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“Rock-the-casah”, la quarantena di Bugo

Il cantautore racconta come sta vivendo questo periodo di isolamento, tra la voglia di “riordinare le cose private” e il sogno di chiacchierare con Paul McCartney

Artwork: Stefania Magli

“Che situazione strana. Silenzio irreale. Eppure in questi giorni il silenzio è più reale che mai. Un silenzio in cui cercare di dare un senso rispettoso e civico alle nostre giornate”, ha scritto Bugo sul suo profilo Instagram. Rispetto a molti colleghi, il cantautore ha scelto di non esporsi troppo durante l’emergenza sanitaria, fermando l’enorme attenzione mediatica successiva a Sanremo e al caso Sincero. “Da quando è iniziata tutta questa situazione non mi viene da cantare. È più forte di me. Faccio dirette Instagram e preferisco parlare e stare con voi. Ma cantare non ci riesco, per ora. Mi sembrerebbe un modo per fare promozione, in un momento non adatto”.

Per questo, non potendolo sentire cantare, abbiamo contattato Bugo e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio come sta vivendo questo periodo.

Dove e come passi queste giornate di isolamento?
Vivo a Roma. Le giornate sono un misto di routine e riordine delle cose private e di lavoro.

Quali dischi stai ascoltando, quali libri stai leggendo, quali film o serie stai guardando?
Sto leggendo una biografia su Gianni Agnelli. Negli ultimi anni ho letto quasi esclusivamente biografie, tipo su Richard Branson ed Enzo Ferrari. Non ascolto molta musica. Sto aspettando il 1° aprile per vedere l’ultimo di Star Wars.

C’è una canzone in particolare che ami ascoltare quando sei solo?
No. In generale non ascolto molta musica. Dipende dai periodi. Ma certamente non sono mai stato un esperto e un grande ascoltatore di musica.

Quale artista del presente o del passato, italiano o straniero, vorresti avere lì con te per fare musica? E perché lui/lei?
Se potessi mi piacerebbe parlare con Paul McCartney. Non gli chiederei di suonare con me. Gli chiederei semplicemente alcune cose sui Beatles. Su come vede lui tutta la storia dei Beatles.

Là fuori l’atmosfera è pesante. Quando scrivi musica l’umore collettivo ti influenza?
Sono molto attratto dagli altri, e quindi mi capita spesso di essere influenzato dai pensieri altrui. In questo momento pero’ non mi sento stimolato a scrivere.

Le puntate precedenti: Ghemon, Kiss

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