duetto con Rettore.
Io non so niente. Donatella è un’artista che stimo molto, ma non so nulla. E comunque siamo amiche, me l’avrebbe detto. Credo sia una notizia poco fondata. Tra l’altro mi ricordo che, appena l’ho conosciuta, avrei voluto duettare con lei. Queste cose che mi dici, secondo me, sono state interpretazioni del giornalista. Ultimante vengono riportate frasi che non ho mai detto.

Effettivamente quando abbiamo intervistato la Rettore su Rolling non ha parlato di duetti con te.
Infatti, l’ho letta quell’intervista.

Ti sei mai pentita di qualcosa?
Di non aver accettato determinate produzioni. Qualche volta, poi, mi sarei dovuta mordere la lingua e non dire certe cose, ma io sono molto diretta. E in una società in cui, ancora, l’uomo è visto come quello che comanda sempre, ho rotto degli equilibri. Con il senno di poi potevo essere più diplomatica.

La diplomazia si dovrebbe imparare strada facendo.
Eh, ma io non ho imparato. (ride, ndr) Sono un caso patologico.

Ma che ti hanno proposto?
Meglio non dirlo.

Torniamo alla musica. Hai duettato con Samantha Fox, com’è andata con lei?
Abbiamo voluto farlo. È stata una collaborazione assolutamente serena.

E a Sanremo con Jo Squillo? Quella collaborazione, forse, non è stata così serena. Ho letto che ti sei sentita un po’ strumentalizzata.
In un primo momento Sanremo non volevo assolutamente farlo. Non era un momento giusto nella mia testa. Ma ero molto giovane, i discografici cercarono di convincermi e ci riuscirono. Jo fece quello che doveva fare perché, comunque, al di là di tutto, è una canzone che è rimasta; è molto popolare, divertente e la conoscono tutti. Io, forse presuntuosamente, pensavo che dire “Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più“, fosse un’onta, ammettere una sconfitta, perché per me era una cosa ovvia.

E invece?
Le cose vanno guardate anche da altri punti di vista. Noi combattiamo come delle matte contro il maschilismo, che regna sovrano anche nel 2019. Vedo comportamenti del genere in tutti i livelli e gli ambienti, non solo nel mio, dove comunque le donne che arrivano al successo sono normalmente molto solide. C’è ancora una grossa difficoltà ad accettare una donna al potere. E quando lo esercita è molto criticata, tre volte di più rispetto all’uomo.

Il #MeToo ha aiutato?
Secondo me serve tutto. Siccome le donne sono tutte diverse, ad alcune può avere aiutato sentire le esperienze delle altre, per capire e non subire. Poi bisogna sempre vedere le motivazioni.

Che intendi?
Dipende sempre dalla tua etica morale. Se uno si guarda allo specchio e pensa di aver fatto una cosa giusta, allora ok. La coscienza è una cosa con cui ognuno, prima o poi, si deve fare i conti nel bene e nel male. A meno che uno non sia un cretino o un superficiale.

Molte donne hanno avuto situazioni sgradevoli prima del #MeToo. Anche tu avrai avuto avance.
Certo, il mondo intero ci prova. Mi dispiace dirlo, ma almeno l’80% degli uomini sono sempre a caccia, l’uomo deve conquistare per sentirsi forte. Ci sono tutta una serie di meccanismi. Poi, come ti dicevo prima, ognuno di noi ha un’etica.

E tu?
Non giudicherò mai una donna o un uomo che si vendono. Tanto poi i conti con te stesso li fai. Ognuno interviene nella propria vita come vuole. Avendo iniziato a 17 anni ho vissuto molte situazioni in cui l’uomo di potere ci provava, ma lì sta a te la scelta. Io sono una che, se una persona mi piace, è un conto, ma se una persona non mi piace…

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Che succede?
Posso anche avere l’ambizione di diventare la più grande star mondiale, ma non me ne frega niente. Devo essere innamorata per stare con un uomo, infatti mi sono sempre divertita molto poco nella vita (ride, ndr)

Hai dichiarato che a 20 anni eri molto fragile, pieni di angoli bui anche se solare.
Faccio una premessa: sono solare, ma come tutte le persone ho un lato oscuro. Credo sia insito nell’essere umano. Ti faccio un esempio: i più grandi comici sono persone spesso tristi e ipocondriache. Non è che se uno sale su un palco e dice «Yeah!» allora è la persona più felice del mondo. Sono complicata, contorta, che pensa sempre. L’ho fatto da ragazzina, lo faccio adesso, ma in maniera consapevole. Da piccola cercavo risposte.

Torniamo alla carriera: hai recitato in Modalità aereo di Brizzi, ma sogni Almodóvar.
È il mio regista preferito. Da ragazzina volevo fare l’attrice, non la cantante, devo aver sbagliato qualcosa.

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Il cinema, però, non ti ha mai troppo sfruttata.
Infatti dovrei, in qualche modo, rimettermi sul mercato. Dopo Brizzi ho avuto due o tre proposte, ma non erano in linea con quello che voglio fare io.

In tv invece vorresti fare il giudice in un talent come X Factor?
Sì, ma anche condurre un format. Ora sono matura per affrontare la tv italiana, magari fare interviste. Amo parlare e conoscere le persone, relazionarmi, capire, comprendere. Approfondire i caratteri delle persone.

Ma una conduzione te l’hanno data, con Mitici ’80 su Italia1…
Sì, andò molto bene. Un programma di Mario Giordano e Giovanni Toti.

Ma davvero non ti hanno mai proposto di fare il giudice?
No, non me l’hanno mai proposto.

E a Ora e Mai Più il coach lo faresti?
Ho visto qualcosa, ma non ho molto presente il format.

Senti, Sabrina, in tutta la tua carriera qual è il ricordo che ricordi con maggiore entusiasmo?
Quello che deve ancora arrivare.

E la cosa che ricordi più malvolentieri?
Non mi viene in mente nulla: ogni cosa brutta – magari lo capisci dopo qualche tempo – ha sempre portato a una cosa bella.

Capisco. Nello showbiz hai amici?
Ho avuto molto di più dalle donne che dagli uomini. Quando una donna è intelligente e sicura non si mette in competizione e diventa complice. L’uomo, invece, entra sempre in competizione. Anche se si è amici. Penso che, tra uomo e donna, nascano sempre dinamiche terrificanti e mi vengono in mente persone che hanno lavorato insieme per diversi anni, ma che una volta spente le luci si sarebbero uccisi.

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