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“Rock-the-casah”, la quarantena di Frah Quintale

Il musicista racconta il suo periodo di isolamento, tra il lavoro al nuovo disco, l'impatto del singolo 'Contento' e crate digging. «Sto trovando musica sconosciuta, ma fighissima»

Artwork: Stefania Magli

Poco prima dell’inizio dell’emergenza coronavirus, Frah Quintale è riapparso sui social per annunciare il ritorno dopo “un periodo un po’ strano” e l’uscita delle sue nuove canzoni. Non a caso, come se volesse sottolineare questa nuova serenità, ha scelto di iniziare con Contento. Finiti i lavori per il video (che è uscito il 18 marzo), ha deciso di sfruttare l’isolamento per tornare a lavorare al disco. Lo abbiamo contattato e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio come sta vivendo questo periodo.

Dove e come passi queste giornate di isolamento?
In questi giorni sono a casa, ho un sacco di cose da fare e posso lavorare anche da qui. Ho lavorato al video di Contento fino a qualche giorno fa, ora mi metterò a fare altro, tipo finire il disco per esempio.

Quali dischi stai ascoltando, quali libri stai leggendo, quali film o serie stai guardando? 
Sto facendo un sacco di digging di musica nuova, trovo delle cose fighissime, gente semisconosciuta, cose belle. Tra tutti consiglio Varnish La Piscine, Cool Company, Sunny Colon ed Elton Aura. Sui libri ho un po’ il difetto di comprare molta più roba rispetto a quella che leggo. Ho iniziato un libro che si chiama Animali che si drogano: parla della relazione in natura tra esseri viventi e droghe, mi faceva ridere il titolo, ma in realtà fa un analisi super interessante. Infine sono finalmente riuscito a finire BoJack Horseman. Avevo visto qualche puntata in disordine, ma in questi giorni l’ho ricominciato da capo.

C’è una canzone in particolare che ami ascoltare quando sei solo?
Ovviamente ho i miei capisaldi, ma se ho un po’ di tempo a disposizione preferisco fare ricerca. Sono un fan dello scovare cose che non conosce nessuno e farle sentire a tutti.

Quale artista del presente o del passato, italiano o straniero, vorresti avere lì con te per fare musica? E perché lui/lei? 
Se posso sparare in alto, forse farei una session in studio con un Pharrel Williams, giusto per capire come si fanno a fare certe hit. Forse, però, in questo momento anche una settimana normale in studio con Ceri sarebbe l’ideale.

Là fuori l’atmosfera è pesante. Quando scrivi musica l’umore collettivo ti influenza?
Questa cosa è curiosa perché la scopro sempre dopo, per esempio l’ultimo singolo Contento l’ho scritto concentrandomi su dei trascorsi miei. Quando è uscito, in molti mi hanno scritto dicendomi che avevano vissuto esattamente la mia stessa situazione. In conclusione, direi che magari io non ci faccio caso nel momento in cui scrivo, ma credo fortemente che esista una coscienza collettiva che influenza qualsiasi cosa facciamo, nell’arte come nella quotidianità.

Le puntate precedenti: Max Pezzali, Cristiano Godano, Gazzelle, Tutti Fenomeni, Generic Animal, Anastasio, Calibro 35, Coma_Cose, Dente, Boosta, Bugo, Ghemon, Kiss

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