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“Rock-the-casah”, la quarantena di Generic Animal

Il musicista racconta come sta vivendo questo periodo di isolamento, tra film orientali, un canale YouTube di disinfestazioni e la voglia di andare in tour per suonare il nuovo album 'Presto'

Artwork: Stefania Magli

Generic Animal avrebbe dovuto passare queste giornate folli in tour, a promuovere il suo nuovo album. Si intitola Presto ed è un disco intenso, originale, un punto d’incontro apparentemente assurdo tra gli esordi math-rock della sua prima band, il cantautorato liquido del primo album omonimo e le influenze trap di Emoranger. Purtroppo, l’emergenza Covid-19 ha fermato tutto e anche lui, come tutti, è bloccato a casa. “In questi giorni penso a quante cose fiche che ho fatto, agli amici che insieme a me hanno creato tutta l’immagine che c’è dentro al disco. Mi mancano quei giorni e mi mancano tutti”, ha scritto su Instagram.

Abbiamo contattato Generic Animal e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio come sta vivendo questo periodo. Presto è uscito il 21 febbraio per La Tempesta/Universal. Ne abbiamo parlato qui.

Dove e come passi queste giornate di isolamento?
Sto a casa, vado al massimo a fare la spesa al supermercato, con guantini e mascherina, o a correre al parco la mattina quando ancora è vuoto. Sempre bardato ahimè. Se ho qualcuno sul mio percorso cerco di crearmene un altro.

Quali dischi stai ascoltando, quali libri stai leggendo, quali film o serie stai guardando?
Dischi nulla in particolare, ci sono un po’ di singoli con cui sono in fissa: Discipline of Enthusiasm di Lorenzo Senni, Garden Song di Phoebe Bridgers, Stone Cold di Deb Never, Dragon Ball Durag di Thundercat e Metropoli di Ginevra. Ho guardato finalmente Parasite, sto guardando un canale YouTube di un tipo che fa disinfestazioni che si chiama Hornet King, che mi gasa. Ho finito tutti i film di Miyazaki, visto un film di Woody Allen (Basta che funzioni) e ho cominciato ieri Nana.

C’è una canzone in particolare che ami ascoltare quando sei solo?
Joel and Other Planets di Say Anything, una demo di una band punk-rock californiana.

Quale artista del presente o del passato, italiano o straniero, vorresti avere lì con te per fare musica? E perché lui/lei?
Onestamente nessuno al momento, non c’è niente di poetico o romantico in questo momento. Al contrario vedo che nel resto del mondo i miei artisti preferiti non stanno capendo quanto seria sia la situazione. Ho appena fatto uscire il mio disco, gli artisti che vorrei avere con me sono i miei amici ma sto soffrendo come tutti e sto a casa e cerco di stare sereno, di scrivere quando mi sento di farlo. Sto pensando a come sarà bello quando invece potrò finalmente suonare il mio disco Presto live, con la mia band con cui avevo preparato un gran bel live per il tour che purtroppo è stato posticipato a data da definirsi. Spero che le persone troveranno la calma giusta per ascoltarsi per bene il disco e meno necessità di giudicare e sprecare la musica e metterla nel secchiello dei generi e degli ascolti del venerdì.

Là fuori l’atmosfera è pesante. Quando scrivi musica l’umore collettivo ti influenza?
Nonostante faccia musica che parla molto più spesso di me stesso, è innegabile che mi influenzi. Certo. Questo è un momento in cui godere dei cazzi propri e della propria salute e compagnia se ne si ha il privilegio, e preoccuparsi di questioni più vitali.

Le puntate precedenti: Anastasio, Calibro 35, Coma_Cose, Dente, Boosta, Bugo, Ghemon, Kiss

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