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Esce “Chaosmosis” dei Primal Scream e Bobby Gillespie è decisamente in forma

La band scozzese tornerà in Italia per tre date a luglio: Roma, Cesena e Sestri Levante. Il frontman ci ha parlato della sua passione per gli Stooges, per Instagram e del nuovo album in uscita il 18 marzo

La copertina di "Chaosmosis", il nuovo album dei Primal Scream in uscita il 18 marzo

Un consiglio: seguite l’account Instagram dei Primal Scream. È come sfogliare il diario di un adolescente di qualche anno fa – nello specifico: gli anni sono tanti e il teenager in questione è Bobby Gillespie – oppure entrare nella sua cameretta e buttare l’occhio ai poster appesi alle pareti.

Ci sono band (Banshees, Generation X, Cabaret Voltaire…), volti del cinema (Anna Magnani, Isabelle Adjani, Gena Rowlands…), figure rivoluzionarie o presunte tali (Tommy Smith e John Carlos, Malcolm X, Pantere nere, soldati dell’Ira, soldati palestinesi…) e, insomma, ci siamo capiti.

Il giorno che – in occasione dell’uscita del nuovo album dei Primal Scream, Chaosmosis – ho intervistato Bobby Gillespie, era appena spuntata su quell’account Instagram una foto di Ron Asheton, il chitarrista degli Stooges, con tanto di croce di guerra al collo. Dunque, è da lì che siamo partiti con la chiacchierata.

Ma sei davvero tu stesso a postare tutte quelle foto?
(Nota: Scoppia a ridere, la prima fragorosa risata di una discreta serie) Sì, le posto io! Negli ultimi tempi non vedo tante belle foto di gruppi nuovi, quindi mi perdo tra vecchi scatti di Siouxsie o Richard Hell…

E come mai hai scelto proprio quella foto di Ron Asheton?
Tutti postano sempre foto di Iggy Pop, ma mai di Ron Asheton, che è uno dei miei chitarristi preferiti. Mi piace molto quell’immagine, credo arrivi dal periodo del primo album degli Stooges considerato che indossa la stessa giacca e ha lo stesso taglio di capelli che ha sulla copertina di quel disco.

Qual è il tuo disco preferito degli Stooges?
Funhouse. È veramente funky, un album più unico che raro, non ci sono molti dischi del genere nella storia del rock&roll. Venticinque, trent’anni fa, suonavamo dal vivo Loose. Ma in realtà mi piacciono tutti gli album degli Stooges, così come mi piace molto come chitarrista anche James Williamson: Raw Power è il disco punk rock definitivo.

Ora però parliamo un po’ del nuovo album dei Primal Scream, Chaosmosis. Cosa significa il titolo del disco?
Chaosmosis è una parola che ho scoperto leggendo un autore italiano, Franco Bifo Berardi. In un suo libro citava Caosmosi, il testo di un altro filosofo, il francese Félix Guattari. Credo sia una buona descrizione del processo creativo di un artista, di come puoi assorbire e rielaborare il bombardamento di immagini e suoni al quale siamo sottoposti tutti i giorni tra tv, giornali, radio e internet. È un sovraccarico caotico: vediamo e sentiamo un mucchio di cose, ma è difficile decodificarle e trasformarle in un’opera d’arte.

A questo punto Bobby Gillespie mi chiede se conosco Franco Bifo Berardi, vuole sapere la pronuncia corretta del nome e, siccome ricorre il 40esimo anniversario di Radio Alice, parliamo un po’ degli anni Settanta, years of lead dice Gillespie che, nel mentre, mi fa domande sulla morte di Feltrinelli; ha letto il suo libro Senior Service, vuole sapere se è vero che è stato assassinato e io provo a spiegargli che quando hai a che fare con tralicci e cavi dell’alta tensione devi prestare molta attenzione. «Era un tantino fuori di testa», concludiamo insieme, e riprendiamo con Chaosmosis, il nuovo album dei Primal Scream.

Il primo singolo del disco è Where The Light Gets In, insieme a Sky Ferreira. Il video sembra un tributo all’Exploding Plastic Inevitable di Andy Warhol con i Velvet Underground. Confermi?
Il video è stato diretto da Douglas Hart, il bassista originale dei Jesus and Mary Chain (nota: Gillespie ha fatto parte della prima formazione del gruppo). Credo ci siano dei riferimenti al mondo di Warhol, sì. Quei pois bianchi sullo sfondo rosso, è tutto molto psichedelico.

Sky Ferreira è la vostra Nico?
(Scoppia a ridere) Sì, lei è la nostra Nico, la nostra musa! L’amiamo. Sono un suo fan, mi piace molto la sua voce. Avevamo bisogno di una donna che cantasse le parti femminili, quindi le abbiamo chiesto di lavorare con noi e lei, gentilmente, ha accettato l’invito.

(Nota: i Primal Scream sono spesso accompagnati da belle fanciulle; per esempio, in passato, Kate Moss o Alison Mosshart) Ci sono molte altre voci femminili nel disco: Rachel Zeffira dei Cat’s Eyes su Private Wars oppure le Haim su 100% or Nothing…
Mi piacciono le voci femminili, mi piacciono le ragazze: gruppi come le Ronettes o le Shangri-Las mi fanno a pezzi. Mi piacciono Joan Baez, Carole King, Tina Turner… Amo Aretha Franklin, lei è la regina del dolore, cazzo, io la chiamo Her Lady of the Sorrows.

Di cosa parla 100% or Nothing?
(Gillespie si mette a recitare il testo) 100% or nothing, you can’t be true, I don’t want you, 100% or nothing is what you get, what did you expect? È una canzone su due persone che si amano, ma non riescono più a parlare tra loro. C’è solo silenzio, vivono assieme ma ognuno sta per conto suo. È una situazione di stasi dalla quale non riesci a uscire, una relazione che ti fa solo soffrire. Credo che ci siamo passati tutti.

Sei sposato, giusto?
Sì, sono felicemente sposato! (Scoppia a ridere) Le cose vanno bene, ma voglio comunque scrivere canzoni su questi argomenti perché sono cose che succedono anche nelle migliori relazioni, ci sono sempre periodi difficili. Non è per niente facile! (E ride ancora)

Tornando al singolo Where The Light Gets In… Nel testo ricorre la parola obsession, quali sono le tue ossessioni in questo periodo?
Questa è una bella domanda. (Fa una lunga pausa, fin troppo in effetti) Al momento sono ossessionato dal lavoro, mi sto impegnando a migliorare come musicista e soprattutto come chitarrista (nota: Gravitational Waves, il lato B del singolo dei Primal Scream in uscita per il Record Store Day, è proprio uno strumentale in cui Gillespie suona la chitarra).

Dunque il meglio per i Primal Scream deve ancora venire?
Lo spero! Come artista puoi sempre migliorare e ogni volta che facciamo un disco o anche solo un concerto io imparo qualcosa di nuovo.

se Johnny Rotten avesse avuto l’immagine di Phil Collins probabilmente i Sex Pistols non sarebbero mai esplosi

Quanto contano per te lo stile e l’immagine?
Stile e immagine sono tutto. Ce lo ha insegnato Guy Debord, il mondo è immagine, ancor di più al giorno d’oggi. (Nota: qui Gillespie si perde un po’ tra Debord e…) Lo stesso Bifo spiega come la proliferazione di immagini nella vita moderna mette in pericolo la capacità di pensare criticamente. Se leggi un articolo hai bisogno di tempo per digerirlo, devi pensarci su per assimilarlo. Ma con le immagini, come per esempio su Instagram, può ridursi tutto a un like/I don’t like… Purtroppo credo che nel rock&roll l’immagine stia perdendo importanza. Se Elvis Presley avesse avuto lo stesso aspetto di Bill Haley, forse oggi non staremmo ancora a guardare le sue foto, o addirittura non ascolteremmo la sua musica. La stessa cosa si può dire per Johnny Rotten: se avesse avuto la stessa immagine di Phil Collins probabilmente i Sex Pistols non sarebbero mai esplosi.

(Gillespie fa un’altra lunga pausa per poi ripartire ancora più carico di prima)

Pensa ai New York Dolls, sembravano le Ronettes! Se ci penso mi commuovo. Erano veramente coraggiosi, davvero estremi e lo sono tutt’oggi. La loro immagine era oltre ogni cosa, erano percepiti come pericolosi ed è ancora per questo motivo che a tanti piacciono Iggy and the Stooges, ma non i New York Dolls. Forse ora la serie tv Vinyl li farà conoscere a più gente… Quando c’è stata la reunion dei New York Dolls voluta da Morrissey sono andato a vederli dal vivo; ho incontrato il loro bassista Arthur Kane, ma non sapevo cosa dirgli, allora gli ho solo stretto la mano: “Grazie per i New York Dolls”.

Hai visto il documentario New York Doll, dedicato ad Arthur Kane? (Nota: Kane ha avuto una vita piuttosto difficile ed è morto subito dopo la reunion di cui sopra)
(Gillespie si rabbuia) Sì, una storia triste la sua, davvero triste.

I Primal Scream torneranno in Italia per tre date: Postepay Rock in Roma il 18 luglio, Cesena il 19/7 e al Mojotic Festival di Sestri Levante il 20/7.

Ma il giorno in cui è stata fatta questa intervista era appena uscita un’altra data dei Primal Scream, all’Azkena Rock Festival in Spagna insieme ai Radio Birdman. Bobbie Gillespie non lo sapeva ancora, ma si è prontamente sentito in dovere di dirmi: «Sai, i Radio Birdman si chiamano così per via di una canzone degli Stooges: Radio burning, up above…». Sì, si è messo a cantare al telefono 1970/I Feel Alright… Bobby Gillespie è decisamente in ottima forma.