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“Rock-the-casah”, la quarantena di Clown degli Slipknot

In casa nello Iowa, il musicista ripensa alla figlia morta un anno fa, costruisce magiatoie per gli uccelli, studia tecniche di sopravvivenza e ascolta gli Who

Artwork: Stefania Magli

Mentre il mondo combatte la pandemia, abbiamo contattato alcuni dei nostri artisti preferiti per chiedergli come stanno affrontando questo periodo. Clown degli Slipknot è in isolamento a casa, in Iowa: la band sta promuovendo il suo nuovo whisky, Slipknot No. 9 Iowa Whiskey Reserve, ed è in pausa dal tour. Ecco cosa ci ha raccontato della sua quarantena, che passa potando cespugli e costruendo mangiatoie per uccelli.

Come passi le giornate? 

Credo di non essermi mai chiuso così tanto in me stesso. Ho diverse ossessioni: la prima è lo spreco di cibo, la seconda la spazzatura. Passo molto tempo a pensare agli esseri umani che hanno freddo, fame e nessun posto dove vivere. È una cosa che vediamo da sempre, ma ora il problema è su un altro livello. Quindi sì, passo molto tempo chiuso in me stesso, cerco di ricordare quanto sono fortunato. Ho una bella famiglia. Non potrei chiedere di più.

Cerco di restare attivo e prestare attenzione… quindi faccio attività manuale. Non faccio altro che questo. Sto riflettendo sulla morte di mia figlia… Ho avuto molti lutti in un breve periodo di tempo, e con l’analista ho capito di non aver mai avuto davvero tempo per piangere queste persone che significavano così tanto per me.

Mia figlia se n’è andata meno di un anno fa. Siamo vicini al primo anniversario. Mi spiace tirare fuori l’argomento, ma è una cosa vera. E l’unico modo che ho per superare la cosa è parlarne. Non l’ho fatto fino a ora, ma l’anniversario arriva il mese prossimo. E sinceramente, sto cercando di prepararmi. Di sopravvivere. Credo che tutti riderebbero di Clown… un giorno ho chiamato il mio manager su FaceTime, ed era come se volesse dirmi: “Ma che diavolo succede?”.

Sai, ho visto Cast Away appena è uscito e mi ha cambiato la vita. Mi preoccupo di finire in situazioni simili. Non dev’essere necessariamente un’isola, potrebbe essere il Queens o una oscura città dell’Iowa. Andresti fuori di testa. Cinque giorni fa ho acceso un fuoco per la prima volta in vita mia. È stata una sfida. Non è stato facile… sono i primi passi della sopravvivenza e mi interessa molto. Non per quello che stiamo vivendo, ma per un viaggio di comprensione personale.

Invece di stare a casa, in ufficio, su un aereo, sul palco o nel bus, ora guardo una ghiandaia azzurra mentre mangia del burro d’arachidi. L’altro giorno ho costruito una mangiatoia per uccelli. L’ho comprata, ho aperto la scatola e l’ho costruita seguendo le istruzioni. E ora sto guardando questo uccello. Fico, non credi? Spero che tutti stiano facendo cose simili.

Che musica ascolti per cercare conforto durante la quarantena?

Ho sempre detto alla gente che la musica è l’unico dio che abbia incontrato. È l’unica cosa che non mi ha mai abbandonato. Non ha mai fatto domande, non mi ha mai rifiutato. Non devo nemmeno sentirla per sapere che è con me. È nella mia testa. La sento negli uccelli e negli insetti.

Quindi, dall’inizio di tutto questo passo metà delle mie giornate all’aperto, senza musica. Ascolto i suoni della Terra, e ce ne sono molti. Spesso vengono interrotti da sirene e altre cazzate e, beh, quello è il momento per ascoltare un po’ di musica. Ho iniziato dagli Who, una band che amo da quando ero un ragazzo.

Sto cercando di capire meglio la classica, cinque anni fa mi ha colpito sul serio. Sto cercando di capire i movimenti, e faccio la stessa cosa con il jazz. Suono il jazz da solo dai tempi del college, e ora sto iniziando a comprenderlo. Non sono un jazzista esperto, niente del genere, ma lo adoro e mi fa stare bene. Poi c’è John Carpenter, ascolto le sue colonne sonore mentre taglio la selva che infesta il mio acero.

C’è qualcos’altro che vorresti dire ai tuoi fan?
Ciao a tutti: vi voglio bene. Amo ognuno di voi quanto voi amate me… Ovviamente, come hanno detto tutti, dobbiamo restare al sicuro. Quindi, la conoscenza è un dono. È qualcosa che possiamo dare e ricevere. Prendetela sul serio. Dobbiamo anche ricordare che ci sono tante cose spaventose, dall’influenza alla malaria fino a eventi assolutamente casuali, che costano la vita alle persone. Detto questo, il punto è usare le conoscenze che abbiamo ricevuto dai nostri genitori e dalle persone che avevamo attorno quando eravamo giovani. Lavatevi le mani, soffiatevi il naso, buttate la spazzatura e lavatevi di nuovo le mani. Non limonate con quella ragazza col raffreddore.

Ci sono tragedie, lo sapete, e io preferirei passare più tempo a parlare del potenziale positivo del nostro mondo. Ed è per questo che vorrei dire: vi voglio davvero bene. Spero che vada tutto bene. Supereremo anche questa.

Le puntate precedenti: Mike Patton, Galeffi, Francesco Bianconi, Warren Haynes, Mike Scott, Buzz Osborne, Margo Price, Kesha, Henry Rollins, Ian Anderson, Young Signorino, Cristina Scabbia, Ketama126, Frah Quintale, Max Pezzali, Cristiano Godano, Gazzelle, Tutti Fenomeni, Generic Animal, Anastasio, Calibro 35, Coma_Cose, Dente, Boosta, Bugo, Ghemon, Kiss

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