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“Rock-the-casah”, la quarantena di Tutti Fenomeni


Il musicista racconta come sta passando questo periodo di isolamento, tra Brian Eno, Franco Battiato e la voglia di vivere in un’epoca più stimolante. «Sono stoico e sereno, ma vorrei vederci più chiaro»

Artwork: Stefania Magli

A fine gennaio è uscito Merce funebre, l’album d’esordio di Giorgio Quarzo Guarascio, il musicista che si nasconde dietro Tutti Fenomeni: è un disco brillante, sorprendente, di cui si stava parlando molto bene e che sarebbe presto approdato sui palchi italiani. L’emergenza Covid-19 ha bloccato tutto sul più bello e il tour, che sarebbe partito a Roma il 12 marzo, è stato annullato. “In estate ci riproveremo”, ha scritto Guarascio su Instagram. Per il resto, il suo silenzio è stato praticamente assoluto, interrotto solo dall’uscita del video di Mogol.

Abbiamo contattato Tutti Fenomeni e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio il suo isolamento. Se invece volete sapere qualcosa in più su Merce funebre, ne abbiamo parlato qui.

Dove e come passi queste giornate di isolamento? 
Domanda crudele. Le passo a casa a Roma. Stoico e sereno, ma vorrei vederci più chiaro.

Quali dischi stai ascoltando, quali libri stai leggendo, quali film o serie stai guardando? 


Per i dischi Solid State Survivor della Yellow Magic Orchestra, Wrong Way Up di Brian Eno e John Cale e Divine Shadows di Dhafer Youssef. I libri: Rapporto al greco di Nikos Kazantzakis, L’incontinenza del vuoto di Slavoj Zizek e Visioni di William Blake. Film ancora poco, le serie NO.

C’è una canzone in particolare che ami ascoltare quando sei solo? 
No, però una canzone che mi rende sempre felice è Passaggi a livello di Franco Battiato.

Quale artista del presente o del passato, italiano o straniero, vorresti avere lì con te per fare musica? E perché lui/lei? 
Cure, Talking Heads, Depeche Mode, Franco Battiato, Lucio Battisti. Ce ne sono tanti, più che volerli qui adesso sono io che vorrei tornare indietro nel tempo per scoprire cosa avrei avuto da dire in un’epoca forse più stimolante.

Là fuori l’atmosfera è pesante. Quando scrivi musica l’umore collettivo ti influenza?
Solitamente no. Cerco proprio di evitare i topic e gli umori più inflazionati quando scrivo. Ma quando rileggo ciò che ho scritto mi rendo conto che è impossibile.

Le puntate precedenti: Generic Animal, Anastasio, Calibro 35, Coma_Cose, Dente, Boosta, Bugo, Ghemon, Kiss

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